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Badanti sì ma affidabili
Garanzia per famiglie e anziani

Da gennaio diventa Agenzia per il Lavoro la società Family Care Srl, del gruppo Openjobmetis: «Un’offerta strategica per la società contemporanea», spiega Rosario Rasizza, «che si svilupperà molto»

Sergio Luciano
Badanti sì ma affidabiliGaranzia per famiglie e anziani

«Ricordo mia madre, fragilissima eppure determinata, nella vita parallela tutta sua che conduceva da malata di Alzheimer… inflessibile nelle sue allucinazioni. E ricordo con grande riconoscenza la sua badante, quasi una santa, per noi». Quante testimonianze come questa risuonano nella memoria di chi si occupa di geriatria e di neurologia della terza età? O semplicemente di chi un dramma come questo l’ha vissuto in famiglia? E quanti drammi queste sindromi comportano appunto per le famiglie colpite che vogliano unirsi attorno al loro congiunto sofferente e non abbandonarlo?

Davvero in questo senso è dirimente il ruolo del personale specializzato nell’assistenza agli anziani non più autosufficienti per motivi di salute, fisica o mentale.

Il mercato irregolare del lavoro domestico copre il 60% dell’attuale fabbisogno di servizi ma, oltre a essere illecito, è inaffidabile rischi di inaffidabilità e illecito

Ed è la ragione per cui il gruppo Openjobmetis (Ojm), fondato e guidato da Rosario Rasizza (nella foto della pagina accanto), ha deciso da alcuni anni di inserirsi in un allora appena nascente comparto professionale di servizi alla famiglia che da gennaio troverà la piena legittimazione istituzionale: Ojm ha infatti ottenuto dai ministeri competenti di poter costituire come Agenzia per il lavoro Family Care Srl, una società specializzata nella ricerca e nella selezione di assistenti familiari, che raccoglie i quattro anni di esperienza della precedente Divisione interna di Openjobmetis.

Oggi in Italia ci sono quasi 14 milioni di ultrasessantacinquenni e, di questi, 10 milioni hanno più di 70 anni. Più di 1 anziano su 3 non può svolgere attività domestiche, 1 su 10 non è autosufficiente. Numeri destinati a crescere data l’evoluzione attesa del contesto demografico, come ha attestato un’indagine elaborata da The European House – Ambrosetti con Openjobmetis in un recente convegno a Milano. E, in cerca di aiuto, le famiglie degli anziani non autosufficienza si rivolgono al mondo dei lavoratori domestici, il cui mercato irregolare vale però il 60% del totale, dando vita a un fenomeno di sommerso davvero preoccupante.

«Family Care Srl è una risposta professionale e qualificata a quest’esigenza così mal gestita», spiega Danilo Arcaini, responsabile commerciale Family Care Srl in Openjobmetis: «Siamo stati dei precursori, oggi siamo una realtà forte, forniamo alle famiglie una consulenza completa e non più un servizio di mera somministrazione, le accompagnamo nel momento del delicato inserimento di un  badante convivente, operando con 13 filiali completamente dedicate e gestendo un piccolo esercito della salvezza con circa mille operatori qualificati».

Per una famiglia che ne abbia bisogno, rivolversi a Family Care anziché al passaparola vecchio stampo rappresenta una garanzia di professionalità e affidabilità. «Quando una famiglia ci chiama, noi innanzitutto approfondiamo in modo dettagliatissimo le esigenze della persona da assistenza: abitudini, preferenze, grado di autosufficienza. Su questa base individuiamo la persona più adatta. E la aiutiamo ad inserirsi al meglio».

La selezione avviene attraverso la valutazione dei curriculum e le successive interviste. C’è una fase di riscontro della professionalità e di eventuale formazione integrativa. «E insomma, sappiamo bene che chi fa il badante svolge un lavoro difficile, delicato e pesante. Ma riscontriamo con grande soddisfazione che la durata media degli incarichi che ci vengono affidati supera l’anno. Durante questo periodo, provvediamo a sostituire il personale quando va in ferie e comunque intervenire in tutti i casi di necessità».

Badanti senza documenti in regola tendono a rinviare al massimo le chiamate di emergenza temendo di poter essere denunciati

Sul piano gestionale, il ricorso al badante in regime di somministrazione solleva sia i lavoratori che le famiglie dalle pericolose complicazioni del lavoro autonomo diretto o, peggio - come si diceva - del lavoro nero. Family Care eroga le retribuzioni e dunque effettua i prelievi fiscali, che tengono tutti in regola. «Molti non ci pensano, ma rivolgersi ad un badante clandestino significa per esempio rischiare ritardi a volte letali nella gestione di un’emergenza: prima di chiamare l’ambulanza, un operatore che non abbia carte in regola ci pensa due volte», osserva ancora Arcaini.

«La nostra Divisione Family Care è nata dalla volontà di sperimentare e lanciare un’offerta di servizi che, per tutte queste ragioni, ritenevamo e riteniamo strategica con alto potenziale di sviluppo - conclude Rosario Rasizza, amministratore delegato di Openjobmetis, cui è affidato il controllo del 100 di Family Care - Oggi, dopo quattro anni, possiamo dire di avere avuto la giusta intuizione e per questo vogliamo continuare a crescere, con l’obiettivo di diventare un primario operatore nel settore dell’assistenza ad anziani e non autosufficienti, anche attraverso la futura aggregazione di realtà locali specializzate nel settore. Puntiamo ad offrire servizi di alto livello, che rispondano a tutte le necessità tipiche di momenti anche difficili, in maniera legale e tempestiva. Non si esclude in futuro di ampliare la nostra offerta proponendo servizi ad hoc, come fisioterapia, trasporto dell’assistito e molto altro».

Le cinque priorità per creare un sistema “Ageing” in Italia

Sulla scorta della ricerca The European House - Ambrosetti, Family Care ha individuato i filoni chiave che il Sistema Paese dovrebbe seguire innovando sia sul piano organizzativo che fiscale ed assistenziale

Dunque i dati raccolti nella ricerca Ambrosetti realizzata per Openjobmetis, sono sorprendenti: oggi in Italia ci sono quasi 14 milioni di ultrasessantacinquenni e di questi 10 milioni hanno più di 70 anni. Più di 1 anziano su 3 non può svolgere attività domestiche, 1 su 10 non è autosufficiente. Numeri destinati a crescere data l’evoluzione attesa del contesto demografico (tra 20 anni in Italia gli over 65 saranno 18,6, vale a dire 5 milioni in più).

Il quadro attuale è frutto dell’allungamento dell’aspettativa di vita e di una continua diminuzione del tasso di natalità (oggi l’Italia è il Paese europeo con il tasso più basso). 

Il Paese diventa sempre più anziano, aumenta il rapporto tra over 65 e individui in età attiva e aumentano gli anni vissuti in non buona salute a causa del manifestarsi di patologie croniche (malattie cardiovascolari, osteoarticolari, neurologiche) con effetti rilevanti sui sistemi sanitari e di welfare.

Cresce la spesa degli Italiani per i servizi di assistenza a domicilio, mentre diminuisce la spesa per le soluzioni residenziali per anziani. In molti casi, ed è una terza opzione - sempre più diffusa - sono i familiari a farsi carico degli anziani non autosufficienti, andando a costituire l’esercito silenzioso dei cosiddetti caregiver.

In assenza di assistenza pubblica o familiare, gli Italiani si rivolgono ai lavoratori domestici, il cui mercato irregolare vale il 60% del totale, dando vita a un fenomeno di sommerso davvero significativo.

Family Care ha individuato cinque priorità di azione per uno sviluppo del sistema Ageing in Italia:

1. Sostenere le partnership pubblico e privato per dare una risposta adeguata all’aumento dei bisogni dell’Ageing Society;

2. Incentivare l’innovazione dei servizi offerti agli anziani (soprattutto a domicilio) e le potenzialità delle nuove tecnologie;

3. Definire percorsi di formazione specifici e criteri di qualità per gli operatori di servizi family care;

4. Fornire attività di counseling alle famiglie per orientarle al meglio nella scelta delle soluzioni migliori;

5. Prevedere agevolazioni fiscali migliorative introducendo forme di deducibilità fiscale dal reddito (superiori rispetto alla deducibilità attuale del 19%) e meccanismi incentivanti basati su fasce di reddito, età, condizione psicofisica dell’assistito.

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