Lotta agli sprechi

Gruppo Galgano: Lean management
al servizio dell'internazionalizzazione

I criteri degli approcci scientifici Total quality e Lean Toyota system adottati dal gruppo Galgano aiutano le aziende a perseguire la qualità sulla base delle reali esigenze del cliente, mettendo la tecnologia al servizio delle persone

Redazione Web
Gruppo Galgano: il Lean managementper l'internazionalizzazione delle imprese

Il gruppo Galgano utilizza il Lean management per supportare le imprese nel processo di internazionalizzazione.

Per l’ad del gruppo Galgano Mariacristina Galgano, «Il miglioramento continuo è un allenamento fondamentale per stimolare l’attitudine all’innovazione, realizzandola cercando sempre soluzioni nuove. La cultura della tecnologia al servizio delle persone (Jidoka) è la capacità di concepire la tecnologia al servizio delle persone e del cliente, progettandola a partire dal flusso di valore – rispetto delle persone e amore per il cliente – prima ancora che dalla soluzione tecnologica».

Supportare le aziende italiane perché possano diventare leader a livello internazionale, ma anche promuoverne la crescita manageriale, valorizzare il loro know how e i loro valori. È la mission del gruppo Galgano, che adotta gli approcci scientifici Total quality e Lean Toyota system. «La Total quality viene chiamata approccio scientifico alla gestione dei processi aziendali» ha spiegato l’ad Mariacristina Galgano all’evento “La qualità siamo noi”, «Il miglioramento continuo è un allenamento fondamentale per stimolare l’attitudine all’innovazione, realizzandola cercando sempre soluzioni nuove. La cultura della tecnologia al servizio delle persone (Jidoka) è la capacità di concepire la tecnologia al servizio delle persone e del cliente, progettandola a partire dal flusso di valore – rispetto delle persone e amore per il cliente – prima ancora che dalla soluzione tecnologica». Per l’ad del gruppo Galgano la qualità deve essere pensata in funzione delle esigenze del cliente: «Nell’era della Digital Transformation qualche volta si rischia di investire in soluzioni bellissime ma che non colgono la vera esigenza finale del cliente» osserva Mariacristina Galgano, «è determinante evitare la qualità superflua, facendo in modo che, attraverso l’attenzione al cliente (“andare a Gemba”), si facciano investimenti che abbiano un vero impatto sul cliente finale che vuole prevalentemente qualità, affidabilità, semplicità. Considerare la gestione del disservizio come il miglior modo per stupire il cliente è il modo migliore per dare evidenza concreta della reale attenzione al cliente. Il cliente si ricorda più della gestione eccellente del disservizio che del disservizio stesso». Per Galgano dunque la qualità è al centro del lavoro da fare in azienda: «Il valore etico della qualità, ricchezza e civiltà di un Paese, si misura dalla qualità dei propri servizi, dalla possibilità che qualsiasi persona, indipendentemente dal suo stato socio-economico, possa ricevere un servizio di qualità» rimarca l’ad, «avere l’umiltà di rimettersi continuamente in discussione è quindi determinante. Il nostro peggior nemico siamo noi stessi. Il valore etico della qualità significa avere un rapporto di partnership con i propri fornitori. Si tratta di un aspetto fondamentale per le aziende italiane. Valore etico in questo caso significa supportare i fornitori per farli crescere, coinvolgerli nello sviluppo prodotto/servizio. Abbiamo aziende che infatti vogliono davvero innalzare il livello manageriale delle aziende fornitrici. Il cliente stesso può fare la differenza, riuscendo ad essere stimolo al miglioramento, se esprime in modo civile i propri diritti, segnalando disagi e disservizi. Importante è anche il territorio, il fare rete e il porre attenzione all’ambiente».

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