Intervista a Marco Pagani, Brand Manager Italia di Vacheron Constantin

Una storia di Alta Orologeria e di imprenditoria familiare, in un mercato costretto dalla pandemia di Covid-19 a ripensare modelli di business e di approccio al cliente

Davide Passoni

Vacheron Constantin è uno dei marchi di punta del gruppo Richemont, che nella vetrina del SIHH di Ginevra, insieme alle altre Maison, ha sempre messo in mostra novità entrate in breve nell’Olimpo dell’Alta Orologeria. Quest’anno la pandemia di Covid-19 ha rimescolato le carte e le novità si sono viste solo virtualmente. Un peccato, certo, ma anche un modo nuovo di approcciare il mondo delle lancette che, malgrado tutto, ha mostrato anche delle interessanti potenzialità.
 
Di questo e delle nuove collezioni del marchio, Economy TIME ha parlato con Marco Pagani, Brand Manager Italia di Vacheron Constantin.
 
Quello del 2020 è stato un Watches & Wonders Geneva “virtuale” e insolito, oltre che per i marchi, anche per i distributori e le filiali locali. Come lo ha vissuto?
Il Salone virtuale di quest’anno è stato una novità per tutti, in tutti i sensi. Watches & Wonders 2020 è stato organizzato in tempi molto stretti in risposta a uno scenario incerto e in rapida evoluzione. La FHH ha scelto di annullare la manifestazione "fisica" per ragioni legate all'emergenza sanitaria e in breve tempo ha ripensato al format portandolo online. Questo impegno incredibile testimonia la grande vitalità e capacità di reazione del settore e ha permesso alle Maison di presentare le proprie novità e soprattutto di rimanere connessi, nel vero senso della parola, con i nostri interlocutori, negozianti, clienti finali, appassionati e con la stampa. Certamente la grande attenzione della nostra Maison al digitale ha permesso di farci trovare preparati a questo appuntamento e di presentare contenuti di grande impatto, molto creativi, fatti di grafiche, disegni e contributi filmati con i nostri rappresentanti, tra cui ha spiccato Christian Selmoni, Style & Heritage Director, protagonista dei video di presentazione. Posso dire che siamo passati dall’esperienza fisica a quella digitale senza rinunciare alla qualità e alla completezza di esperienza e contenuti, offrendo al nostro pubblico, soprattutto ai clienti finali, una nuova porta di ingresso al mondo dell’alta orologeria. Unico neo: la mancanza di interazione fisica, per la quale dovremo attendere ancora qualche tempo.
 
Anche quest’anno, comunque, Vacheron Constantin ha presentato pezzi in linea con la sua grande tradizione: quali sono le collezioni e le novità di rilevo?
Le novità che abbiamo presentato quest'anno esplorano, offrendone un'ampia panoramica, le nostre collezioni iconiche. Partirei dai modelli Les Cabinotiers, creazioni uniche che coniugano la grande tradizione dell'Alta Orologeria offrendo esempi di tecnica eccezionali spesso abbinati alle abilità di decoro dei grandi artigiani. Quest'anno spicca in particolar modo un modello Les Cabintiers, il Grand Complication Cronografo Rattrapante - Tempo, animato da un nuovo calibro di manifattura che riunisce ben 24 complicazioni. Un orologio straordinario, con diverse complicazioni astronomiche, cronografiche e con suoneria, un vero capolavoro tecnico con un’attenzione speciale al cliente: il suono della ripetizione minuti, unico per definizione, è infatti registrato dagli Abbey Road Studios. Trovo che questo sia un esempio incredibile della nostra capacità di connetterci con il cliente finale e innovare. La stessa propensione all'innovazione tecnica e alla cura estetica la ritroviamo anche nei modelli di collezione come per esempio il nuovo Traditionnelle Tourbillon Cronografo monopulsante, un segnatempo sviluppato all’interno degli ateliers grandi complicazioni della nostra Maison. Allo stesso modo, mi fa piacere segnalare il nuovo Overseas Calendario Perpetuo ultra-piatto scheletrato. L'orologio mantiene il carattere contemporaneo e il suo spirito viaggiatore tipici della linea Overseas, che si arricchisce così di un capolavoro di Alta Orologeria montando il celebre calibro scheletrato 1120QPSQ. Il quadrante e il fondello a vista lasciano lo spazio per ammirare un minuzioso lavoro di scheletratura del movimento, donando all'orologio un carattere sofisticato. Il nuovo Overseas è proposto con cassa d'oro rosa e bracciale in oro, insieme a due cinturini intercambiabili, uno di pelle di alligatore blu e uno di caucciù blu.
 
C’è un modello, tra le novità, che pensa potrà incontrare più degli altri il gusto dell’appassionato italiano?
Credo che tra le novità ci sia un'intera nuova linea destinata a conquistare le appassionate italiane. Dopo diversi anni, abbiamo pensato a una nuova collezione interamente al femminile. Si tratta di Égérie, una linea di orologi da donna che coniugano l'Alta Orologeria e la Haute Couture. I tratti distintivi della collezione Égérie sono il design decentrato dei quadranti e l'effetto plissé, sempre sui quadranti, ispirato ai tessuti dell'alta moda. Crediamo molto in questa collezione che sin dal suo esordio si è presentata completa e ricca di sfaccettature, sia per quanto riguarda la meccanica sia per l’utilizzo di diversi metalli. Non poteva mancare, naturalmente, una versione "alta gioielleria", un modello fasi lunari con diamanti su cassa e bracciale. La collezione Égérie è completamente versatile grazie a un sistema che permette l'intercambiabilità dei cinturini, offrendo alle nostre clienti l'opportunità di personalizzare il proprio stile. Le donne rappresentano infatti una clientela sempre più attenta e appassionata alla bella orologeria.
 
Lei è ormai la seconda generazione di Pagani legata al marchio ginevrino: che cosa può raccontare di questa storia di imprenditoria familiare legata all’Alta Orologeria?
Mio padre ha iniziato a distribuire la marca nel secondo dopoguerra, nel 1953. Da allora la mia famiglia ha vissuto tutte le evoluzioni e rivoluzioni dell’Alta Orologeria, dalla ricostruzione del dopoguerra, alla crisi legata all’introduzione del quarzo nel 1969, a cui è seguita una nuova rinascita dell’orologeria meccanica che ha avuto il suo apice negli Anni’80, momento in cui l'Italia e i collezionisti italiani hanno giocato un ruolo fondamentale. Negli Anni ’90, con l’acquisizione della marca da parte del gruppo Richemont, la nostra Società di distribuzione è stata integrata all’interno della filiale italiana del gruppo. Il rapporto con il brand non è cambiato molto dopo questo passaggio, erano gli Anni ‘90, ho mantenuto un ruolo in azienda, quello che sto portando avanti ancora oggi. Conosco questa Maison da sempre e tutto il bagaglio accumulato negli anni è di estrema utilità per poter raccontare la marca approfonditamente. In questi anni il cliente è diventato sempre più esigente, è informato e appassionato, con aspettative molto alte rispetto all’esperienza di marca. Dobbiamo rispondere e anticipare queste esigenze, per questo lavoriamo a stretto contatto con i partner commerciali e stiamo sviluppando una distribuzione monomarca che a oggi conta in Italia due boutique, Milano e a Firenze.
 
Il lockdown ci ha costretti, volenti o nolenti, a ripensare al nostro rapporto con il tempo: è successo anche a lei? Crede che questo potrà aiutare le persone ad avvicinarsi al mondo dell’orologio?
Credo che questa esperienza forzata abbia portato molti di noi a riflettere su un nuovo equilibrio tra tempo dedicato alla vita privata e tempo dedicato al lavoro, cercando una flessibilità che personalmente mi ha permesso di riscoprire e coltivare le mie passioni. Sicuramente i nostri interlocutori, soprattutto i clienti finali, avranno “sofferto” della mancanza di contatto fisico con il prodotto, abbiamo fatto molti sforzi e investimenti per colmare questa mancanza temporanea e restare vicini ai nostri estimatori attraverso i canali digitali, sviluppando contenuti ed esperienze per fruire in maniera diversa dell’orologeria e rimanere in contatto. L'esperienza di Watches & Wonders di cui parlavamo all'inizio, è una di queste. L'orologio è un oggetto che viene acquistato per piacere, per godere del bello, di un'opera unica, di un capolavoro di meccanica. Probabilmente questo periodo ha nutrito ancora di più il desiderio degli appassionati di gratificarsi e circondarsi di "cose belle", tra cui sicuramente di orologi fatti a regola d'arte.

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