PIACERI

Ai piani alti di Milano
gustando l’eccellenza

In cima alla torre del World Join Center il My View utilizza solo le materie prime selezionate dal network di Artimondo, che ogni anno organizza l’Artigiano in Fiera. Vendendo on line le tipicità italiane

Redazione Web
Ai piani alti di Milanogustando l’eccellenza

Carne biologica dell’Astigiano in arrivo dalla  Cascina Capello, il gambero rosso di Gallipoli, le uova di Selva di galline allevate allo stato brado in Valtellina, il burro prodotto da un caseificio nel Bergamasco, il tonno dalla Sicilia, il Parmigiano Reggiano Vacche Rosse dall’Azienda Novati in Emilia Romagna, riso coltivato nella storica Azienda La Pila del Basso Veronese, i porcini di Borgotaro: l’elenco di eccellenze italiane è infinito e le si può immaginare imbandite su una tovaglia a quadretti sotto un porticato. E invece no. Si possono gustare, trasformate in piatti, al nuovo Mi View, a Milano (menu degustazione da 5 portate a 90 euro vini esclusi), ristorante panoramico al ventesimo piano della torre del World Join Center, completata nel 2009 su progetto degli architetti dello Studio Urbam e Marco Cerri, in viale Achille Papa 30.

Al pianoterra, Wjc Square, con i suoi oltre 2000 mq, rappresenta la più grande piazza coperta della città, mentre il ristorante all’ultimo piano della torre offre la più ampia visuale dello skyline su Milano, di certo la più alta: 78 metri.

Gli spazi dove prima si trovava il ristorante Unico si sono completamente rinnovati nel design e nel concept, posizionandosi in fascia alta. Dietro c’è un progetto di Antonio Intiglietta, presidente di Ge.Fi. Spa, la società organizzatrice di Artigiano in Fiera, kermesse che ogni anno a dicembre porta milioni di visitatori a Milano. E infatti, strettamente legato al ristorante, è il network di shop on line Artimondo.it, l’e-commerce dell’artigianato di qualità e non solo alimentare.

Su questo sito si possono acquistare centinaia di prodotti, inclusi quelli assaggiati al Mi View. Si parte dall’idea di concepire i piatti partendo da prodotti selezionati e riproposti dalle mani dello chef Cristian Spagnoli.

«Per noi i produttori devono avere nome e cognome», dichiara il direttore del ristorante, Davide Valerio. Così, per conoscere la storia e la geografia di ingredienti e produttori, l’avventore può approfondire non solo sul sito del ristorante, ma addirittura attraverso il QRcode presente sul menu.

La squadra del Mi View è composta dallo chef Cristian Spagnoli e da un team affiatato in cucina e in sala, votato all’accoglienza e all'interazione con i commensali. L’arredamento è in pezzi unici, realizzati a mano appositamente per Mi View, con la supervisione dell’architetto Roberto Allievi, dello studio Allievi e Viganò MisuraM, con collaborazione di Liliana Angelillo. Per i lavori di ristrutturazione sono stati coinvolti 21 artigiani.

I locali del Mi View Restaurant sono a disposizione anche per eventi, meeting aziendali e ovviamente per i gourmet, che possono prenotare due salette riservate, una delle quali è la “Chef’s table” per una decina di fortunati commensali.

Si tratta di un progetto dalla finalità commerciale, com’è ovvio, ma con un risvolto culturale finalizzato a promuovere la manualità del made in Italy. E con un occhio attento anche all’impegno sociale. Un euro per ogni scontrino emesso andrà devoluto all’Associazione Pro Terra Sancta. Un progetto che riunisce i membri della comunità cristiana e islamica per aiutare i bambini siriani orfani o figli di donne vittime di violenza.

Anche il ricavato dall’utilizzo del cannocchiale sulla terrazza panoramica - che offre una vista impagabile, che da sola racconta con un colpo d’occhio fino all’Appennino Piacentino lo sviluppo impetuoso della metropoli lombarda - sarà devoluto in charity, secondo un principio di Intiglietta: «Uno sguardo su Milano, un aiuto a chi ha bisogno. Da questo belvedere osserviamo simbolicamente ciò che di bello e buono accade in Italia e nel mondo e lo facciamo scoprire a chi viene da noi».  (r.s.)

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