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Junkanoo, il festival giusto
per un Capodanno diverso

Saverio Paffumi
Junkanoo, il festival giustoper un Capodanno diverso

Natale e Capodanno alle Bahamas? E perché no? Nell’arcipelago le temperature di giorno sono abbondantemente sopra i venti gradi e le spiagge vi accolgono in tutto il loro splendore.

In più questo è il momento topico di un importante aspetto della cultura bahamiana, il Junkanoo, un coloratissimo festival di musica, costumi, colori e arte che coinvolge un po’ tutte le isole e ha il suo epicentro nelle parate di Bay Street a Nassau, il 26 dicembre, giorno di Santo Stefano, e a Capodanno. Per quanto la bellezza delle “maschere” e dei costumi fantasmagorici possa far pensare al carnevale, il Junkanoo è un’altra cosa e ha origini molto diverse. Infatti nasce nel XVIII secolo come festa durante i tre giorni di libertà concessi agli schiavi dai loro padroni nel periodo natalizio. La temporanea libertà veniva celebrata girando mascherati e sui trampoli, strada per strada. In particolare alle Bahamas questa tradizione si è via via evoluta, con costumi sempre più belli ed elaborati. Inizialmente infatti questi ultimi erano di stoffa, carta sfilacciata e il volto veniva dipinto. Negli anni Venti, quando l’industria delle spugne naturali era al suo apice, alcuni costumi erano costituiti interamente da questo materiale. Oggi la realizzazione è spettacolare e i motivi dei costumi vengono prima creati sul cartone, poi centinaia di strati di carta crespa dai colori vivacissimi e pailettes vengono incollati alla struttura, sostenuta da una rete metallica e aste in alluminio. L’effetto delle frange aggiunge consistenza ed espande le dimensioni; i costumi possono variare in altezza (fino a 5 metri) e peso (fino a 180 chilogrammi).

Quando nel 1834 la schiavitù fu abolita nelle colonie dell’Impero britannico, alla Bahamas il Junkanoo era così partecipato che si continuò a celebrarlo. Versioni ridotte del “rush out” avvengono anche in altre occasioni durante l’anno (come al Summer Junkanoo Festival), e si può assistere a qualche rappresentazione riservata agli ospiti di convention o dei vari resort.

La leggenda popolare afferma che il nome Junkanoo abbia origine da John Canoe, un capo tribale africano che avrebbe ottenuto il diritto di celebrare il rito con il suo popolo anche dopo essere stato reso schiavo. Un’altra ipotesi invece si rifà all’uso delle maschere, ai cortei di “gente sconosciuta” che in francese suona gens inconnus, con pronuncia pressoché identica.

Le danze e movenze del Junkanoo possono essere fatte risalire all’Africa occidentale e la musica ha un’importanza cruciale: vengono utilizzati trombe, tromboni, campanacci, tamburi di pelle di capra e fischietti. Impossibile resistere a questo ritmo coinvolgente!

La gente locale partecipa e si affianca ai gruppi organizzati di Junkanoo quali The Valley Boys, Saxons, Roots, One Family, formati da centinaia di membri ciascuno, che si contendono i premi nelle tre categorie: migliore musica, migliori costumi e migliore presentazione di gruppo. Ogni gruppo dà vita a un tema che rappresenta, in forma visiva, elementi della vita bahamiana presente e passata, spesso in chiave satirica. Dopo quasi un anno di preparazione e prove la competizione è più che agguerrita; vale la pena di citare anche il “Junior Junkanoo” che coinvolge i più giovani.

Una curiosità: fino agli anni Sessanta le donne non potevano partecipare alle parate. Oggi ne sono ammiratissime protagoniste. A Nassau si può visitare un interessante museo che racconta la storia del Junkanoo.


Per maggiori informazioni educulturebahamas.com

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