APPROFONDIMENTI - in collaborazione con ANDAF

Più competenze verticali, ma anche più cultura: la sfida dei direttori finanziari

Al centro della tre giorni di Andaf a Matera il valore della cultura per l'economia, e il suo ruolo di guida nell'evoluzione dei modelli organizzativi e di sviluppo. Si è così cercato di rispondere a un quesito cruciale: cosa fare oggi per essere pronti ad affrontare il domani e creare valore sostenibile

Sergio Luciano
Più competenze verticali, ma anche più cultura: la sfida dei direttori finanziari

Roberto Mannozzi e Raffaello De Ruggieri

I direttori finanziari degli Anni Venti di questo millennio dovranno giocare una doppia sfida: far evolvere sempre di più le proprie competenze verticali, sul fronte di una finanza aziendale articolata e complessa, attraversata per la strumentazione e le prassi dalla potenza destabilizzante dell’intelligenza artificiale; eppure, contemporaneamente, non restringere alle sole competenze specifiche la propria cultura manageriale, ma anzi aprirla ai macrovalori che ispirano la moderna gestione d’impresa, primo fra tutti la cultura e la sostenibilità. Questa doppia sfida certamente ansiogena, vissuta giorno per giorno può essere esaltante.

È questo il senso profondo dell’intensissima “tre giorni” vissuta a Matera dall’Andaf (Associazione Nazionale Direttori Amministrativi e Finanziari), tra giovedì 24 e sabato 26 ottobre, per il 42° Congresso nazionale, organizzato in concomitanza e collaborazione con il 49° Congresso Mondiale di Iafei (International Association of Financial Executives). E la scelta di Matera, capitale europea della cultura per il 2019, è stata fortemente indicativa (e fortunata: luogo splendido, clima meraviglioso, tavola squisita), così come il titolo, fortemente suggestivo: “La cultura, valore per l’economia e guida nell’evoluzione dei modelli organizzativi e di sviluppo”. 

«Ponendo la cultura e la conoscenza al centro delle nostre riflessioni in quanto valore per l’economia e guida nell’evoluzione delle nostre organizzazioni – spiega Roberto Mannozzi, presidente Andaf e Direttore centrale amministrazione, bilancio, fiscale e controllo di Ferrovie dello Stato Italiane Spa – abbiamo cercato di rispondere al quesito cruciale su cosa possiamo, o meglio dobbiamo fare oggi per essere pronti ad affrontare il domani e a creare valore sostenibile a medio e lungo termine».

La due giorni ha visto la partecipazione di oltre 350 direttori amministrativi e finanziari, esponenti del mondo dell’impresa, della finanza e della consulenza provenienti da tutto il mondo: ma in realtà i giorni sono stati tre, perché il prologo ha avuto due momenti densi: una straordinaria “lectio magistralis” di Philippe Daverio sull’utopia come risposta prospettiva alla fine delle ideologie («L’utopia dichiara la sua impossibilità ad avverarsi, ma indica una strada da seguire», è stato in sostanza il suo messaggio), un’intervista pubblica con Javier Zanetti, grande calciatore ed oggi vicepresidente dell’Inter, sulla leadership, e un saluto fuori programma ad alta caratura emozionale del sindaco di Matera Raffaello De Ruggieri, un giovanotto di 84 anni, cui la città deve la rinascita dei Sassi: un’utopia trasformata in realtà.

Per il resto, dalle testimonianze dell’ex ministro dell’economia Pier Carlo Padoan sul contesto macroeconomico italiano nel mondo a quelle di alcuni tra i principali attori del sistema della finanza d’impresa – tra cui i vertici di PwC, Ey, Kpmg e Deloitte, Moody’s, S&P – si è vissuto un ritmo serrato di confronto e informazione. Una tavola rotonda sulla cultura digitale, con Sap, Oracle, Microsoft, Manpower e Credimi, una sulla Via della Seta, un’intervista a Tiziano Onesti e Alessio Lorusso, un “power breakfast” con Paolo Bertoli sulla necessità di porre un’argine alla responsabilità dei Cfo e dei dirigenti preposti e poi ancora Andrea Montanino e Riccardo Vopati a confronto sul futuro dell’euro, una tavola rotonda sul social reporting e una relazione di Gregorio De Felice sugli “effetti economici di un’Italia capitale mondiale della bellezza”.

Insomma, cibo per la mente. E il senso di una sfida professionale incombente ma avvincente. Che si deve vincere, ma si può vincere. Soprattutto continuando a lavorare insieme.

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