Tesorieri, una categoria di frontiera su digitale e globalizzazione

L'Aiti, presieduta da Fabrizio Masinelli, ha celebrato a Verona il suo 27° congresso nazionale, riuscendo a sfoggiare un incremento degli iscritti ed a confrontarsi sulle novità, impegnative ma ricche di opportunità, offerte dalla crescente digitalizzazione e dai nuovi e complessi scenari della globalizzazione.

Marco Scotti
Tesoriere, un ruolo centrale che si impara solo in azienda

Fabrizio Masinelli, presidente AITI

Una categoria professionale in crescita e, contemporaneamente, in prima linea sulla doppia frontiera, incandescente, della rivoluzione digitale e di una globalizzazione complessa e controversa: è la categoria dei tesorieri che ieri a Verona ha riunito sotto la presidenza di Fabrizio Masinelli il suo congresso nazionale, organizzato dalla sezione del Triveneto guidata da Rosario Maccarone.
L’affermarsi di tecnologie digitali sempre più potenti e sofisticate nella gestione dei flussi finanziari delle imprese, anche medio-piccole, ha cambiato negli ultimi anni il lavoro del tesoriere, sollevandolo in parte dalle mansioni operative a minor valore aggiunto e assimilandolo sempre di più alle funzioni del Cfo o direttore finanziario.
La categoria sta rispondendo con consapevolezza a questa metamorfosi, cioè lo fa investendo nelle competenze, evolvendo ed aggiornandosi, anche col partecipare in modo sempre più convinto alle iniziative formative dell’Associazione che non a caso ha visto negli ultimi anni aumentare il numero dei propri iscritti.
Il 27° congresso nazionale è stato seguito da un convegno su “Tesoreria: nuove tendenze e gestione dei rischi”, al quale hanno prestato i propri contributi la PwC nella persona di Riccardo Bua Odetti, Andrea Anselmetti, managing director di Maven Global, Giovanna Simonetti di Unicredit, Andrea Alessandro Povero di Western Union international bank e Maurizio Castelli , partner di Albasoft.
 

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