Conte dimissionario, i mercati
temono l'eruzione del debito

Una vignetta circola sul web, c'è Conte che corre via allontanandosi da un vulcano in eruzione, il "Mount debtna", il monte del debito che suona un po' come "Etna". E gli analisti finanziari temono che la crisi di governo possa condurre a nuove elezioni, a una vittoria leghista e dunque a politiche economiche espansive sconsiderate, capaci di pregiudicare la capacitò di rimborsare il debito pubblico. Ma ad oggi i dati dello spread e dei mercati finanziari smentiscono ogni allarmismo.

Sergio Luciano
Conte dimissionario, i mercatitemono l'eruzione del debito

Una vignetta eloquente dello spirito con cui almeno una parte degli investitori finanziari internazionali guardano oggi all’Italia. C’è Giuseppe Conte, presidente del Consiglio dimissionario italiano, che scappa dando le spalle ad un Etna stilizzato in piena eruzione, su sfondo rosso: l’ha pubblicata una newsletter di un certo seguito, Finimize, e sta facendo il giro del web.
“Mount Debtna” titola ironicamente la newsletter, giocando in modo un po’ ribaldo sull’assonanza tra la parola inglese “debt“, debito, e il nome del nostro vulcano siciliano: “Gli investitori – si legge nel testo - hanno venduto i beni italiani dopo che il primo ministro del Paese si è dimesso, rendendo le obbligazioni nazionali più rischiose. Il primo ministro italiano si è dimesso martedì e il riverbero potrebbe causare una crisi economica a livello nazionale”. In realtà nulla di tutto ciò è per ora successo, gli investitori non hanno venduto un bel niente ed anzi lo spread – indicatore principe dell’apprezzamento che i Btp italiani raccolgono sul mercato – si è ridotto ieri addirittura del 3,56%, rivedendo quota 200. Probabilmente per un ragionamento molto semplice. Cioè che comunque vadano le cose, sia che maturi un governo giallo-rosso sia che invece si vada al voto ma passando – com’è ormai inevitabile – attraverso un nuovo governo di scopo che faccia la finanziaria e gestisca le elezioni nel primo bimestre del 2020, la possibilità che la legge di Bilancio dell’anno prossimo venga scritta con la mano euro-antagonista della Lega è tramontata.
Però, attenzione: cosa pensano i mercati? Che se la Lega vincesse le prossime elezioni e mantenesse la promessa di “rilanciare la crescita con alte spese e tagli fiscali, questo potrebbe rivelarsi esplosivo: l'economia italiana attualmente non sta crescendo, e se i suoi piani non funzionano, il Paese potrebbe non essere in grado di rimborsare i suoi debiti in tempo”.
Del resto, prosegue il testo americano, “I paesi con banche centrali indipendenti - come il Regno Unito e gli Stati Uniti - sono in grado di stampare denaro per rimborsare gli obbligazionisti, se necessario. Ma come parte della zona euro e sotto la giurisdizione della Banca Centrale Europea, l'Italia non può stampare più denaro se la sua economia non sta riuscendo da sola a produrre il surplus con cui rimborsare il debito circolante.  la raccolta. Questo mette gli investitori dei titoli di Stato italiani a maggior rischio di insolvenza”.
 
 

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