La persistenza delle identità alla base del dialogo

Giuliana Gemelli
La persistenza delle identità alla base del dialogo

Può sembrare  paradossale  che  in  una terra martoriata, sanguinosa e sanguinaria  come  il Medio Oriente, dove  ciò  che  restava  dell’umanità  non  è  più  nemmeno un residuo,  si  sia  tenuto -presso  l’American  University  di  Dubai-  un  convegno  ad  ampissimo  spettro sulla Tolleranza: Bridges to Inclusivity.  Certo  l’American  University,  con la sua  comunità  multietnica  di  docenti  e di  studenti,  con la sua  forte  connotazione  cross-disciplinare, rappresenta  una sorta di  enclave di libertà di espressione. Mi sono  sentita libera  di parlare  di filantropia  comparata introducendo  anche  figure  dell’ebraismo  di fronte ad  una  platea  non  solo  molto  nutrita, ma  in cui  si  distinguevano  anche  componenti  “ufficiali”, per  non  dire  governative, nel  susseguirsi  di  panel  composti  da  attori  del  mondo  dell’impresa  privata, rappresentanti  delle  Nazioni  Unite, ambasciatori  di  diversi  paesi  e,  in  modo  fantastico  e  creativo,  film-makers e artisti  di  levatura  straordinaria   come  Antonio Signorini  il quale,  nei  suoi  giganteschi “ Warriors” che si  possono  ammirare  vicino  alla gigantesca  fontana del distretto  finanziario, non ha rappresentato  le  forme  della guerra,  ma quelle  della residenza o, per meglio, dire  l’ossimoro  ineluttabile tra  la tenacia  e  la fragilità  delle  umane  sorti. 

In modo  non predisposto, né  concertato,  ci  siamo trovati  a  parlare  di  tutela  e di  persistenza  delle  identità  come base  di  dialogo  e  di  coesistenza,   travalicando  un  presente  che   appare  sospeso  nel  nulla, soprattutto se  partiamo  dalla  nostra  miserevole  ottica nazionale,  ma che , se  proiettato  nella dimensione dalle eco  molteplici  di un  Mediterraneo  che  non  finisce di  rifrangere  la ricchezza  del suo esistere  tra  il  passato  più lontano  e  il.  futuro, è ricchissimo  di  capacità  di visione, di  tenacia  nel tenere  il  punto  dell’umana  coesistenza.

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