coverstory

l'on-boarding che fa
la differenza

Attrarre i talenti non basta: occorre che il manager conosca l'azienda in cui sta entrando, sia proattivo e costruisca la miglior relazione possibile coi colleghi. Ecco il servizio di "inserimento" di Seltis

Redazione Web
l'on-boarding che fa la differenza

Si fa presto a dire “ricerca di personale”. Ma è un servizio cruciale per le imprese, che è cambiato vorticosamente e ancora sta cambiando, negli ultimi anni. «E noi abbiamo voluto inserirci da protagonisti in questa trasformazione – racconta Alexis Sottocorno (nella foto), direttore commerciale di Seltis, la società di ricerca e selezione del personale di middle e top management del gruppo Openjobmetis - cercando di immaginare su quali aspetti avremmo potuto fare la differenza, aggiungendo valore ai nostri servizi. E basandoci su tre pilastri che completano l’offerta tradizionale dell’head hunting: Seltis Selezione, che si concentra sul matching tra esigenze aziendali e competenze dei candidati, Seltis Assessment, che si occupa di approfondire le skill dei candidati e Seltis On-boarding, che affianca e accompagna i candidati scelti nell’ingresso in azienda».

L'assessment elimina il rischio di incongruenza tra le competenze dei candidati e la reale efficacia nel contesto aziendale

La selezione richiede una capacità di valutazione oggettiva dei candidati che non è più (ma forse non è mai stata) semplice perché, più di prima, deve oggi incrociarsi con la chiara informazione circa le esigenze delle aziende che assumono: lo impone l’approccio severo e analitico che la cultura dell’era digitale ha indotto in tutte le imprese.

L’assessment serve per eliminare il rischio di incongruenza tra le competenze dei candidati e la loro reale possibilità di efficacia nel contesto aziendale: «Un candidato – dettaglia Sottocorno – potrebbe essere il migliore possibile sulla carta, e attraverso l’assessment riusciamo ad aggiungere tutti gli elementi necessari per far sì che l’azienda possa fare la sua scelta con il minimo rischio. Verifichiamo le competenze comportamentali e anche su questa base prevediamo la probabilità che la risorsa possa esprimere una performance ottimale nel contesto dato. E funziona».

Ciò non toglie, però, che l’inserimento di una nuova risorsa manageriale, soprattutto nelle piccole e medie imprese, possa generare problemi: «Per questo abbiamo messo a punto l’ultimo tassello, il servizio di Seltis On-boarding, che consideriamo appunto la garanzia di un buon inserimento: capo e collaboratore seguono un percorso su base digital che permette alla nuova risorsa inserita di impossessarsi al meglio e più velocemente del proprio ruolo. Una sorta di accelerazione protetta della propria performance utile sia ai candidati che alle aziende».

«Di norma, diamo alle nostre aziende clienti la garanzia di reiterazione gratuita della ricerca entro il periodo di prova. Questo servizio è di fatto un ulteriore elemento di garanzia. In pratica, se una risorsa non viene confermata, la ricerchiamo nuovamente, senza oneri aggiuntivi per il cliente. Ma non succede quasi mai, perché le fasi precedenti – selezione e assessment – sono le migliori garanzie per noi di non sbagliare». Se un manager deve apportare un forte cambiamento nel contesto in cui si inserisce, Seltis ne analizza la specifica propensione attraverso la tecnica di intervista definita “Behavioral Event Interview”, una tecnica basata sugli eventi comportamentali o simulati, laddove l’intervistato è chiamato a descrivere come ha agito (o agirebbe) “in questo o quello specifico contesto di cambiamento”.

L’On-boarding infine, forse la vera novità della suite di servizi Seltis, è una procedura preziosa per i neoassunti, perché riescono ad impossessarsi il prima possibile e nel miglior modo di tutte informazioni necessarie per svolgere bene il loro ruolo. Ma anche per l’azienda, naturalmente, che di questa efficienza si giova. Si avvale di un servizio di “personal mentoring”, attraverso una suite digitale che agevola il manager a fare conoscenza di prodotti e servizi dell’azienda in cui sta entrando, costruendo la miglior relazione possibile con i nuovi colleghi, diventando presto autonomo e proattivo e stabilendo un solido rapporto col proprio capo a qualunque livello possa essere.

«A nostro avviso, l’on-boarding è un valido strumento di attrazione del talento», conclude Sottocorno, «perché tramite esso l’azienda dimostra un approccio da subito attento verso le risorse umane, accelera le performance, agevola il compito ai capi e riduce il rischio di un inserimento sbagliato».

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400