Intervista a Cesare Cerrito, CEO di Meccaniche Veloci

Estro italiano, rigore svizzero, dimensioni generose tante novità in serbo. Il numero 1 di Meccaniche Veloci racconta tutto a Economy TIME

Davide Passoni

Meccaniche Veloci è uno dei marchi storici dell’orologeria italiana, nato a Milano nel 2006 e identificatosi da subito con il suo pezzo forte, il QuattroValvole, un orologio che, come si suol dire, “spaccava”. Spaccava per le sue dimensioni, il suo concetto estetico e tecnico. Nel 2016 il marchio si è trasferito nel distretto orologiero di Plan-les-Ouates, a Ginevra, diventando Meccaniche Veloci – Genève, affiancando così creatività italiana e rigore svizzero. Ora, in un momento complesso per l’orologeria mondiale, l’orizzonte creativo e industriale del marchio è tutto da esplorare. Come? Lo spiega a Economy TIME il Ceo del marchio, Cesare Cerrito.

Niente Basilea, niente Ginevra, ma presentazioni online o microeventi: che impatto ha tutto questo sul vostro marchio?
Abbiamo lasciato Baselworld nel 2016 dopo 8 anni consecutivi, per seguire la filosofia del “fuorisalone”. Trovavo che lo scambio più interessante e stimolante con i clienti, gli appassionati e i giornalisti avvenisse fuori dalla noia dei padiglioni; quindi da 3 anni eravamo presenti in una nostra location, esattamente di fronte alla fiera, in maniera più informale e rilassata. Peccato per il momento di crisi delle fiere “fisiche” che rappresentavano comunque un momento di confronto per tutta l’industria dell’orologeria, che ci mancherà. Per quanto ci riguarda avevamo già iniziato a comunicare in maniera più diretta con il pubblico, senza quindi attendere di partecipare alle fiere di settore.

Innovare è importante, ma lo è ancora di più in momenti difficili: che novità avete in serbo?
Stiamo preparando un nuovo calibro con funzioni più classiche rispetto ai quattro fusi orari, che hanno marcato l’immagine della marca in questi anni, senza tradire il nostro design inconfondibile; inoltre continuiamo a lavorare sulla ricerca di materiali speciali che è sempre stata una prerogativa di Meccaniche Veloci: cito la carboceramica, il carbonio, il titanio, l’acciaio damascato, fino ad arrivare al mogano… con i quali abbiamo prodotto orologi davvero fuori dagli schemi.

Su quali collezioni e collaborazioni puntate per quest'anno?
Stiamo rinforzando la nostra immagine italiana e di alta gamma puntando a collaborazioni che raccontino storie di aziende e uomini eccezionali. Lo abbiamo già fatto con Nardi nel 2019 ma anche con il mondo della vela, dove abbiamo accompagnato la barca WB Seven, timonata dal mitico Mauro Pelaschier, alla vittoria del titolo mondiale ORC nella categoria Corinthian. Sono le collaborazioni con Brembo, Suomy e Dell’Orto nei primi anni di attività che hanno dato il via all’accostamento di Meccaniche Veloci con il mondo dei motori e dello sport. Quest’anno stiamo preparando una partnership davvero straordinaria, ma è un po’ presto per parlarne. Di sicuro, infine, presenteremo nuovi modelli che avranno una misura più contenuta rispetto all’attuale.

Quanto pesa il "made in Italy" e quanto lo Swiss made nella vostra comunicazione di brand?
Hanno entrambe un peso fondamentale ed equivalente. Lo Swiss Made è molto importante perché spiega con quale impegno ci siamo dedicati a rinnovare i nostri prodotti, sempre alla ricerca di una altissima qualità costruttiva, a partire dai due calibri in house che abbiamo introdotto dal 2018. La nostra italianità nel design è altrettanto significativa perché ci differenzia, e parecchio, dai canoni dell’orologeria tradizionale alla quale siamo abituati. Nel mondo è sempre una qualità molto riconosciuta e parte innegabile del DNA di Meccaniche Veloci.

C'è chi sostiene che la crisi in atto potrà rendere le persone più understated: un problema se si indossano orologi da 49 mm... Che ne pensa?
I nostri orologi sono estremamente curati dal punto di vista qualitativo, per la maggior parte piuttosto sobri nelle linee, seppur stravaganti a prima vista, e incarnano uno stile di vita fortemente passionale e spontaneo. Quindi, per il mio modo di intendere l’alta gamma, in un momento di crisi l’understatement si manifesta nei toni piuttosto che nelle dimensioni: raccontiamo la nostra vera storia fatta di passione, libertà e rispetto e non attraverso immagini aspirazionali stereotipate che fanno parte di una visione del lusso non più attuale. Quando i nostri clienti provano al polso gli orologi Meccaniche Veloci pensano a questo e si stupiscono di quanto siano portabili, grazie ad uno studio attento ed ergonomico di cassa e cinturino, rendendosi conto che i 49mm sono solo un numero sulla carta.

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