Se i dazi di trump aiutano l'export del made in Italy

L'aumento dei dazi import americani, però, rappresenta - per certi versi - un aiuto all'export e all'economia italiana nel suo complesso. L'aumento colpisce l'olio spagnolo ma non quello italiano, il vino francese e il vino spagnolo, ma non quello italiano e alcuni prodotti industriali tedeschi, ma non italiani

Marina Marinetti
Se i dazi di trump aiutano l'export del made in Italy

Gli Stati Uniti hanno aumentato i dazi import su alcune classi di prodotti europei a seguito di una sentenza favorevole del Wto, ma non è stato il capriccio o il seme di una guerra commerciale dell'Amministrazione Trump. È stata la conseguenza di una sentenza emessa da un organo super partes, il WTO appunto, che ha deciso che per anni Airbus aveva ricevuto aiuti di stato non consentiti. L'aumento dei dazi import americani, però, rappresenta - per certi versi - un aiuto all'export e all'economia italiana nel suo complesso. Perché? Semplice: l'aumento dei dazi americani colpisce l'olio spagnolo, ma non l'olio italiano, il vino francese e il vino spagnolo, ma non quello italiano e alcuni prodotti industriali tedeschi, ma non italiani.
Con l'aiuto di Lucio Miranda e Muriel Nussbaumer, rispettivamente Presidente e ceo di ExportUSA, società di consulenza che aiuta imprese e professionisti a entrare, con successo, nel mercato americano, abbiamo ecrcato di capire le conseguenze reali per l'export italiano in America relativamente ai prodotti colpiti dai dazi americani: olio, vino e alcuni beni industriali.


Le conseguenze dei dazi americani sulle esportazioni italiane di Olio d'oliva in America

Attualmente, i dazi sulle importazioni di olio di oliva in America sono del 10%. Dal 18 Ottobre i nuovi dazi sull'import di olio passano al 35% per la Spagna, ma NON per l'Italia.

Nel 2018 le esportazioni di olio d'oliva dalla Spagna in America sono state pari a 252 milioni di dollari. A seguito dei nuovi dazi americani sull'import di olio dalla Spagna i prezzi al consumatore dell'olio iberico in America aumenteranno in media del 13-14%. È plausibile che a seguito dell’aumento di prezzo le vendite di olio spagnolo scenderanno e che parte di questo calo sia compensato dall'olio italiano? È ovvio. Vogliamo dire un 20%? Sì, anche perché l'Italia è al primo posto per l'export di olio in America per cui le connessioni commerciali per prendere vantaggio da questa situazione ci sono. Possiamo ipotizzare 50 milioni di dollari di vendite in più per l'olio italiano in America.

Le conseguenze dei dazi americani sulle esportazioni italiane di vino in America

Qui il piatto è più ricco. Nel 2018 le esportazioni di vino francese in America sono state pari a un miliardo di dollari a cui si aggiungono 171 milioni di esportazioni di vino dalla Spagna e 90 milioni di dollari per le importazioni di vino tedesco. In totale, le vendite di vino in America di provenienza francese, tedesco e spagnolo ammontano a 1.250 milioni di dollari. Anche qui applichiamo lo stesso ragionamento fatto per l'olio. È probabile che le vendite di vino italiano in America aumentino per un effetto sostituzione dovuto all'aumento dei prezzi al consumo sul mercato americano del vino francese, spagnolo e tedesco. Ipotizziamo, anche in questo caso, un 20% di effetto sostituzione in ragione dei fortissimi contatti che le aziende vinicole italiane hanno con la distribuzione in America. Il tutto si traduce in un aumento di vendite di vino italiano negli USA pari a 250 milioni di dollari.


L'aumento dei dazi di importazione americani per alcuni prodotti tedeschi

Anche con la Germania ci sono delle opportunità di sostituzione della domanda da parte del mercato americano, anche se in misura minore. I dazi import dalla Germania aumenteranno per:
Alcuni prodotti da forno (valore import 79 milioni di dollari)
Alcuni beni industriali (valore import 284 milioni di dollari)
Prodotti dell'editoria (valore import 25 milioni di dollari)
Parliamo, in totale, di 388 milioni di dollari di importazioni dalla Germania all'America. Diciamo che l'Italia cattura una porzione di vendite del 5%? Fanno 20 milioni di dollari di maggior export italiano in America.

Sommando tutte le voci arriviamo a 320 milioni di dollari di maggiori esportazioni italiane in America.

Le conseguenze dell'aumento dei dazi sulle esportazioni di Parmigiano Reggiano e di Grana Padano in America

Il grosso della polemica è partito dalle associazioni di categoria del Parmigiano Reggiano e del Grana Padano le cui esportazioni in America sarebbero colpite al cuore dall'aumento dei dazi. Le esportazioni di Parmigiano Reggiano negli USA si aggirano attorno ai 10 milioni di chili all'anno per un valore stimato di 120 milioni di dollari, mentre per quelle di Grana Padano siamo sui 90 milioni di dollari all'anno. In totale stiamo parlando di un fatturato export di circa 210 milioni di dollari.


Bene, ipotizzando di perdere anche il 50% di vendite, siamo a 105 milioni di dollari di perdita di fatturato export. Di sicuro non perderemo tutte le vendite. Il "Parmesan" ed i "Parmesanito" vogliono somigliare al Parmigiano e al Grana, ma non saranno mai la stessa cosa. Ci sarà sempre una parte di consumatori che comprerà il Parmigiano ed il Grana autentico.

Proviamo poi a vedere lo scenario dell'aumento dei dazi su Parmigiano e Grana con gli occhi di una massaia americana che si accinge all'acquisto. Prendiamo un considerazione la "mezza libbra" (ovvero 226 grammi) che, per il formaggio, è l'unità di consumo più comune in America. Mezza libbra di Parmigiano Reggiano costa adesso sui $11 al pubblico, mentre mezza libbra di Grana Padano costa, invece, intorno ai $4.50 al pubblico.

Dopo l'aumento dei dazi i prezzi passerebbero da:
Parmigiano Reggiano $12.50 (+$1.50)
Grana Padano $5.30 (+$0.80)
Davvero pensiamo che un aumento di prezzo al pubblico di questa entità possa determinare il crollo totale delle vendite di Parmigiano e di Grana in America? Forse no. 


Un altro grido di allarme ha a che fare con le imitazioni americane di Parmigiano e Grana che, secondo gli esponenti delle associazioni di categoria, trarrebbero un enorme vantaggio da questo aumento selettivo dei dazi. Un aumento fatto apposta per danneggiare i nostri formaggi di punta e per favorire le imitazioni "Made in USA".

Bene, mezza libbra di "Parmesan" made in America costa adesso $5.99 al pubblico. La metà del Parmigiano Reggiano italiano. Appare evidente, dunque, che il Parmesan americano non ha bisogno di aiuto sul prezzo perché costa già adesso la metà.

Le conseguenze dell'aumento dei dazi sulle esportazioni di liquori italiani in America

Il fatturato totale dell'export di liquori dall'Italia negli USA vale circa 190 milioni di dollari. Anche qui i dazi aumenterebbero del 25%. Siamo convinti che l'elasticità della domanda al prezzo per liquori - come ad esempio il Campari o l'Aperol - sia piuttosto bassa. Non ci sono sostituti per questi due prodotti e coloro che apprezzano li apprezzano continueranno ad ordinarlo anche se il prezzo dovesse aumentare. Ciò premesso, comunque, possiamo ipotizzare che l'Italia perda 25 milioni di dollari di vendite di liquori in America per effetto dell'aumento dei dazi.


Alla luce di tutto questo, sembra ragionevole stimare che l'aumento dei dazi all'importazione attuato dall'Amministrazione Trump comporterà per l'Italia un calo di esportazioni di 150 milioni di dollari (di formaggi e liquori), mentre genererà un aumento delle esportazioni italiane per 320 milioni di dollari (di vino, olio, beni industriali ed altre categorie di prodotti di minor valore) con una crescita netta di esportazioni italiane per 170 milioni di dollari anno.

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