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Flussi di cassa sotto controllo buona pratica oggi obbligatoria

Il nuovo Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza impone le buone pratiche di gestione finanziaria che DocFinance, leader in Italia, prescrive ed attua da oltre vent’anni: gestire i soldi in modo costante e oculato

Riccardo Venturi
Flussi di cassa sotto controllo buona pratica oggi obbligatoria

Gestire la finanza d’impresa, con il ciclo passivo e quello attivo, in maniera corretta, completa e per tempo. Quel che DocFinance, leader in Italia nella gestione finanziaria d’impresa, tesoreria e gestione del credito con oltre 2500 progetti e 10mila aziende utilizzatrici, predica da più di 20 anni, è diventato un obbligo di legge lo scorso 14 febbraio con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale del Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza, che attua la legge 155 di ottobre 2017. «Il Codice introduce in maniera chiara la necessità che le imprese hanno di monitorare i flussi di cassa» dice Mauro Tranquilli (nella foto), Ceo di DocFinance, «devono averne assoluta accortezza, addirittura le imprese dai 4 milioni di euro di fatturato sono obbligate ad avere professionisti che controllano la qualità di esecuzione del compito. Finalmente lo Stato indirizza le imprese a gestire bene i soldi, non si limita a tassarle: un fatto epocale che andrebbe enfatizzato».

Le pmi devono saper far fronte agli impegni finanziari da quando vengono contratti, e non solo quando arriva in sede la fattura

Il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza (di cui al decreto legislativo14/2019) prescrive che le Pmi, comprese le micro imprese, debbano approntare un sistema di tesoreria aziendale, idoneo alla rilevazione costante del corretto assolvimento degli impegni finanziari di breve periodo. «Siamo nati oltre 20 anni fa proprio per questo» spiega Tranquilli, «dare alle aziende un software per gestire il cash flow. Bisogna seguire gli impegni da quando vengono contratti, e non solo quando arriva la fattura per il pagamento; agire per tempo come una brava massaia». Il software DocFinance per la programmazione finanziaria e il controllo delle banche ha anche funzionalità più tecniche: «Aiutiamo le imprese anche a seguire le posizioni finanziarie in varie forme tecniche che le banche hanno implementato in questi anni» rimarca il Ceo di DocFinance, «dalle semplici alle complesse, dalle forme di copertura dei rischi di cambio alle più semplici forme di finanziamento del circolante, dall’anticipo fatture alla gestione del portafoglio commerciale. Un’altra attività apprezzata è il controllo dei costi, con la rilevazione degli errori di applicazione dei costi e gli automatismi legati ai controlli quotidiani dei movimenti bancari, oltre all’acquisizione automatica dei flussi per i bonifici». Quel che le imprese stanno scoprendo in questi primi mesi dall’introduzione della nuova normativa è che seguire in modo appropriato il cash flow genera vantaggi importanti. «Riorganizziamo il processo dell’amministrazione per creare tempo e qualità» evidenzia Tranquilli, «tempo con l’automazione, qualità con le competenze applicate alla tecnica bancaria. Per fare tutto questo abbiamo stretto alleanze con importanti sistemi bancari italiani, quasi tutti i vendor di sistemi per Erp (Enterprise resource planning). Abbiamo il supporto del mondo bancario e dei colleghi che, nelle varie software house nostre consulenti, conoscono la materia e quindi risvegliano nei nostri interlocutori tutto l’amore per la ragioneria e la tecnica bancaria, perché da una buona applicazione di queste due tecniche si ottengono qualità del lavoro, automazione delle procedure, tempistiche efficienti delle esecuzioni». 

La caratteristica dei software di DocFinance è di avere una sola release super modulare, che è utilizzata da tutti i clienti, il cui fatturato va dai 4 milioni ai 10 miliardi di euro: «C’è grande standardizzazione operativa in ambito finanziario, tutti noi facciamo le stesse cose» sottolinea il Ceo di DocFinance, «essendo reggiani abbiamo imparato da Max Mara a fare il pret-a-porter. Il nostro software è molto completo e modulare, ognuno usa le funzionalità che gli servono. Crescendo le dimensioni e la complessità dell’azienda è possibile sfruttare più caratteristiche di quelle che sono utili per le piccole. Così il software accompagna la Pmi nel suo percorso di crescita».

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