UOMINI E DENARI

La corsa al successo si vince
solo senza accontentarsi mai

L'avventura imprenditoriale di Pasquale Lorusso insegna: con la sua Bawer ha progressivamente allargato il business dalle cassette porta attrezzi per veicoli ai materiali per allestire sale operatorie e spazi museali

Alfonso Ruffo
La corsa al successo si vincesolo senza accontentarsi mai

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Alfonso Ruffo

Gli brillavano gli occhi di gioia, a Pasquale Lorusso, mentre il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia e il neoministro del Mezzogiorno Giuseppe Provenzano inauguravano con lui il suo nuovo stabilimento, Bawer 2, nell’area industriale di Matera.

Gli luccicavano gli occhi soprattutto per l’entusiasmo delle maestranze, dirigenti e operai, schierati sulla parete di fondo a fare da cornice in una cerimonia semplice ma non per questo meno impegnativa per le promesse che contiene.

«Ringrazio le autorità presenti – ha detto Lorusso con accenti di verità – ma soprattutto ringrazio la mia famiglia, che non mi ha fatto mai mancare il suo supporto, e tutte le maestranze grazie alle quali possiamo competere».

«Il lavoro prima di tutto – hanno ricordato in accordo Boccia e Provenzano -. Il lavoro al centro dell’attenzione della politica, il lavoro come risorsa strategica all’interno di un piano organico di politica economica».

Il lavoro come riscatto, come preoccupazione ultima di una rinnovata questione meridionale che diventa questione nazionale e per questo questione industriale. Basta con la logica dei salvataggi dell’ultima ora. Qui ci vuole un programma. Investire al Sud, allora, e assumere giovani sottratti all’esodo che sta svuotando le città e gli antichi borghi del meridione è sempre una festa. Ancora di più quando c’è di mezzo la ricerca sui materiali, l’innovazione nei prodotti, la conquista di mercati lontani.

All'inaugurazione del nuovo stabilimento nell'area industriale di Matera erano presenti Vincenzo Boccia e Giuseppe Provenzano

Nell’avventura imprenditoriale di Lorusso (nella foto) c’è tutto questo. Fondata nel 2002 per produrre cassette porta attrezzi per veicoli industriali, la Bawer si è subito imposta per un’offerta conveniente sia in termini di prezzo che di qualità. E così un bene di nicchia è riuscito a imporsi nel tempo in 65 Paesi grazie al lavoro di oltre cento persone, per lo più giovani, generando un fatturato che viaggia verso i 20 milioni di euro l’85 per cento dei quali destinati all’estero.

«Non c’è stata parte del mondo in cui non sono stato – confida l’imprenditore che nel frattempo è anche riuscito a farsi eleggere alla guida di Confindustria Basilicata -: Adesso sembra tutto facile ma gli inizi sono stati davvero duri».

Avvertito dalla crisi del 2008 dei rischi connessi a un mono prodotto, Lorusso ha presto allargato il suo orizzonte proponendo i materiali trattati in azienda – una plastica speciale e l’acciaio – per l’allestimento di sale operatorie e spazi museali.

Stessa tecnologia, diverse destinazioni d’uso. Un’intuizione che fa parte della sua filosofia di vita: mai fermarsi, mai accontentarsi dei risultati raggiunti, mai dare per scontato che il vantaggio di oggi possa durare in eterno. Il successo va incoraggiato.

Le difficoltà della partenza, la consapevolezza che il mestiere dell’impresa è pieno di soddisfazioni ma allo stesso tempo irto di ostacoli, l’ottimismo della volontà che deve vincere sul pessimismo della ragione, sono punti costanti di riferimento.

La commozione è visibile ma non può ostacolare la produzione. Un brindisi veloce, un giro tra i macchinari quasi a passo di corsa, molte strette di mano e poi tutti ai posti di combattimento perché il tempo, anche tra i sassi, è denaro.

Per tutto questo e per la fiducia accordata al futuro nonostante le nubi economiche che s’addensano sul Paese il varo del nuovo impianto è stato salutato dall’intera comunità lucana come un buon auspicio. Un piccolo segno per una grande speranza.

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