APPROFONDIMENTI

Lo sport può fare da volano all'immobiliare (e non solo)

Angelo Curiosi
Lo sport può fare da volano all'immobiliare (e non solo)

Marco Davide Castejon

Dal super-palazzetto che nascerà sul terreno di Santa Giulia alla sfida delle Olimpiadi Invernali del 2026, passando per Matera: investire sulle infrastrutture può portare a cascata al rilancio di interi territori

Arena Italia, il nuovo super-palazzetto dello sport che Davide Albertini, manager di Risanamento, farà nascerà sul terreno di Santa Giulia, è la dimostrazione che non tutto deve essere per forza da buttare e che le infrastrutture sportive possono essere un ottimo veicolo per incrementare un business immobiliare che ha avuto le sue vicessitudini. Parola di Marco Davide Castejon, il manager che - dopo avere chiuso definitivamente il rapporto, nel gennaio scorso, con il gruppo Zunino (di cui è stato liquidatore) indica una riserva di valore che l’immobiliare moderno non potrà che cavalcare sempre più.

«Le infrastrutture, non solo legate allo sport, sono un settore al quale mi sto dedicando attivamente, come consulente tra l’Italia e la Svizzera», spiega. «E devo dire che il potenziale dello sport anche dilettantistico dal punto di vista del business è a mio avviso largamente sottoutilizzato. In questo senso, lo straordinario successo dei mondiali di calcio femminile è eloquente. E parlo da intenditore». Già: perché Castejon è stato vicepresidente della Football Femminile Lugano, una squadra che classificatasi seconda nel Campionato Svizzero di serie A e che parteciperà ai sedicesimi di finale della UEFA Wo-men’s Champions League.

«Fino a quattro-cinque anni fa eravamo in serie B», rievoca Castejon, «e grazie alla passione del Presidente Gaiarin è stato costruito con pazienza un percorso di successo. Sono infatti convinto che sia la municipalità di Lugano che numerosi investitori privati possano oggi puntare sulla squadra per la visibilità che ha ottenuto e si prepara ad ottenere anche all’estero».

Basta crederci ed innovare e anche una disciplina marginalissima com’era poco tempo fa il football femminile può diventare celebre, attrarre pubblico, diventare appetibile per le sponsorizzazioni, il merchandising, la biglietteria e un domani anche le platform tv, che hanno ottime prospettive di crescita con lo sport cosiddetto minore.

«Però su questo tema c’è un problema di cultura e di sensibilità. Possiamo brindare tutti alla vittoria di Milano e Cortina nella gara per le Olimpiadi Invernali del 2026, così com’è un gran bene che la stessa Cortina ospiti i mondiali di sci del 2021. Ma siamo anche reduci dalla strana dissociazione di Torino dalla sfida olimpica, che ha seguito quella, doppia, di Roma, espressa in prima battuta dal governo Monti e poi dalla sindaco Raggi. Peccato. Per non parlare del caso Matera».

Già: Matera. La meravigliosa città dei Sassi, patrimonio mondiale dell’umanità nello scrigno dell’Unesco, brillante teatro di decine di manifestazioni culturali al giorno nel corso di questi mesi in quanto capitale della Cultura Europea 2019... Ebbene, non riesce ad accasare la sua squadra di calcio, che al momento non è nemmeno sicura di riuscire ad iscriversi alla serie C. Nonostante un’accesa tifoseria la supporti. E nonostante l’appello, lanciato dal Comune agli imprenditore - “Salvare il calcio a Matera” – rimasto senza risposte.

«Nella società disgregata dei selfie, lo sport resta uno dei pochi fattori catalizzanti. Ma il problema delle infrastrutture è per questo più acuto che mai, soprattutto ma non solo al Sud. Il Matera Calcio è fallito lo scorso anno per una gestione sbagliata, ma il brand è del Comune, che avrebbe tutto da guadagnare da un rilancio. Ci vuole un progetto forte, che sia insieme sportivo, sociale ed economicamente sostenibile, grazie anche a uno stadio, e quanto legato allo stesso, che sappia offrire un’ottima potenzialità, sia per la sua posizione che per la dimensione dell’area e che deve essere sfruttata. A mio avviso – conclude Castejon, che di esperienza in questo campo può vantarne - un progetto di 3/5 anni può portare Matera ad essere la prima capitale della cultura e dello sport, per i valori complementari che esprimono, proprio anche e attraverso il controllo del Matera Calcio».

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