APPROFONDIMENTI - Letture

Il dramma dei profughi siriani
tra fuga e voglia di tornare

L'ultima fatica letteraria della giornalista e documentarista Laura Tangherlini racconta la quotidianità di chi cerca di sopravvivere in paese alieno, cercando di mantenere la propria cultura e le proprie tradizioni

Paola Belli
Il dramma dei profughi sirianitra fuga e voglia di tornare

Come si sopravvive da profughi siriani? Come e dove si è accolti? Da cosa si scappa? Quanto restano forti dopo otto anni di conflitto la nostalgia e il ricordo? Il ritorno è davvero una possibilità? La guerra è davvero finita? Ci sono buoni e cattivi? Le risposte si trovano nelle voci delle vere vittime, di chi scappa e di chi ha paura a tornare. Il loro dramma lo si scopre in un libro di inchiesta, denuncia e amore: “Matrimonio Siriano, un nuovo viaggio” di Laura Tangherlini, che nasce dai viaggi benefici di due neo-sposi e dal bisogno di verità e giustizia di una giornalista.

Comincia quando Laura Tangherlini, assieme al marito cantautore Marco Rò, ha voluto organizzare in chiave completamente benefica per i profughi siriani le loro nozze in Umbria, incontrando e aiutando poi quegli stessi profughi in Libano e Turchia. E termina in Giordania, dove l'autrice torna, da sola, per continuare il suo progetto di ascolto e sopratutto di aiuto concreto verso quel popolo di cui si era innamorata nel 2009, soggiornando a Damasco per studio. Al dito ormai la fede e sulle spalle chili di aiuti sia propri, derivanti dai guadagni delle vendite del precedente "Matrimonio Siriano", sia inviati da tanti conoscenti e telespettatori che negli anni hanno seguito e sostenuto questo molteplice viaggio d'amore. Un viaggio colorato da momenti di festa, racconti dolorosi, incontri musicali, personali iniziative benefiche e il duro lavoro di alcune ong tra cui Terre des Hommes, Un Ponte per,  Avsi, Intersos, Vento di Terra, Uisp, Aibi Amici dei Bambini, Kids for Paradise, Amal for Education. Una nuova finestra di verità aperta su un mondo che i nostri media ci fanno ignorare.

“Matrimonio siriano, un nuovo viaggio” nasce dal bisogno di verità e giustizia dell'autrice e del marito, il cantautore Marco Rò

Sullo sfondo è ben raccontato il peggioramento delle condizioni di vita dei profughi Siriani in Libano (tema su cui l'autrice si è concentrata pure nei primi due libri, il secondo in particolare), come pure le difficoltà in Turchia e Giordania. 

Il libro, edito da Rubbettino edizioni, ha la prefazione di Gianantonio Stella e l'introduzione di Corradino Mineo. «Troverete nel libro di Laura storie di siriani torturati per ordine del regime, testimonianze di famiglie finite ostaggio nei quartieri dei ‘ribelli’, storie di palestinesi che si vedono arrivare nei campi tutti quei siriani dei quali, un tempo, diffidavano», scrive Mineo: «Una sola cosa unisce quasi tutti i protagonisti. Il rimpianto, il desiderio struggente di tornare là dove un tempo era la loro casa, in quella terra avita che i più giovani ricordano appena. È un desiderio forte che l’autrice condivide. In cui si riflette e che sublima nel suo amore per la Siria».

Al suo interno illustrazioni donate all'autrice gratuitamente da professionisti, studenti e professori di alcuni Istituti scolastici, studenti, professionisti e professori di alcuni Istituti superiori e secondari. «Un’apocalisse umanitaria piena di tante piccole e terribili storie private, che Laura Tangherlini ha raccolto», lo definisce Gian Antonio Stella nella prefazione: «Con amore e compassione. Nel senso pieno del termine».

«Il documentario "Matrimonio Siriano, un nuovo viaggio" racconta del mio ultimo viaggio in Giordania, per portare a famiglie di profughi siriani, molti con disabili, aiuti sia miei (quelli che sarebbero stati i miei guadagni dalle vendite del precedente libro) sia inviatimi dai miei sostenitori e telespettatori che da anni seguono il mio progetto», spiega l’autrice. «Le interviste condotte durante questi incontri vertono sulla attuale situazione in Siria, sulla effettiva fattibilità o pericolosità di un ritorno in Patria, sulle loro condizioni di vita da profughi dopo oltre otto anni di guerra, sui loro sogni per il futuro e sulla nostalgia del passato. Le musiche, inedite di mio marito il cantautore Marco Rò, comprendono altre due canzoni che abbiamo scritto a quatto mani e cantato a due voci  apposta per il documentario».    

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