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La disruption digitale sprigiona
la forza della nuova università

Con l'ingresso del fondo Cvc, che ha acquistato il 50% del capitale, l'Università telematica Pegaso si appresta a diventare la più grande realtà dell'education on-line d'Europa. Puntando tutto sull'innovazione

Sergio Luciano
La disruption digitale sprigionala forza della nuova università

«Qui in Italia viviamo una sorta di demarcazione tra tecnofobici e tecnoentusiasti. Io sono un tecnoentusiasta, e dico che viviamo ancora in una cultura digitale bassissima, inadeguata, e che la divulgazione delle opportunità offerte dal digitale è altrettanto bassa»: Danilo Iervolino è forse oggi l’italiano che più di tutti ha titolo per parlare così. Ha fondato nel 2006 e presiede un gruppo che ha piuntato sul digitale per innovare radicalmente nel settore dell’alta formazione per eccellenza: l’università. Oggi la sua Università telematica Pegaso, insieme con le tre controllate Universitas Mercatorum, European Polytechnical University in Bulgaria e a Malta la Pegaso International conta oltre 80 mila iscritti e, dallo scorso 2 agosto, ha accolto un socio finanziario di assoluto rilievo internazionale com’è il fondo Cvc, che in Italia controlla colossi come Sisal e Recordati ed ha acquistato il 50% del capitale, diversificando nell’industria del sapere proprio perché convinto delle straordinarie possibilità di espansione internazionali di Pegaso.

«Viviamo questa demarcazione e io non mi stanco di denunciarla: nei posti di comando della società civile, della politica e dell’economia ci sono ancora gli over 50, assai poco digitalizzati», prosegue Iervolino, «mentre i giovani restano ai margini, non trovano spazio, sono soffocati, e non riescono quanto meriterebbe ad affermare le loro visioni del mondo, e il loro nuovo modo di intendere le relazioni col lavoro e con le prospettive di vita».

L'ateneo creato da Danilo Iervolino conta oltre 80mila iscritti e l'eccellenza dei suoi docenti è universalmente riconosciuta

Però un colosso finanziario come Cvc Capital Partners – un gruppo basato in Gran Bretagna, che gestisce oltre 52 miliardi di dollari di attività tra Europa e Asia, con una capacità di investimento pari a 109 miliardi di dollari – ha scelto l’Italia, attraverso l’investimento in Pegaso, proprio per le chanche che l’azienda ha saputo cogliervi e ora replicherà nel mondo.

Come mai questo incontro tra lei e Cvc?

Eravamo analizzati e anche corteggiati da anni, con Cvc abbiamo individuato una piena convergenza di intenti sul fronte dello sviluppo e di comune accordo abbiamo deciso di intraprendere questo percorso insieme. L’obiettivo condiviso è quello di creare la più grande realtà dell’education on-line in Europa se non nel mondo.


Avete oltre 80 mila studenti e siete ben profittevoli, ok: ma cosa induce lei e i suoi nuovi soci a scommettere su un rilancio che promette di essere vincente, ma sarà anche certamente molto impegnativo?

Riteniamo di poter mobilitare una infrastruttura ed una competenza tecnologiche senza uguali sul mercato, sono certo che questa nostra caratteristica sia stata notata a apprezzata. È una piattaforma, la nostra, interamente proprietaria, con 200 ingegneri che ogni giorno lavorano al mio fianco per sviluppare le tecnologie più raffinate per la formazione a distanza. Per creare la prima università italiana in grado di dispiegare concretamente la sua vocazione realmente internazionale, apriremo subito nuove sedi all’estero, in particolare in Nord America, al Sud America e in Asia. Con i nostri nuovi partner avremo la possibilità di attuare al meglio – per primi tra le istituzioni formative italiane – un’autentica politica di m&a (merger and acquisitions, cioè fusioni e acquisizioni, ndr) che porterà il nostro gruppo, peraltro già strutturato in quattro diversi atenei, di avere ulteriori frecce al proprio arco per competere alla pari con i colossi internazionali del settore.

La piattaforma dell'università telematica pegaso è interamente proprietaria, con 200 ingegneri impegnati a sviluppare tecnologia


Pegaso, peraltro, aveva già iniziato un suo percorso di crescita all’estero…

Sì, con le noste sole forze siamo già attivi in Bulgaria, con l’European Polytechnical University, e a Malta con la Pegaso Internazional. Il mondo è nel nostro dna, insieme con la ricerca costante dell’eccellenza didattica e dell’evoluzione tecnologica.


Avete decine di proposte formative diverse, dai classici corsi di laurea triennali e specialistici ai corsi executive ai master, e tutti declinati su numerose discipline. Saprebbe indicare, però, un comun denominatore?

Sicuramente la trasformazione digitale, una dimensione che oggi attraversa tutto il sapere umano. Quindi sia nei nostri corsi di laurea che nell’offerta di perfezionamento post-laurea, nei corsi per gli executive, per i manager, cerchiamo di permettere agli studenti un approccio innovativo alle varie materie alla luce della disruption digitale, che così da pericolo diventa risorsa. Penso alle grandissime opportunità offerte dall’Industria 4.0, penso all’e-commerce, a tutte le nuove opportunità che il web offre e che sicuramente in Italia sono ancora poco sfruttate.


Lei è davvero un tecnoentusiasta…

Lo sono, e lo riaffermo con tutta la passione e la convinzione. Lavoro per favorire l’ingresso dei giovani e dei meno giovani nelle tecnologie digitali, nell’intelligenza artificiale, nel mondo di oggi e, sempre più, del futuro. Oggi tutte le migliori opportunità nel lavoro e nel business si hanno con il web, un ambiente di gran lunga più meritocratico di quello tradizionale, contaminativo, ibrido e veloce. C’è bisogno però di una solida struttura culturale per affrontare le sfide del web e il nostro gruppo è da sempre, e oggi a maggior ragione, in grado di offrire strumenti e risorse e percorsi per svolgere una funzione di raccordo verso il mondo del web per chi ancora non vi si riconosce.


Non le sembra di scivolare nell’apostolato?

In un certo senso sì, ma come missione deliberatamente scelta! Noi, come istituzione universitaria digitale, abbiamo l’obbligo di diffondere con coraggio e convinzione quelle che sono le grandi opportunità di Internet, e di farlo anche a costo di andare in conflitto con i vecchi anfiteatri del sapere che all’inizio ci hanno ignorato, poi hanno provato ad ignorarci, ora non possono più ma spesso ancora si comportano in maniera del tutto refrattaria a ogni forma di innovazione e finiscono con l’essere un tappo verso la tecnologia e verso l’innovazione.


Peraltro lei l’innovazione l’ha seguita fin da ragazzo. Quando l’è venuta l’idea di Pegaso?

Già nel 2004, a ventisei anni, dopo un lungo soggiorno in America, durante il quale ebbi modo di approfondire il modello della formazione telematica, delle piattaforme tecnologiche, della rete distributiva. Tornato in Italia, visto che era stato promulgato il decreto legge Moratti–Stanca, voluto dal governo guidato Berlusconi, che istituiva le università telematiche, misi a punto il progetto base che poi avrebbe portato alla nascita dell’Università Telematica Pegaso, accreditata dal ministero nel 2006.


Dunque un’intuizione giovanile.

Assolutamente, ed anche per questo ripeto ai giovani, ai nostri studenti, di avere coraggio e buttare il cuore oltre l’ostacolo, inseguendo le loro visioni. Questo non è più il tempo delle parole misurate, non è più il tempo di andare nei solchi già arati da altri, è invece l’ora di non cercare l’omologazione, di fare cose creative utilizzando l’intelligenza divergente e di farle subito.


Inutile dire che lei confida sul fatto che il digitale stia costruendo, per l’economia e il lavoro del futuro, più opportunità di quante ne stia cancellando…

Indubbiamente, il digitale ha distrutto parte dell’economia tradizionale, ma ne sta costruendo molta di più. Guardi il nostro settore, quello della formazione universitaria: Pegaso ha 13 anni e ricordiamo tutti perfettamente che all’inizio venivamo visti come una centrale di formazione un po’…esotica, da cui stare lontani in termini di qualità. A distanza di 13 anni non è più così, abbiamo docenti eccezionali e tutti ce lo riconoscono, tantissimi nostri laureati dei primi anni sono già riusciti a conseguire grandi successi professionali e ad inserirsi in ruoli di prestigio.

Soddisfatto su questo fronte, dunque?

Fino a un certo punto. Dissi 13 anni fa e non mi sbagliavo: quando i futuri inquilini della Casa Bianca o del Quirinale o dell’Eliseo avranno all’attivo nel loro curriculum una laurea conseguita on-line si potrà davvero dire che la formazione telematica sarà stata pienamente legittimata. Direi che siamo sulla strada giusta.

L'OFFERTA FORMATIVA

Istituita con Decreto Ministeriale del 20 aprile 2006 (GU n. 118 del 23-5-2006, Suppl. Ordinario n. 125), l’Università Telematica Pegaso rilascia titoli accademici per 10 corsi di laurea (Giurisprudenza, Ingegneria civile, Scienze Turistiche, Economia Aziendale, Scienze Motorie, Scienze dell’Educazione e della Formazione, Scienze Pedagogiche, Management dello Sport e delle Attività motorie, Scienze Economiche, Ingegneria della Sicurezza). L’offerta formativa, garantita da oltre 300 docente, è arricchita da 380 master professionalizzanti, 41 corsi di perfezionamento, 80 corsi di Alta Formazione, 300 esami singoli, 6 accademie, 2 certificazioni.  Annovera oltre 75.000 studenti tra corsi di laurea e post, la presenza capillare sul territorio nazionale (e dispone di oltre 75 sedi d’esame in tutta l’Italia e più di 500 poli didattici). Controlla la Pegaso International di Malta, l’European Polytechnical University in Bulgaria e in joint-venture con Unioncamere l’Universitas Mercatorum, rinata in veste di Startup University, grazie anche ad un accordo con Digital Magics, business incubator quotato sul mercato Aim Italia di Borsa Italiana. Rettore dell’Ateneo   l’ex ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi; tra i docenti nomi di assoluto prestigio quali Giuseppe Tesauro, già presidente della Corte Costituzionale; Giancarlo Laurini, già commissario straordinario dell’Ordine Nazionale dei Commercialisti ed Esperti Contabili; Adriano Giannola, presidente di Svimez; Luca Pancalli, presidente del Comitato Italiano Paralimpico e molti altri. Oltre 600 convenzioni con istituzioni e associazioni della società civile fluidificano il dialogo formativo con il sistema Paese. Inoltre, con quasi 160 mila like su Facebook, 5.000 follower su Twitter, 10.000 su Instagram e 15.500 iscritti a Linkedin. l'Ateneo è primo tra tutte le università.

SUI BANCHI DI AGEROLA CON LO CHEF STELLATO 

I fortunati che, come chi scrive, conoscono Agerola ne associano il nome ad un paniere di assolute prelibatezze gastronomiche. In realtà il piccolo centro sul crinale della penisola sorrentina è un luogo-cult per i buongustai, per i suoi straordinari latticini. Ed è degnissima sede per la nuova, e prima “Università Gastronomica e Centro di Alta formazione e specializzazione universitaria”, interamente dedicata alla gastronomia e al turismo, battezzata “Il Principe di Napoli”, come l’antica colonia montana di cui utilizza la meravigoliosa e panoramicissima sede, promossa dall’Università telematica Pegaso, con la controllata Universitas Mercatorum, con l’Unioncamere, Assocamerestero, la rete dei ristoranti che hanno ricevuto il Marchio “Ospitalità Italiana”, la Borsa Merci Telematica del Ministro per le Politiche Agricole e il Gambero Rosso. Oggi il Principe di Napoli è l’unico Campus di eccellenza del suo settore a livello nazionale. Ne è direttore scientifico un personaggio che con il suo solo nome rappresenta la miglior garanzia di qualità: lo chef Heinz Beck, 3 stelle Michelin, 5 forchette rosse, Five Star Diamond Award. Il Campus offre un’esperienza unica al mondo in cui territorio, cibo, mare, bellezza e genuinità si contaminano reciprocamente in un contesto magico e ricco di suggestive emozioni.

L’Offerta Formativa si struttura in 4 macroaree:

3 Corsi di laurea: gastronomia, ospitalità e territori l-gastr, (erogato dall’Universitas Mercatorum); scienze turistiche l15 e  scienze economiche lm56 (erogate dall’università telematica Pegaso); un master di primo livello in alta ospitalità; 3 corsi professionalizzanti in alta cucina italiana; alta pasticceria e sommelier; 4 corsi amatoriali: dop e igt in cucina; cucinare per il benessere; dalla farina alla pizza ed essenze in cucina. I corsi erogati sono in formula blended (parte online e parte in presenza) per garantire ai partecipanti un’adeguata conoscenza teorica abbinata ad un’esperienza pratica di eccellenza. Sono previsti stages presso le migliori brigate e le più esclusive strutture di alta hotellerie.

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