I cuori "malandati" costano 16 miliardi di euro

Il costo per le malattie cardiovascolari, In Italia, è stimato in circa € 16 miliardi. Al San Raffaele di Milano un congresso dedicato al trattamento delle tachicardie ventricolariprecocità di intervento nuove tecnologie e mini-invasività le nuove frontiere

Elisa Stefanati
I cuori "malandati" costano 16 miliardi di euro

In Europa una delle principali cause di morte è rappresentata dalle patologie cardiovascolari (il 40% negli uomini e il 50% circa nelle donne), ben prima di alcune patologie importanti come quelle oncologiche. Una problematica molto importante che si traduce anche in costi sociali e in costi per i Sistemi Sanitari e Previdenziali.

196 miliardi l'anno, è questo complessivamente il costo stimato per le malattie cardiovascolari a livello Europeo.  Il  54% è associato a costi diretti sanitari sostenuti dai Sistemi Sanitari Nazionali, il 24% sono rappresentati da costi indiretti associati alla perdita di produttività dei pazienti.

Il costo Italiano per le malattie cardiovascolari, In Italia, è stimato in  circa € 16 miliardi a cui si aggiungono gli oltre  5 miliardi di euro sostenuti in termini di costi indiretti calcolati quale perdita di produttività

 Il trattamento delle aritmie ventricolari è estremamente importante nell’ambito dell’elettrofisiologia ed aritmologia cardiaca per la problematicità e criticità correlata a questa patologia che porta alla morte improvvisa. “Together VT” è un congresso scientifico di respiro internazionale in corso di svolgimento presso l’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano sulle tachicardie ventricolari

 

Recenti indagini a livello nazionale ed europeo stimano in oltre 5000 i casi di gravi tachicardie ventricolari in Italia, recidivanti e refrattarie alle cure tradizionali, che abbiano necessità di trattamento elettrofisiologico ed eventualmente chirurgico a 360 gradi.

Alla regia del congresso in corso all’IRCCS San Raffaele- il prof Paolo Della Bella, primario dell’Unità di Aritmologia ed Elettrofisiologia cardiaca.

 

“Al consesso hanno aderito operatori e medici di esperienza internazionale – ha premesso il prof Della Bella- ed il titolo Together VT serve ad evidenziare la rilevanza di in un approccio integrato, o perché il valore aggiunto è dato dalla collaborazione tra aritmologi, cardiologi, esperti di imaging e di scompenso e genetisti e cardio chirurghi”.

Le patologie del sistema cardiocircolatorio rappresentano la seconda voce di costo in termini di prestazioni previdenziali pari al 19% della spesa totale dal 2009 al 2015, seconda solo alla patologie oncologiche, per una spesa totale nel periodo di circa €13,7 miliardi e una media annua di €1,9 miliardi (studio EEHTA–Economic Evaluation and HTA–del CEIS, dell’Università Tor Vergata di Roma,in collaborazione con la banca dati INPS)

 

 

Tra le principali criticità con cui l’aritmologo-elettrofisiologo si misura in questo ambito certamente l’imprevidibilità di questa patologia. Spesso infatti si ha a che fare con aritmie che impattano in modo pesante sulla prognosi: purtroppo ci si muove in un campo molto complesso perché le tachicardie ventricolari portano all’arresto cardiaco e quindi a morte improvvisa.

 

Tecniche innovative, nuove evidenze e direzioni future del mondo articolato delle aritmie ventricolari e nelle alterazioni del ritmo cardiaco; gestione clinica e procedure all’avanguardia nell’ambito degli interventi di ablazione in generale; su questi ed altri temi da questa mattina si interrogano operatori e medici a livello internazionale, per testimoniare gli sviluppi in questo campo scientifico e di ricerca.  Il congresso in corso rappresenta l’occasione per fare il punto sui progressi in ambito diagnostico ed organizzativo. Questa mattina sono state presentate in anteprima nuove tecniche per la localizzazione e l’eliminazione delle aree aritmiche, soprattutto di quelle meno evidenti e più complesse da individuare. Nuove tecniche di mappaggio, utilizzate per ricostruire l'anatomia delle strutture cardiache al fine di guidare le procedure di ablazione di numerose aritmie cardiache.

 

“La tecnologia è importantissima- ha proseguito il prof Della Bella- la sfida più importante e capire esattamente da dove si origina l’aritmia ed intervenire in tempi rapidi è fondamentale. Il tempo impiegato a capire quando si arriva a bersaglio è importantissimo. Le nuove tecnologie stanno evolvendo nella direzione della mini-invasività e ci stanno permettendo di ridurre sempre di più il danno lesivo. La  terapia radiante ad oggi rappresenta l’ultima frontiera, le nuove tecniche permettono infatti di trattare alcune aree del cuore senza la necessità di utilizzare sonde per colpire i focolai elettrici responsabili di alcune aritmie”.

 

“La Prevenzione è una questione anche culturale ed educativa- ha spiegato Paolo della Bella- negli ultimi anni si è diffuso un approccio di sensibilizzazione importante sull’importanza dell’astensione dal fumo, sulla dieta equilibrata e sulla rilevanza dell’attività fisica. Le indagini elettrocardiografiche poi sono il passo successivo. Ogni persona dovrebbe sottoporsi ad una visita cardiologica e ad indagini elettrocardiografiche anche in assenza di sintomi. Tali indagini permettono di evidenziare precocemente eventuali anomalie, che poi possono essere approfondite per effettuare diagnosi più precise ed accurate.

 

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