Rolex e il golf

L’eleganza del gesto, l’eleganza del tempo

Rolex si lega al mondo del golf da oltre cinquant’anni, perché condivide con questo sport valori, ispirazioni e una tensione verso il bello che si ritrova sul green e al polso. Ecco i segreti di questa storia d’amore

Redazione Web
Rolex e il golf

Sul green di Dubai, insieme a Rolex

Il golf è un inutile tentativo di dirigere una sfera incontrollabile verso un buco inaccessibile con strumenti inadatti allo scopo”. Parola di Sir Winston Churchill. Alla luce di questa affermazione, non si può dire che l’ex primo ministro britannico avesse una idea particolarmente edificante di uno degli sport più amati e praticati dai suoi connazionali.

Il suo sembra però un punto di vista isolato in una cultura e in un mondo, quelli britannici, che rivendicano, in costante diatriba con l’Olanda, i natali della disciplina che forse più di tutte è sinonimo di prestigio e di esclusività. Uno status, quello del golf, al quale non poteva non legarsi Rolex, data la comunanza di visione, valori e spirito che la unisce allo sport del green.
 
Gioco di richiami
 
Sono molte le similitudini che si possono trovare tra il golf e il Marchio coronato. La precisione, intanto. Indispensabile per mandare una pallina in buca come per assemblare le minuscole componenti di un calibro, essa necessita di mano ferma, di nervi saldi ma rilassati e di una componente di esperienza che solo la lunga pratica, dello sport o dell’orologeria, può offrire.

Poi la pulizia. Un orologio Rolex si distingue per l’essenzialità delle sue forme, la proporzione delle linee, l’utilità di ogni sua funzione. Allo stesso modo, praticando il golf ogni movimento non necessario, superfluo o illogico deve essere evitato, pena il fallimento del colpo e l’inevitabile addio alla buca. Ancora, l’eleganza e la bellezza.

Sul green, non solo il rigore e la ricercatezza dell’abbigliamento ma anche la fluidità del gesto, il fair play, una esultanza contenuta trasmettono eleganza e stile, così come di un segnatempo Rolex tutto si può dire tranne che non sia stiloso e bello, innegabilmente bello.

O ancora, la qualità. Che per un orologio della Maison svizzera significa qualità dei materiali, delle finiture, persino dell’assistenza e della distribuzione, mentre per chi ama il golf è qualcosa che non si lega solo alla bravura e alla capacità nel gioco, ma in primis allo standing personale e morale di chi lo pratica.

E poi c’è il tempo, la chiave di tutto. La fretta è bandita dal green. Un colpo perfetto, che sia o meno destinato all’hole in one ha bisogno di calma, concentrazione, silenzio e, appunto, tempo. Studiare le ondulazioni del terreno, le ombre, il vento richiede una armonizzazione tra tempo interiore ed esteriore che solo con l’esperienza può diventare davvero sincronica. Tra una buca e l’altra, il tempo si dilata e si contrae, respira con il giocatore al suo stesso ritmo e diviene proiezione della sua carica agonistica.

Nel golf, il tempo è l’uomo. Lo accompagna con i suoi cambi di luce e di prospettiva, lo mette a dura prova. Il tempo, sul green, diventa la variabile indipendente capace di sparigliare le previsioni e le strategie iniziali, ribaltando l’esito di partite già scritte. Nonostante il golf non sia uno sport a tempo. Affascinante.

E di tempo, naturalmente, si nutre l’orologio. “Mobile ordigno di dentate rote/lacera il giorno e lo divide in ore”, scriveva un poeta secentesco, traducendo plasticamente la voracità del segnatempo nei confronti della risorsa più preziosa per tutti noi. Perché, se nel golf il tempo è l’uomo, nella vita il tempo è l’orologio, a suggellare il continuo gioco di rimandi tra Rolex e la disciplina che Churchill vedeva con tanto sospetto.
 
Una storia lunga oltre 50 anni
 
Potremmo continuare a cercare e trovare parallelismi e affinità tra Rolex e il golf, ma non faremmo altro che tornare sugli stessi passi che la Maison compì ormai oltre cinquant’anni fa, quando entrò in punta di piedi sul green e nel mondo che lo circonda per non uscirne più. Anzi, per proseguire, anno dopo anno, nella ricerca di nuovi tornei e nuovi talenti cui legarsi, con la consapevolezza di essere entrata in un mondo che le è davvero proprio e affine.

Correva l’anno 1967 quando Rolex decise di associare il proprio nome a quello del grande golfista americano Arnold Palmer, al quale si unirono l’altro statunitense Jack Nicklaus e il sudafricano Gary Player, un passo importante che segnò l’inizio del rapporto privilegiato del Marchio con il golf.

Il trio, noto con il nome “The Big Three”, ha lasciato la sua impronta in questo sport e ciascuno dei tre giocatori ha costruito con Rolex dei legami forti, basati su valori comuni come la perfezione, l’eccellenza e il fair play. Dei tre, Arnold Palmer è una leggenda vivente del golf, grazie al suo naturale talento di giocatore e alle sue innumerevoli vittorie, ma anche al ruolo pionieristico che ha ricoperto in questa disciplina.

Insieme agli altri due ambasciatori Rolex, Nicklaus (vincitore del numero record di 18 Major) e Player (terzo nella classifica mondiale per numero di vittorie professionali), Palmer ha di fatto modernizzato il golf conferendogli la sua dimensione planetaria anche grazie al supporto di sponsor globali che lo hanno appoggiato incondizionatamente.

Da più di dieci lustri, dunque, il rapporto tra Rolex e il golf cresce al ritmo delle importanti partnership che hanno ulteriormente consolidato la posizione del Marchio nel cuore di questa disciplina. Rolex incoraggia infatti il successo e lo sviluppo del golf a più livelli, associando il proprio nome a quello dei giocatori di maggiore talento, alle competizioni più famose e alle organizzazioni che garantiscono l’evoluzione di questo sport nel mondo.
 
I tornei Major
 
Da oltre trent’anni Rolex è quindi partner e Orologio Ufficiale del The Open, uno dei Major più emblematici nonché il primo torneo di golf. Questa competizione è organizzata dall’R&A, l’autorità che custodisce le Regole del Golf (promulgate dal Royal and Ancient Golf Club of St Andrews, Scozia) che da oltre duecentocinquant’anni tutelano l’integrità di questo sport. Attraverso il suo sostegno all’R&A e alle Regole del Golf, una collaborazione di lunga data, Rolex contribuisce a difendere gli usi di questa disciplina e il suo rigoroso codice di condotta.

Rolex è anche partner dell’USGA (United States Golf Association), ente organizzatore dello U.S. Open. L’USGA, insieme all’R&A, disciplina il golf a livello internazionale e, oltre a impegnarsi nella promozione e nel sostegno di questo sport, è deputata all’applicazione delle Regole del Golf.

Dal 1999 Rolex è International Partner del Masters, il primo torneo Major in calendario che ha luogo ogni anno all’Augusta National Golf Club nello stato americano della Georgia. Il Masters è un’istituzione di grande rilievo di cui si conosce l’attaccamento alla tradizione, oltre a essere l’unico torneo Major di golf cui si accede su invito.
 
Le Rolex Series a Roma
 
Dal 2017 il Marchio si è inoltre associato con le Rolex Series, le otto competizioni principali nel calendario internazionale dello European Tour, la quinta delle quali è l’Open d’Italia, la cui 76esima edizione è andata in scena dal 10 al 13 ottobre scorsi all’Olgiata Golf Club di Roma.

Il torneo, ha visto nuovamente Rolex presente in veste di Major Sponsor, nonché Title Sponsor della Pro-Am di mercoledì 9 ottobre, prologo dell’evento. L’Open d’Italia 2019 è stato per la Maison svizzera l’occasione per confermare l’ormai consolidata tradizione di essere non solo Orologio Ufficiale della Federazione Italiana Golf, ma anche di segnare i momenti salienti del torneo più prestigioso del Paese, che il Marchio ha iniziato a sostenere oltre 15 anni fa al Gardagolf, con l’edizione del 2003.
 
Fare squadra
 
Se è vero che il golf è uno sport prevalentemente individuale, è vero anche che le competizioni a squadre conservano un fascino unico. Rolex non poteva quindi restare al di fuori di questo ambito e, a complemento dei tornei Major, è infatti al fianco delle principali competizioni a squadre.

La Maison è associata alla Ryder Cup, la sfida tra le compagini di Stati Uniti ed Europa che si tiene ogni due anni. Ogni volta che viene disputata sul suolo europeo, Rolex è infatti presente come sponsor, oltre a patrocinare la squadra europea a ogni edizione del torneo.

Il brand è inoltre partner della Presidents Cup, cui partecipano gli Stati Uniti e una squadra composta dai giocatori non europei che occupano i primi posti delle classifiche mondiali.
 
L’altra metà del green
 
Anche il golf femminile occupa un posto primo piano nella strategia di Rolex a supporto di questo sport. È infatti partner da quasi quarant’anni della LPGA (Ladies Professional Golf Association), l’ente organizzatore del circuito LPGA.

Il Marchio è anche Orologio Ufficiale dei cinque Major femminili che si svolgono tra Stati Uniti, Regno Unito e Francia ed è legato al più importante torneo di golf femminile a squadre, la Solheim Cup, nel quale le migliori giocatrici europee affrontano le loro omologhe statunitensi.

Tra i compiti del brand vi è quello di difendere i criteri di eccellenza di questa disciplina attraverso le partnership con i trofei più ambiti della LPGA: il Rolex Player of the Year, il Louise Suggs Rolex Rookie of the Year e il Rolex ANNIKA Major Award, assegnato ogni anno alla giocatrice che si è aggiudicata il maggior numero di vittorie nei Major.
 
L’eleganza del tempo
 
Di fronte a questo grande impegno fatto di tornei, personaggi, sponsorizzazioni, non dobbiamo però commettere l’errore di perdere di vista il motore primo di tutto, il tempo. Perché questo è sempre il core business di Rolex, la cui attività principale rimane quella di produrre e vendere orologi.

Strumenti che misurano il tempo, dandogli valore grazie all’eccellenza che portano con sé e che va al di là di una corona, di un logo, di uno status. Se dunque il golf è anche eleganza e di eleganza ha bisogno il tempo per essere misurato, il Datejust 41 è il segnatempo di Rolex che è più affine a questo mondo per storia, classe, equilibrio delle dimensioni.

Il Datejust è infatti l’archetipo dell’orologio classico, per la sua estetica intramontabile e per le sue funzionalità. Nato nel 1945, è il primo orologio da polso cronometro, automatico e impermeabile, a indicare la data all’interno di una finestrella a ore 3 sul quadrante, funzione dalla quale deriva il nome.

Tradizionalmente, il giorno era indicato da una lancetta che puntava le date visibili tutt’attorno al quadrante. Il Datejust introduce invece il calendario con indicazione della data mediante disco all’interno di una finestrella a ore 3, una soluzione destinata a diventare lo standard in orologeria. Nel 1953 la lente d’ingrandimento Cyclope viene aggiunta sul vetro, per ingrandire la data e consentire una maggiore comodità di lettura.

Il Datejust ha attraversato il tempo mantenendo i propri codici estetici immutati e riconoscibili: la forma della cassa Oyster, la lunetta zigrinata in oro 18 carati, la lente d’ingrandimento Cyclope sulla data e il bracciale Jubilé a cinque file, diventato un classico in particolare in versione Rolesor giallo, che abbina maglie in acciaio e in oro giallo 18 carati.

Eleganza senza tempo al servizio del tempo e del golf, per sostituire alle parole di Churchill con cui abbiamo aperto questo articolo, quelle di Arnold Palmer, con le quali lo chiudiamo: “Quello che altri trovano nella poesia o nell’arte, io lo trovo in un bel drive”. Se non è eleganza questa…

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