FINANZIARE L'IMPRESA

L’hardware italiano cresce
reinvestendo i propri utili

Il comparto dell’elettronica ed elettrotecnica genera il 6% del fatturato del manufatturiero nazionale e il 7% delle importazioni. Ecco la classifica delle imprese italiane più affidabili redatta dal Gruppo Nsa

Davide Passoni
L’hardware italiano cresce reinvestendo i propri utili

Anche in un anno caratterizzato da una forte incertezza politica ed economica sul fronte nazionale e internazionale come il 2018, l’industria tecnologica italiana ha rappresentato un volano di crescita per tutto il sistema Paese. Lo scorso anno, i suoi settori hanno fornito all’economia un importante contributo, generando oltre il 3% del Pil. Il comparto Elettronica ed elettrotecnica genera il 6% del fatturato aggregato del manifatturiero nazionale e il 7% delle esportazioni, occupa il 7% di addetti totali dell’industria manifatturiera e sostiene con le proprie tecnologie ogni comparto industriale. Nel 2018, la dinamica dei vari settori è stata caratterizzata in termini di fatturato totale da un diverso andamento: a una crescita sostenuta registrata nel primo semestre è seguita, nel successivo, una brusca inversione di tendenza. Guardando ai dati congiunturali elaborati da Anie Confindustria, al progresso del 6% tra il primo semestre 2018 e il secondo 2017, è seguito nel secondo semestre 2018 un -3,2%. L’andamento negativo si ripercuote anche sulle esportazioni, con un -4% tra il secondo e il primo semestre 2018, rispetto invece a un +3,7% tra i due precedenti semestri. Sul fronte interno, gli effetti dovuti al rallentamento degli investimenti hanno portato a un calo del fatturato del 2,6% tra secondo e primo semestre 2018, contro un +8% tra i due semestri 2017. Nel settore vi sono realtà affidabili da un punto di vista finanziario e industriale, classificate dall’Nsa Economy Ranking (vedi tabella a lato). Tra esse la Microtek di Pagnacco (Ud), che produce sistemi per centrali radiotaxi. «La nostra affidabilità sta anche nel fatto che da oltre 20 anni non compriamo denaro dalle banche - dice Mauro Baliello, presidente del cda -. Quando dobbiamo fare investimenti per sviluppare nuove soluzioni o prodotti, non siamo angosciati dall’idea di non riuscirci perché ci manca la liquidità. Reinvestiamo in azienda buona parte degli utili e il nostro business funziona perché creiamo prodotti apprezzati. Siamo un’azienda familiare, per cui ci troviamo facilmente d’accordo sugli obiettivi, anche su quelli a lungo termine».

A caratterizzare il comparto dell’elettronica è la flessibilità: se un mercato rallenta, le aziende rivedono in tempi celeri la strategia

All’estremo opposto della penisola, Elettronica Tirrito di Enna genera la maggior parte del fatturato nel settore dell’illuminazione stradale. «Siamo gli unici in Italia a produrre sia i sistemi illuminanti, sia i relativi sistemi di telecontrollo. Quello che ci caratterizza è però la flessibilità - dice il titolare, l’ingegner Salvatore Tirrito - Quando questo mercato, legato alla pubblica amminisrazione, rallenta, ci spostiamo su altri settori, come quelli dei sistemi di telemetria o dell’elettromedicale. Differenziamo business e mercati per far fronte alle possibili crisi dei diversi settori. In più, siamo poco esposti con le banche: delle nostre due linee di credito aperte, negli ultimi due anni abbiamo usufruito forse una volta e abbiamo un rating alto presso gli istituti di credito stessi». Fa parte invece dell’omonimo gruppo canadese la March Networks, attiva nel settore dei sistemi di videosorveglianza su IP, che ha scelto Desio, vicino a Monza, come base per il suo business in Europa. Come sottolinea il Regional Sales Manager, Claus Rønning, «il 90% del nostro fatturato è destinato all’estero (Emea), mentre gli utili sono reinvestiti nell’innovazione prodotto, con forte attenzione e partnership verso i clienti esistenti. Inoltre, le attività promozionali e di vendite sono unicamente articolate sui segmenti di mercato che abbiamo scelto come strategici, mentre il controllo crediti accurato garantisce un Dso (numero di giorni in media impiegati da un’azienda per incassare il credito, ndr) inferiore a 60 giorni».

Se nel 2018 il comparto del software ha spinto sull’acceleratore del settore ICT italiano, trainato delle Pmi, anche il segmento dell’Elettronica ed elettrotecnica si è difeso grazie al ruolo di primo piano giocato dalle aziende italiane più affidabili. Le ha classificate, per Economy, il Gruppo Nsa, il primo mediatore creditizio per le imprese italiane per fatturato, vigilato dalla Banca d’Italia tramite l’Organismo agenti e mediatori. Nsa è un mediatore creditizio specializzato nella erogazione di finanziamenti alle imprese, capace di garantire efficacia ed efficienza nei rapporti con il sistema bancario. Il rank attribuito alle aziende da Nsa che vedete nella tabella a fianco è frutto di ricerche ed elaborazione di dati commissionata da Economy all’Ufficio Studi del Gruppo Nsa. Viene calcolato sull’analisi dei bilanci, regolarmente depositati. In particolare, l’analisi classifica le imprese per solidità patrimoniale, performance, affidabilità e redditività: i medesimi parametri utilizzati per l’elaborazione nsaPmindex, l’indice sul merito creditizio. Il Gruppo Nsa adotta anche in questa ricerca l’algoritmo definito dal Disa, Dipartimento di Studi Aziendali dell’Università di Bologna, per l’elaborazione dell’indice nsaPmindex, indice annuale sullo stato delle Pmi italiane. E la tabella a fianco rappresenta una fotografia dello stato di salute delle imprese italiane, suddivise per area geografica.

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