Chanel Italia e il Coronavirus: no alla cassa integrazione per sostenere il Paese

La filiale italiana di Chanel ricalca le decisioni prese in Francia dalla casa madre per aiutare i conti pubblici e chi lotta contro il Covid-19

Davide Passoni
Chanel Italia e il Coronavirus: no alla cassa integrazione per sostenere il Paese

La boutique Chanel di via Sant'Andrea a Milano

In un momento difficilissimo per l’Italia, molte Maison del lusso tricolore si sono messe al servizio del Paese convertendo alcune delle loro linee di produzione alla realizzazione di mascherine e camici per il personale sanitario, altre si sono distinte per donazioni generose a ospedali o alla Protezione Civile.
 
C’è però anche il caso di Chanel, che ha voluto testimoniare la propria vicinanza al nostro Paese attraverso la sua filiale italiana, con una iniziativa di responsabilità e aiuto.

La nota di Chanel 

“In seguito alla decisione presa da Chanel in Francia di non ricorrere alla cassa integrazione - si legge in una nota diramata dal brand -, Chanel Srl, filiale italiana del marchio francese, nonché le società industriali e i centri di distribuzione e coordinamento italiani di Chanel hanno adottato la medesima decisione di fronte alla crisi economica e sanitaria senza precedenti che ha colpito il Paese”.
 
“Nel corso dei decenni - prosegue la nota -, Chanel ha creato uno stretto legame con l'Italia, collaborando con i migliori produttori di pelletteria, conciatori e artigiani. Per questo è apparso naturale impegnarsi a sostenere coloro che oggi ne hanno più bisogno, in un Paese gravemente colpito dall'epidemia di Coronavirus. Questa decisione mira infatti a non gravare sui conti pubblici, in modo che lo Stato italiano possa dare priorità agli aiuti rivolti alle aziende più vulnerabili e possa concentrare le proprie risorse sul sistema sanitario, sul personale infermieristico e sulle organizzazioni di soccorso”.
 
“Con un approccio responsabile e civico, queste aziende si impegnano inoltre a mantenere, al 100% gli stipendi dei loro 1.100 dipendenti, fino alla fine di aprile. Nello spirito di uno sforzo reciproco, per prepararsi alla fine della crisi e per mantenere i salari, è stato richiesto ai collaboratori di partecipare all’iniziativa di solidarietà utilizzando alcuni giorni di ferie”, fa sapere ancora l’azienda. 

Donazioni per oltre 1 milione di euro 

Oltre alla decisione di rinunciare alla cassa integrazione per non intensificare ulteriormente i conti pubblici italiani, Chanel Srl si impegna anche a sostenere con specifiche donazioni alcune delle realtà impegnate nel contrasto al Covid-19.
 
Prosegue la nota: “Inoltre, per contribuire agli sforzi di solidarietà nazionale, la filiale italiana di Chanel effettuerà diverse donazioni rivolte alla Protezione Civile Italiana, in prima linea su tutto il territorio; all’Ospedale Sacco di Milano, specializzato nella ricerca e nello studio delle malattie infettive; all’Ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo, dove i medici e il personale ospedaliero assistono ogni giorno numerosi pazienti. Dal canto loro, la Società Roveda e il Centro di distribuzione di Vittuone, effettueranno una donazione alle strutture ospedaliere e a quelle di pronto soccorso situate nelle vicinanze, per migliorare le condizioni di lavoro del personale sanitario che è in prima linea, sin dall'inizio dell'epidemia. Vittuone ha anche fornito apparecchiature informatiche ai pazienti ricoverati nelle strutture locali e in isolamento, per consentire loro di rimanere in contatto con le proprie famiglie”.
 
Le donazioni effettuate dalla Maison in Italia alle strutture ospedaliere, alle strutture di pronto soccorso e alla Protezione Civile ammontano complessivamente a 1,3 milioni di euro.

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