Una questione di famiglia

Da 25 anni, Mdl lega il proprio nome a quello della Maison Franck Muller, passando il testimone dell’azienda di padre in figlio. Sulle ali della passione

Redazione Web
Franck Muller

Franck Muller e Mdl

«Noi, per i grandi marchi, siamo il tessuto connettivo con il territorio». È una definizione semplice quella che dei distributori di brand orologieri dà Emiliano Carlotti, presidente di Mdl, realtà storica della distribuzione dei segnatempo in Italia. Fondata nel 1991 dal padre di Emiliano, Roberto Carlotti, Mdl si è legata negli anni ad alcune delle marche più prestigiose delle lancette svizzere, da quelle tradizionali come Vulcain a quelle più moderne e di rottura come Franck Muller. Proprio alle sorti della Maison ginevrina, Mdl si è legata così strettamente da diventarne, in Italia, quasi un sinonimo. Merito di un’attenzione al marchio sempre alta e della forza che all’azienda deriva dal fatto di essere un’impresa familiare, nella quale non sono passate di padre in figlio solo la capacità e la vocazione imprenditoriale, ma anche la passione per il bello e il ben fatto che accomuna quanti amano l’Alta Orologeria.
 
Spesso, in Italia, i distributori delle grandi case orologiere sono imprese familiari. Mdl non fa eccezione. Ci tratteggia in breve la vostra storia?
Agli inizi mio padre Roberto era il distributore in Italia della maison Daniel Roth, riconosciuto tra i più grandi orologiai di sempre. Nel 1993, quando ero ancora uno studente universitario, avendo anche io una grande passione per l’orologeria raggiunsi mio padre alla fiera di Basilea dove, passeggiando insieme tra gli stand degli orologiai indipendenti, ci innamorammo delle prime creazioni del giovanissimo Franck Muller, che esponeva per la prima volta. Essendo già legato a un contratto di esclusiva, Roberto mi caldeggiò quale agente per l’Italia, rassicurando il signor Muller e il suo socio Vartan Sirmakes del fatto che egli stesso avrebbe “supervisionato”. Devo ringraziare per la fiducia della quale ho goduto negli anni presso tante persone, tra le prime mio padre.
 
Ecco quindi come mai il nome di Mdl è strettamente legato a quello di Franck Muller, con cui collaborate da 25 anni. C'è un segreto dietro a questa partnership duratura?
Per Mdl è stata una naturale evoluzione. Da agente quale ero nei primi anni di lavoro, ho avvertito la necessità di cominciare a strutturarmi per garantire anche in Italia l’assistenza alla clientela sempre più numerosa ed esigente. In seguito si sono vissuti gli anni migliori e gloriosi dell’Alta Orologeria mondiale, durante i quali Franck Muller è stato uno dei fenomeni più rappresentativi. Venticinque anni in effetti sono tanti, il segreto non lo conosco; sicuramente esistono sin dall’inizio un’affinità intellettuale e una comprensione comune delle dinamiche aziendali che hanno creato questa grande liaison. Oggi mi considero, ci consideriamo, parte integrante di una grande famiglia e mi sento fortunato per avere trovato negli anni dei validi collaboratori.
 
Che valore aggiunto sono in grado di dare, ancora oggi, realtà familiari come la vostra ai marchi orologieri, grandi o piccoli che siano?
Noi siamo il tessuto connettivo, siamo il funzionario, siamo l’indagine di mercato, siamo appassionati, siamo il polso della clientela, siamo la faccia dell’organizzazione, siamo il parafulmine delle lamentele, siamo il dipendente e il proprietario nello stesso istante, siamo la marca che rappresentiamo.
 
I marchi che trattate sono certamente di nicchia, ma questo non vi impedisce di avere una visione globale del mercato dell’Alta Orologeria in Italia. Che idea si è fatto della situazione attuale?
Questo che stiamo attraversando è probabilmente il Medioevo dell’Alta Orologeria, un momento ancora difficile da interpretare e da descrivere, ma che stiamo sperimentando ogni giorno. Una regola per me vale sempre: sono le cose più rivoluzionarie, più speciali, più innovative e che nello stesso tempo rispettano la tradizione dalle quali provengono, le meglio realizzate, fatte dagli appassionati che avranno sempre qualcuno in Italia e nel mondo che sarà disposto ad acquistarle.
 
Il cliente italiano è tornato centrale per i retailer?
Diciamo che lo è sempre stato, anche se è cambiato il suo peso. Gli italiani rimangono sempre tra i clienti dal palato fino e i più complessi e preparati; a loro, però, negli ultimi anni si sono affiancati anche clienti altrettanto evoluti provenienti da altre regioni del mondo.
 
Per una persona che, come lei, fa questo lavoro, che cosa significa gestire il tempo?
Bella domanda! Oggi la gestione del tempo è una necessità, una priorità alla quale bisogna approcciarsi con una certa maestria, è quasi una forma d’arte.
 

UN SEGNATEMPO IN BRONZO PER FESTEGGIARE UN LUNGO SODALIZIO PROFESSIONALE

 
I 25 anni di collaborazione tra MDL e Franck Muller avevano bisogno di essere celebrati prima di tutto con quello che la Maison ginevrina sa fare meglio: un orologio. Si tratta di una edizione limitata di 50 pezzi creata appositamente per il mercato italiano, realizzata con la cassa in bronzo da 36x50,4 mm. Il segnatempo una rivisitazione del Casablanca, attualizzato nelle dimensioni e nei materiali, ed è consegnato al cliente insieme a un cinturino supplementare in pelle scamosciata marrone vintagizzata, oltre a quello in pelle cucito a mano che lo equipaggia come base.

Nonostante la cassa sia realizzata in bronzo, materiale che non si distingue principalmente per le sue doti di leggerezza, una volta indossato l’orologio è discreto come peso, non solo come presenza scenica. È la caratteristica prima che abbiamo notato quando lo abbiamo provato al polso, insieme alla sua vestibilità sotto alla giacca e al polsino della camicia; merito anche di uno spessore che non arriva a 12 mm e alla caratteristica forma tonneau della cassa stessa.

Il quadrante presenta le cifre con il classico font della tradizione di Franck Muller e del Casablanca e reca le indicazioni di ore, minuti, secondi centrali e data a ore 6. Il cuore dell’orologio è però il movimento di manifattura MVT FM 2800-DT da 28.800 alternanze/ora e riserva di carica di 42 ore. Un calibro che gli artigiani di Franck Muller hanno decorato nelle sue parti più importanti: Côtes de Genève e spazzolatura "soleil papier" sui ponti e sul rotore; lavorazione a grené circolare sui due lati della platina; ponti smussati; componenti rodiati e bagnati in oro 24k; finitura in oro 24k sulle scritte incise; spazzolatura soleil; viti lucidate e azzurrate. L’orologio costa 11.300 franchi svizzeri.

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