VITA DA MANAGER

Personal branding di successo in 7 mosse

Redazione Web
Personal branding di successo in 7 mosse

TROVARE IL GIUSTO BRAND POSITIONING

Proprio come per un comune marchio, è necessario trovare un proprio posizionamento e differenziarsi rispetto alla concorrenza. Prima di buttarsi su social network, blog o siti web bisogna capire cosa ci rende unici, e quindi diversi dagli altri, quale il nostro ambito di competenze, quali i nostri valori e punti di forza. Come un vero brand è utile trovare un qualche elemento che lo renda riconoscibile, un simbolo, un tono di voce, una precisa reputazione. Fondamentale comunicare ciò che si sa fare e come lo si sa fare.


2 INDIVIDUARE IL PROPRIO TARGET

Prima di partire con la propria strategia bisogna capire chi è il proprio pubblico di riferimento, anche quello potenziale, cosa gli piace e cosa no, di cosa si occupa e ciò di ha bisogno. Prima di comunicare qualsiasi cosa tramite testi, podcast e video, è necessario chiedersi con onestà quanto la storia che si sta raccontando sia effettivamente interessante per gli altri.


3 SCEGLIERE I CANALI PIÙ ADATTI

In base alla propria predisposizione personale e al proprio pubblico si sceglierà il canale o i canali più adatti. Utile per costruire un proprio personal brand vincente è avere una piattaforma stabile e personale online, che sia un sito web o un blog (ottimi se si è liberi professionisti, da evitare, invece, se si lavora in esclusiva per un'azienda, perché il rischio è di offuscare l’azienda con la propria visibilità) attraverso cui condividere contenuti di valore per il pubblico. Funzionano molto bene anche i podcast e i video. La presenza sui social è fondamentale, ma non bisogna esagerare, perché se si sta sui social, bisogna dedicarcisi con costanza. Meglio sceglierne pochi gestendoli bene, che usarne tanti in modo discontinuo e mediocre. Fra i social top per professionisti e manager, LinkedIn, Instagram, Twitter, Youtube (per rendere visibili interviste e discorsi). Utile anche scrivere per riviste specializzate, blog e portali in veste di collaboratori esperti in tematiche specifiche.


4 L'ORIGINALITÀ PRIMA DI TUTTO

Va bene condividere contenuti interessanti di altri, ma più di tutto è importante proporre contenuti riconoscibili e originali scritti di proprio pugno. Nel farlo bisogna sempre chiedersi “Come posso essere utile agli altri?”. Alle persone, bombardate da tanti input e messaggi spesso fotocopia, interessa leggere solo cose che gli facilitano la vita, che le aiutano a risolvere problemi. Ecco perché i tutorial funzionano così tanto, per esempio. Ed ecco perchè è importante capire di cosa i nostri follower hanno bisogno, per proporgli informazioni che abbiano un qualche valore aggiunto, l'unico modo per diventare un punto di riferimento nella propria nicchia di mercato, guadagnare credibilità e autorevolezza. Un regola fondamentale è mai autoincensarsi, ma lasciare che gli altri dicono che siamo bravi e competenti, e comunque lasciar parlare i fatti più che le nostre parole. Fondamentale: se un manager vuole diventare opinion leader nel proprio settore di riferimento deve dare delle notizie intelligenti prima degli altri.


5 ESSERE SEMPRE COERENTI

Non basta essere originali, bisogna essere anche coerenti con se stessi. Il proprio blog o sito web, i social, i podcast, la foto del proprio profilo (importantissima, ma spesso sottovalutata e non coerente con la propria immagine professionale, col proprio posizionamento e con quello che si fa) devono parlare tutti la stessa lingua. Se si dimostra coerenza, le persone ci apprezzeranno di sicuro, come pure le imprese che cercano candidati affini alla propria cultura aziendale.


6 FARE NETWORKING

Una buona abitudine è commentare i post dei colleghi con l’intenzione di apportare qualcosa di utile (dati, novità del settore, opinioni degli esperti, eccetera). Per farsi conoscere è molto utile collaborare con altri professionisti, pubblicare articoli sulle riviste di settore, partecipare ad eventi come speaker. Le persone decidono se si è credibili in base alle proprie competenze e alla rete di conoscenze. Ecco perché selezionare amici e contatti su Facebook, LinkedIn, Twitter e altri social network diventa molto importante.


7 MONITORARE LA PROPRIA reputazione online

Jeff Bezos, il fondatore di Amazon, definisce il personal branding “Ciò che la gente dice di te, una volta che sei uscito dalla stanza”. Ecco perché è fondamentale avere coscienza di ciò che si dice di sé online, a maggior ragione se, per ragioni lavorative, ci si espone tramite eventi pubblici, speech, pubblicazioni, ruoli di rilievo, news di settore. Il modo più semplice è fare ego-surfing, cercandosi su Google o usando degli alert, oppure si possono utilizzare specifici tool in grado di valutare anche il “sentiment” verso la propria immagine e verso ciò che si dice: da Hootsuite a SocialMention passando per Reputology.

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