FINANZIARE L'IMPRESA

E il finanziamento
sfuma per uno starnuto

I bandi non mancano, e neppure le opportunità. Quello che difetta sono le professionalità capaci di presentare domande che siano in grado di aggiudicarsi le risorse a disposizione delle imprese

Riccardo Venturi
E il finanziamento sfuma per uno starnuto

Sei secondi. È il tempo che hanno avuto le aziende per inviare la domanda online e aggiudicarsi i contributi Inail per gli investimenti volti al miglioramento della sicurezza dei lavoratori, lo scorso 14 giugno alle ore 15 in occasione del cosiddetto click-day. Chi ci ha messo 7 secondi ha perso fino a un massimo di 130mila euro, perché i 369 milioni stanziati sono finiti un secondo prima. È un esempio di come possa essere complicato accedere a un finanziamento: bastava uno sternuto della risorsa dedicata alla domanda alle 15 e 3 secondi per mandare in fumo 130mila euro... Se poi la connessione internet fosse stata ballerina, nemmeno lo Speedy Gonzales del mouse sarebbe stato in grado di ottenere l’agognato contributo.

«Abbiamo personale specializzato che addestriamo alla velocità con apposite simulazioni» dice Stefano Ciacciarelli, direttore generale del gruppo Del Barba, specializzato nel settore della finanza agevolata e in particolare nell’accesso ad agevolazioni e contributi pubblici, «con i contributi Inail le aziende possono per esempio rimuovere l’amianto dai capannoni, ma anche acquistare macchinari tecnologicamente avanzati che migliorano la sicurezza: perderli per una questione di velocità è un peccato». Quello del click-day, che forse andrebbe ribattezzato fast click-day, è un caso limite; ma i motivi per cui le aziende spesso non riescono ad accedere a finanziamenti che sarebbero assai utili sono molteplici: «La materia si fa sempre più burocratica, e i continui aggiornamenti sono spesso in contraddizione con quanto era stabilito in precedenza» spiega Ciaccarelli, «quindi le regole vanno interpretate, e a volte la specificazione del progetto scende in un’analisi molto dettagliata. Richiedere un contributo è insomma un lavoro diventato più articolato, così da fare selezione». Ci si chiede cosa sia rimasto di meritocratico in un sistema dove trionfa la velocità del click o la burocrazia; ma tant’è. A mancare è anche l’informazione sulle opportunità di finanziamento.

Sul totale dei fondi disponibili per il periodo 2014-2020 ne risulta impegnato solo il 68 per cento, di cui appena il 28% già erogato

«Gli imprenditori spesso conoscono quelle di natura fiscale come il credito di imposta» sottolinea il dg di Del Barba, «molto meno i bandi regionali, nazionali ed europei. La domanda per una normativa di tipo fiscale le imprese spesso le fanno in casa, possono essere soggette a un controllo da parte dell’Agenzia delle entrate o della Guardia di finanza, ma non c’è una parte terza che decide se la loro domanda è interessante e fa una graduatoria. Eppure anche i bandi offrono tutta una serie di opportunità importanti». A mancare sono anche le professionalità capaci di presentare domande ben fatte che siano in grado di vincere i bandi. «In particolare per quelli europei, che sono più complessi ma prevedono contributi a fondo perduto che valgono dal 40 al 60% del costo del progetto» specifica Ciaccarelli, «c’è un numero ridotto di professionalità in grado di aiutare davvero le imprese. È anche un problema di cultura aziendale: o non si conosce l’opportunità, oppure il suo grado difficoltà è troppo alto, spesso non ci sono progetti idonei, che abbiano contenuti di sostenibilità ambientale e sociale, non solo produttivi; devi dimostrare di aver raggiunto gli obiettivi e spiegare come, magari con una ricaduta sul territorio: non è semplice argomentare tutto questo».

Risultato, sul totale dei fondi disponibili per l’Italia nel periodo ’14-’20, di oltre 75 miliardi, ne risultano impegnati solo 51, il 68%, di cui solo circa 21 già erogati, il 28% del totale disponibile; percentuali che al Sud si abbassano in modo significativo. Per creare le professionalità necessarie per partecipare ai bandi in modo vincente, Del Barba ha ideato, progettato e realizzato in collaborazione con una società multinazionale della selezione del personale una apposita Academy, percorso di alta formazione che prevede 200 ore intensive in circa 2 mesi. «L’idea è di prendere laureati in diverse discipline cui dare contributi spendibili subito sui temi della finanza agevolata» rimarca il dg di Del Barba, «con l’obbiettivo di creare la figura professionale del progettista in finanza agevolata».

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