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L'innovation manager
arriva con il voucher

Marco Scotti
L'innovation managerarriva con il voucher

I nuovi executive previsti dal decreto del Mise dovranno aver fatto domanda d'iscrizione al registro dei dirigenti qualificati, in fase

di istituzione presso Unioncamere o associazioni come Federmanager

«C'è una forte aspettativa sulla misura del voucher. Riceviamo richieste da parte dei manager e da parte di altri stakeholder. Ci chiedono come funziona, come accedere, come candidarsi agli elenchi. Noi siamo in prima linea nel fornire tutte le informazioni ai colleghi e, soprattutto in questa fase, a collaborare con il Mise per assicurare il successo di questa misura».

Non riesce a nascondere la sua soddisfazione Stefano Cuzzilla, presidente di Federmanager, dopo che dal 1 luglio scorso il voucher per l’assunzione di innovation manager è diventato realtà. Una battaglia di civiltà, una necessità per accompagnare le aziende in quella che è diventata una delle trasformazioni più radicali, complesse e per certi versi violente dai tempi della rivoluzione industriale. E se i lavoratori temono che le macchine possano in qualche modo sostituirsi a loro – ma le evidenze attuali non sembrano avvalorare questi timori – anche i manager devono comprendere il modo migliore per svolgere appieno le loro funzioni compatibilmente con nuove necessità tecnologiche e nuove richieste da parte dell’azienda e dei lavoratori. I nuovi manager previsti dal decreto del Mise dovranno aver fatto domanda d’iscrizione al registro dei dirigenti qualificati, in fase di istituzione, presso Unioncamere o altre associazioni di rappresentanza come, appunto, Federmanager.

Il voucher per l’Innovation Manager era stato inserito nel decreto del Ministero dello Sviluppo Economico emanato lo scorso 7 maggio, come disposto nell’ultima Legge di Bilancio. Federmanager ha proposto e contribuito a redigere questo documento che prevede un’agevolazione per l’acquisto di consulenze specialistiche in materia di processi di trasformazione tecnologica e digitale. La dotazione complessiva del voucher è di 75 milioni di euro per il triennio 2019/2021. L’incentivo sarà diversificato in base alla tipologia di impresa che ne fa richiesta: il contributo sarà per le micro e piccole imprese pari al 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 40mila euro, per le medie imprese del 30% entro il limite di 25mila euro, per le reti di impresa del 50% entro le 80mila euro.

Per le micro e piccole imprese il contributo sarà pari al 50% dei costi sostenuti entro il limite massimo di 40mila euro

Il contributo è a fondo perduto e per essere erogato deve essere suffragato da progetti di trasformazione tecnologica e digitale che utilizzano le tecnologie abilitanti previste dal Piano Nazionale Impresa 4.0. Sono compresi anche i progetti di ammodernamento degli asset gestionali e organizzativi dell’impresa, e in ultimo sono compresi anche gli interventi per l’accesso ai mercati finanziari e dei capitali. Rispetto alla proposta originaria, infatti, sono state decurtate sia la soglia di investimento (passata da 40 a 25.000 euro) sia l’aliquota del rimborso che è passata al 30%. Importante, poi, che lo stesso incentivo arrivi a 80.000 euro – con aliquota al 50% - per le aziende che costituiscono reti d’impresa un provvedimento che incentiva le aziende a creare network e a unire le forze.

«Vogliamo svolgere - prosegue Cuzzilla – una funzione di facilitazione per chi ha interesse ad aderire al voucher e una funzione di garanzia, assicurando tramite il nostro sistema la qualità del servizio di consulenza manageriale alle imprese che ne faranno richiesta». Federmanager, infatti, in qualità di Organizzazione della rappresentanza del management, è abilitata dal decreto a fornire la lista di profili di manager per l’innovazione che, rispondendo a qualificati requisiti di professionalità, costituiranno un bacino di opportunità per le piccole e medie imprese italiane. Finora sono 120 i manager dell’innovazione già certificati dall’associazione guidata da Stefano Cuzzilla, pronti a collaborare con le imprese che vogliono investire nella trasformazione digitale. Saranno i primi a essere inseriti nell’elenco che la Federazione dei manager industriali fornirà al Mise e dal quale le imprese potranno attingere per dotarsi della collaborazione del profilo più appropriato al proprio fabbisogno, utilizzando il “voucher.

Le pmi italiane hanno bisogno di dotarsi in tempi rapidi di manager competenti nella trasformazione digitale

Per offrire una rosa di nomi di particolare spessore Federmanager ha avviato due anni fa il programma di certificazione Be Manager, in modo da selezionare dirigenti che abbiano ottenuto una validazione specifica delle competenze e abilità coerenti con la materia della digital transformation. «Siamo partiti due anni fa con questo progetto - chiosa Cuzzilla - che oggi ci consegna una squadra di 120 colleghi preparati, formati e attestati nelle competenze indispensabili per traghettare le nostre imprese nei contesti 4.0. Non è stata semplicemente una buona intuizione. Siamo fortemente convinti che questa trasformazione digitale sia particolarmente veloce e molto selettiva: le Pmi italiane hanno bisogno di dotarsi in tempi rapidi di manager competenti per fare il salto di qualità e garantirsi un posto sul mercato. Questo è il motivo per cui abbiamo lanciato una seconda edizione del programma di certificazione delle competenze manageriali. Continueremo su questa strada, impegnandoci lato nostro a dare massima efficacia al provvedimento del Mise».

Per diventare operativo, il voucher attende un successivo provvedimento del Direttore generale per gli incentivi alle imprese del Mise la definizione dei termini e delle modalità di presentazione delle domande di iscrizione all’elenco dei manager e delle società di consulenza qualificate.

I manager che beneficeranno del nuovo tipo di impiego grazie al voucher avranno un contratto di consulenza della durata di almeno nove mesi e fino a 24. I temi su cui ci si dovrà concentrare sono molteplici. A mero titolo esemplificativo si può parlare di IoT, cloud, intelligenza artificiale, stampa 3d, ma anche concetti meno direttamente tecnologici come il digital marketing e il fintech.

Stringenti i requisiti dal punto di vista dell’istruzione: i manager dovranno avere competenze idonee certificate da un dottorato di ricerca, da un master universitario di secondo livello o una laurea magistrale in determinate discipline, ovvero in matematica, informatica, fisica, chimica, biologia, ingegneria industriale e dell’informazione, economia e statistica. Saranno, infine, oggetto di merito gli incarichi presso imprese in ambito tecnologico per una durata tra tre e sette anni.

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