Marzo d’oro per il private equity
con 16 operazioni in Italia

Redazione Web
Marzo d’oro per il private equity con 16 operazioni in Italia

Il mercato del private equity non tira il fiato neanche dopo un quarto trimestre 2018 da record ed, anzi, a marzo accelera, facendo registrare altri 16 nuovi investimenti. Dopo i 22 deals conclusi tra gennaio e febbraio, il mese di marzo conferma ed amplifica l’eccellente stato di salute del settore, che chiude il primo trimestre con 38 operazioni portate a termine. Nel medesimo periodo dello scorso anno, che si è concluso con numeri da record, l’Osservatorio PEM® di LIUC – Università Cattaneo aveva mappato 33 investimenti: dunque, il mercato italiano pare mantenere i volumi e l’intensità di un 2018 già estremamente soddisfacente. Sulla base dei valori enunciati, l’Indice trimestrale Private Equity Monitor Index – PEM®I, elaborato dai ricercatori dell’Osservatorio PEM® attivo presso la Business School di LIUC – Università Cattaneo, si è attestato così a quota 317, un valore mai registrato in questo periodo dell’anno nella storia pluriennale dell’indicatore. Anche a marzo, le operazioni di buy out si confermano predominanti sul mercato, con una percentuale ancora più elevata rispetto al trend consueto (69%), mentre le operazioni in capitale per lo sviluppo si confermano in ripresa al 25% dell’intero settore. Si registra anche un intervento di ristrutturazione societaria. Due interventi di buy out rappresentano operazioni di add on, ovvero acquisizioni finalizzate alla crescita per linee esterne dell’impresa partecipata, sotto la regia dell’operatore di private equity. Dal punto di vista geografico, l’attività del mese di marzo risulta particolarmente polarizzata nel nord del nostro Paese (87%), in questo caso, nello specifico, in Lombardia, che da sola rappresenta ben il 56% del mercato. Interessante la presenza di una operazione realizzata in Basilicata. In ottica settoriale, invece, si segnala il 37% dei prodotti per l’industria, il 25% dei beni di consumo e la presenza di altre operazioni concluse in ambiti industriali meno frequenti, quali cleantech, utilities e alimentare. Le piccole e medie imprese rappresentano, come sempre, il principale bacino di riferimento per gli operatori, anche se non mancano alcuni di deals con enterprise value di rilievo, come già accaduto nello scorso anno. Si conferma anche in questo avvio del 2019 l’interesse ed attenzione dedicati dagli investitori internazionali alle imprese del nostro Paese (44% del totale). In tale contesto, si segnalano l’acquisizione di Phoenix Group effettuata da Ambienta (con una valorizzazione degli asset aziendali pari a oltre 200 milioni di Euro), nonché quelle di Alice Pizza a cura di Dea Capital e di Offshore Lng Toscana condotta da First State Investment. Degni di nota, anche, l’ingresso di Tamburi Investment Partners in Oviesse e quello di Dea Capital in aumento di capitale in Calvi Holding.

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