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Private debt: crescono
raccolta e investimenti

Il mercato resta però ancora troppo piccolo: secondo i rilievi di Aifi e Deloitte nel primo semestre 2019 sono stati raccolti 273 milioni di euro

Anna Gervasoni
Private debt: crescono  raccolta e investimenti

Il private debt cresce ma resta piccolo. Questa la sintesi dei dati presentati da AIFI e Deloitte qualche giorno fa. La conferma arriva anche dalle parole del presidente dell’associazione del private equity, venture capital e private debt: “La crescita del fundraising dei fondi di debito nel primo semestre è positiva anche se è principalmente di origine domestica; anche il numero degli investimenti effettuati è in crescita, pur se si tratta di operazioni di taglia più piccola rispetto al precedente anno, tanto che il valore complessivo degli investimenti è sceso nel primo semestre del 2019”. Nel primo semestre del 2019 sono stati raccolti sul mercato 273 milioni di euro, +94% rispetto ai 141 del primo semestre 2018. Se si guarda quanto fatto da inizio attività, cioè dal 2013 a oggi, il fundraising complessivo ammonta a 2,3 miliardi di euro. Un mercato che cresce ma non abbastanza e forse, per farlo diventare più grande servirebbero capitali anche esteri. Quest’anno infatti la raccolta è tutta di provenienza domestica, ovvero da banche (48%), fondi di fondi istituzionali (28%), fondi pensione e casse di previdenza (15%). Va riconosciuto che il private debt, in questi anni ha saputo trovare uno spazio nel quale lavorare ottenendo risultati e riconoscimenti, “La presenza di operatori di mercato che si specializzano in una strategia di investimento e finanziamento focalizzata su strumenti di debito e credito è oggi in forte ascesa”. - afferma Daniele Candiani, Partner Debt Advisory/Corporate Finance Deloitte – “Questo dimostra come il mercato ha finalmente riconosciuto in questi asset un valido supporto a una strategia finanziaria di crescita diversificata”.

Quest'anno la raccolta è tutta di provenienza domestica, ovvero da banche, casse di previdenza, fondi pensione e istituzionali

La nota dolente riguarda gli investimenti che nella prima parte dell’anno segnano un -55% a 200 milioni di euro; cresce invece il numero di sottoscrizioni che è stato pari a 74 (+21%) distribuite su 63 target (+21%). I dati AIFI-Deloitte danno un dettaglio anche sulla tipologia ed evidenziano come il 54% delle operazioni sono state sottoscrizioni di obbligazioni, il 45% finanziamento e l’1% strumenti ibridi. Nello specifico, le operazioni hanno una durata media è di 5 anni e 4 mesi e il 90% dei casi ha visto operazioni con un taglio medio inferiore ai 10 milioni di euro. Il tasso d’interesse medio è stato pari al 5,5%; la prima Regione per numero di operazioni resta la Lombardia, 32%, seguita dalla Toscana con l’11% e dall’Emilia Romagna con il 10%. Se diamo una sguardo alle attività delle aziende target, al primo posto con il 34% degli investimenti, troviamo i beni e servizi industriali, seguono, a pari merito, energia e ambiente e manifatturiero-altro, con il 10%. A livello dimensionale, il 57% degli investimenti ha riguardato imprese con meno di 50 milioni di fatturato. Quest’anno, i dati riportano, anche il monitoraggio delle operazioni di rimborso; dal 2015 a oggi, ne sono stati realizzati 276 per un ammontare pari a 454 milioni di euro. Nel primo semestre 2019, sono stati 80 i rimborsi, per un ammontare pari a 86 milioni di euro. Insomma, i dati mostrano sicuramente un buon andamenti di mercato del private debt ma siamo solo a metà dell’anno, tutto può ancora cambiare.

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