APPROFONDIMENTI - PRIVATE BANKER

I tassi negativi spingono
a riflettere sul risparmio

Dal prodotto al servizio: un salto di qualità che si rende necessario, anche per allungare l'orizzonte temporale degli investitori, che in Italia, per non correre rischi di liquidità, è ancora troppo breve

Ugo Bertone
I tassi negativi spingonoa riflettere sul risparmio

Jean Pierre Mustier

L’eco dei tassi negativi sul conto corrente è in buona parte rientrato dopo la precisazione che la regola che Unicredit intende applicare da gennaio vale solo per i depositi oltre il milione di euro, una dimensione che riguarda in pratica quasi solo i conti delle aziende. Sono ben pochi, infatti, i privati che hanno la fortuna di disporre di cifre del genere. E di sicuro questi privilegiati hanno a disposizione una vasta gamma di alternative. Per quanto riguarda le Tesorerie aziendali, poi, è difficile che la novità possa provocare una corsa a fondi che, nella ricerca di un rendimento positivo magari ficcano in portafoglio obbligazioni spazzatura e di mercati emergenti con evidenti rischi di liquidità.

Ma la novità è utile a far riflettere è il ruolo del risparmio gestito in un momento di rilassamento dopo anni positivi per i mercati finanziari. Eppure, a suggerire prudenza sono del resto ci alcune recenti disavventure su mercati a noi vicini. Chi avrebbe mai pensato, ad esempio, ad un crack di Thomas Cook, il tour operator britannico le cui obbligazioni sono scivolate a valori da carta straccia (7 centesimi sul valore nominale di una sterlina). O, per restare nel Regno Unito, il fallimento di New Look o il tracollo di Debenham, due colossi del commercio messi al tappeto dall’online in tempi rapidissimi?

Stesso destino in Francia per chi ha dato fiducia ad un marchio notissimo, il rivenditore alimentare Casino, così diffuso ed importante che la sua crisi ha fatto impennare di un punto il tasso di default del settore. Pochi esempi per dimostrare che, anche ai tempi dei tassi bassi, il rischio delle emissioni corporate è più che mai in agguato.

Di qui emerge, oltre al consueto consiglio di diversificare il più possibile gli investimenti per limitare il rischio di cattive sorprese, l’aspetto più intrigante della tendenza tracciata da Jean-Pierre Mustier: offrire ai professionisti del risparmio, consulenti in testa, l’occasione per rinnovare il rapporto di fiducia con il pubblico e rubare nuovi spazi di mercato alla banca, per ora incapace di realizzare il salto di qualità necessario.  Un’impresa però tutt’altro che facile a fronte della concorrenza di strumenti d’investimento passivi ed a basso costo, come gli Etf, con cui investitori più smaliziati già costruiscono da soli portafogli a basso costo.  A che serve il consulente se posso far da solo? Una sfida che si può vincere dunque solo purché si riesca a far percepire al mercato il salto di qualità che è ormai in atto, dal prodotto al servizio.

Qualcosa di ben più rilevante di uno slogan, semmai il cuore delle prossime sfide, in cui spicca un’impresa ambiziosa, quela di cambiare l’orizzonte temporale degli investitori, che oggi presenza due criticità: l’eccessiva dipendenza dal patrimonio immobiliare; una asset allocation dei capitali inefficiente perché basata su un orizzonte temporale limitato, oggi di 3-5 anni contro la media di 7-8 anni delle famiglie del Nord Europa.

Una sfida complicata per tutti, soprattutto per i consulenti indipendenti. Ormai, non è più tempo di “fai da te” non solo per i clienti, ma anche per i consulenti che devono essere in grado di rispondere ad esigenze più complesse da parte di un pubblico più esigente ma anche più volubile come emerge dalla ricerca di EY sui clienti del wealth management: circa il 45% dei clienti italiani dichiara di voler cambiare il proprio wealth manager nei prossimi tre anni. Un fenomeno risulta più rilevante all’aumentare del patrimonio e nei momenti di discontinuità della vita del cliente, sensibili all’innovazione tecnologica ma decisi a non rinunciare al rapporto personale con il consulente: con un robot non te la puoi prendere se la cedola continua a calare.

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