Pili: «Sarebbe reato l'eventuale proroga della convenzione con Tirrenia»

Il leader di Unidos Mauro Pili presentato un formale esposto alla Procura della Repubblica di Roma contro l'ipotesi che circola da qualche giorno ed ha trasmesso una segnalazione all’Autorità nazionale Anticorruzione.

Redazione Web
Tirrenia, petizione vicina alle diecimila firme in 4 giorni

“La convenzione dello Stato con Cin-Tirrenia va rescissa e non prorogata. Chiunque del Ministero delle infrastrutture e trasporti dovesse perseguire la proroga dell’illegittima e illegale convenzione deve essere perseguito penalmente. Si tratterebbe di un illecito favoreggiamento e arricchimento ingiustificato e ingiustificabile di una società privata. Lo Stato aveva 8 anni per gestire la nuova continuità territoriale, arrivare all’ultimo momento per poi decidere una proroga significa aver palesemente perseguito il favoreggiamento della ex Tirrenia e di Onorato. Questa ipotesi non deve nemmeno essere presa in considerazione. Chiunque lo facesse deve essere perseguito anche sul piano erariale per un grave danno alle casse dello Stato”.
Lo ha dichiarato il leader di Unidos Mauro Pili e rappresentante della petizione che ha raccolto sino ad oggi quasi 64.000 firme certificate contro la convenzione con Tirrenia-Moby. Pili ha stamane presentato un formale esposto alla Procura della Repubblica di Roma e ha trasmesso una segnalazione all’Autorità nazionale Anticorruzione.

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