Vacheron Constantin e l'Italia: la storia di un rapporto intenso in mostra a Milano

Una retrospettiva ripercorre la lunga relazione - commerciale, tecnica ed estetica - tra Vacheron Constantin e il Belpaese

Davide Passoni

L'Italia va fiera della propria lunga tradizione orologiera, che nel corso dei secoli le è valsa il ruolo di crocevia del tempo, facendo la fortuna di diverse Maison svizzere. Una di queste è Vacheron Constantin, che al rapporto con il Belpaese dedica una interessante mostra nella propria boutique presso Pisa Orologeria, a Milano.

La mostra

Dal 24 gennaio al 29 febbraio 2020, Vacheron Constantin presenta "VACHERON CONSTANTIN E L'ITALIA. Retrospettiva di una storia ininterrotta", una mostra di creazioni provenienti dal patrimonio della Maison, datate tra il 1824 e il 1979, che ripercorrono le tappe più significative del rapporto tra la Maison ginevrina e l'Italia, raccontato attraverso l'orologeria d'eccezione.
 
Vacheron Constantin accompagna dunque il visitatore in un viaggio nel tempo e nello spazio che conduce a oggi, al sentimento che lega la Maison all'Italia che è ancora un importante tassello della storia del marchio. Attraverso lo snodarsi dei secoli, il percorso della mostra porta all'attualità delle più recenti creazioni: la collezione Overseas, pensata per i viaggiatori, la collezione Historiques, che onora l'heritage e la tradizione del marchio, e la collezione Patrimony, classico intramontabile.
 
L'esposizione si apre con una creazione del 1824 decisamente simbolica: un orologio da tasca d'oro giallo con quadrante argentato e numeri romani, decorato sul retro con una mappa dell'Italia realizzata con smalto champlevé, dai toni blu e azzurro vivaci.
 
Si sviluppa poi attraverso 6 orologi da tasca e 7 da polso. Tra questi ultimi spiccano il modello 4461 del 1950, un segnatempo d'oro giallo con calendario completo e fasi di luna, e il famoso modello "222", il segnatempo che ha ispirato la nascita della collezione Overseas. Il percorso storico descritto dalla mostra è poi punteggiato da alcuni documenti, che spaziano dalle lettere Italia/Svizzera inviate da Jacques-Barthélémy Vacheron alla Maison, alla corrispondenza con i partner commerciali dell'epoca, fino alle pagine pubblicitarie.

Il rapporto di Vacheron Constantin con l'Italia

Gli scambi tra la penisola italiana e Ginevra ebbero un importante picco tra la fine del XVIII e l'inizio del XIX secolo, periodo in cui Vacheron Constantin e la Maison Bautte & Cie, per la quale François Constantin lavorò, divennero protagoniste del settore dell'Alta Orologeria. Gli archivi della Maison Vacheron Constantin custodiscono transazioni che datano a partire dal 1812.
 
In quegli anni, grazie al suo passaporto, Jacques-Barthélémy Vacheron - nipote di Jean-Marc Vacheron, fondatore della Maison, che aveva assunto un ruolo nel business di famiglia - sviluppò i viaggi verso l'Italia toccando tutta la penisola: Genova, Venezia o Torino erano tra le destinazioni privilegiate. Egli frequentava le fiere per offrire i propri servizi di riparatore di orologi e coglieva l'opportunità di presentare una parte della propria produzione. Fu durante queste trasferte, spesso difficili e pericolose, che incontrò François Constantin, venditore della Maison Bautte & Cie.
 
Jacques-Barthélémy Vacheron, orologiaio con incredibili doti tecniche, e François Constantin, dotato di grande fiuto per gli affari e intrepido viaggiatore, unirono i loro talenti nel 1819. Il loro incontro, ha dato vita alla firma caratteristica della Maison. Jacques-Barthélémy sarebbe stato responsabile della produzione a Ginevra, mentre François Constantin avrebbe seguito lo sviluppo commerciale all'estero cominciando dall'Italia, un mercato che amava molto l'Alta Orologeria e che generava un'interessante domanda.
 
I viaggi si moltiplicarono e presto divennero insufficienti rispetto alla crescita della richiesta locale. Per questo la Maison assunse dei rappresentanti sul posto per la vendita degli orologi, una strategia che si intensificò tra il 1840 e il 1850 e che ebbe la sua consacrazione durante l'Esposizione internazionale del Sempione che si tenne a Milano nel 1906: in quell’occasione, Vacheron Constantin ricevette il premio della giuria internazionale per la qualità e la perfezione dei suoi orologi.
 
«La tradizione storica e il vintage sono temi di grande attualità e di sempre maggiore interesse da parte degli appassionati di orologeria. È un privilegio per la nostra boutique di Milano poter esporre al pubblico una selezione di pezzi del patrimonio Vacheron Constantin così emblematici», commenta Marco Pagani, brand Manager Italia di Vacheron Constantin.

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