Non c'è pace all'Enasarco, sì per un soffio al budget '19

Soltanto 7 voti a favore contro 4 contrari e 4 assenti per approvare un documento apertamente criticato da molti e in particolare dal rappresentante di Anasf Alfonsino Mei: “Riteniamo questo budget, considerato come documento di politica gestionale, molto deludente"

Redazione Web
Non c'è pace all'Enasarco, il budget 2019 passa per un soffio

Alfonsino Mei (rappresentante Anasf in Enasarco)

Niente, non c’è pace all’Enasarco. La cassa previdenziale privata che provvede alle pensioni di circa 230 mila agenti e rappresentanti non trova ancora pace dopo ormai due anni dall’uscita di scena di Brunetto Boco, ex presidente designato dalla Uil e sostenuto dalla Confcommercio dell’(allora) potentissimo direttore generale Francesco Rivolta. L’ente ha appena portato in consiglio il bilancio previsionale per il 2019, ma il documento è passato con appena 7 voti favorevoli contro 4 contrari e 4 assenti, per una serie di sfortunate coincidenze che forse hanno trasformato in non-voti altrettanti potenziali giudizi negativi. A favore del budget hanno votato, oltre ovviamente al presidente Costa (Fenarc/Confcommercio), i consiglieri Leonardo Catarci (Ugl), Giovanni Maggi (Confindustria), Antonello Marzolla (Usarci), Francesco Milza (Confcooperative), Costante Persiani e Antonello Petrazan(Confcommercio). No espliciti di Luca Gaburro e Davide Ricci (FederAgenti), Antonino Marcianò (Fiarc- Confesercenti) e Gianni Guido Triolo (Confesercenti). Assenti al momento del voto l’ex presidente Brunetto Boco (Uil), Luca Matrigiani (Ugl), Alfonsino Mei (Anasf), Pierangelo Rainieri (Cisl).
Tra i dissidenti più motivati – e più competenti – il rappresente dell’Anasf Mei, che non lesina le critiche, ragionate, alla gestione Costa. “Dopo l'analisi dell'ultima bozza di budget 2019 e del preconsuntivo 2018 permangono gli stessi dubbi già evidenziati in precedenza nelle scorse riunioni”, osserva: “A mio avviso occorre un radicale rinnovamento delle politiche gestionali della fondazione, visto l'aumento delle spese generali, in particolare quelle derivanti dalle consulenze professionali; l'aumento delle spese in comunicazione, di circa un milione di euro nei 2 anni di questa presidenza, peraltro senza che siano accompagnate da un preventivo quanto opportuno "piano comunicazione"; la prospettiva già nel breve termine di avere un fondo previdenza con seri rischi di disequilibrio ed un fondo assistenza con prestazioni integrative residuali e polverizzate, evidentemente di scarso interesse per gli iscritti visto che solol'1% ne usufruisce; le spese stimate sul contenzioso legale istituzionale, che continuano a non abbassarsi; i rimborsi spese del Cda che continuano ad aumentare, nonostante la previsione che i consiglieri residenti nella capitale non ne abbiano diritto e ne mai usufruito”.
Una critica radicale, dunque, che investe l’intero approccio gestionale dell’ente. E non basta: “Altri elementi di particolare criticità che se non affrontati prontamente metteranno in seria difficolta la tenuta di lungo periodo dell'ente”, aggiunge Mei, “sono sia lo scarso rendimento complessivo del patrimonio, con particolare riferimento a quello immobiliare, sia il trend delle iscrizioni all'ente, ormai costantemente decrescente. In definitiva riteniamo questo budget, considerato come documento di politica gestionale, molto deludente. L'utile di esercizio aumenta ma in virtu' dei sacrifici richiesti dal 2012 agli iscritti sotto forma di aumenti contributivi e di sostanziale stallo delle prestazioni offerte. In questo quadro si sarebbe potuto e dovuto accelerare, introducendo istituti a maggior valore aggiunto per gli iscritti nel breve, valutando inoltre nuove procedure nel medio periodo, considerando ad es. l'ipotesi di internalizzare diversi servizi per ottenere risparmi ed efficienze di gestione e per valorizzare il personale della fondazione. Ma questo tipo di ipotesi, seppur proposte da tempo, non sono state mai approfondite, mentre altre sono state le iniziativa assunte, anche di tipo organizzativo, talvolta discutibili. Siamo stati messi sempre di fronte a fatti compiuti, senza alcun margine per discutere sostanzialmente le scelte”. “Alla luce di tutte le problematiche sopra esposte, che continuano a non essere affrontate efficacemente e che connotano a mio avviso la mancanza di una visione prospettica invece necessaria”, è la conclusione del consiglieri, “esprimo rammarico e continuo ad avere un’inclinazione di dissenso in merito”.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400