Gli Usa: “Ora i big dell’ecommerce
paghino le tasse”

Redazione Web
Gli Usa: “Ora i big dell’ecommercepaghino le tasse”

Era ora: la Corte suprema americana ha sentenziato (a maggioranza stretta, ma la divergenza tra i giudici non ha avuto matrice politica bensì tecnico-giuridca) che gli Stati della Confederazione potranno imporre ai big dell’e-commerce di pagare sempre le tasse sui loro ricavi, indipendentemente dal luogo nel quale avranno perfezionato le loro vendite: una mossa per riportare almeno in patria, cioè negli Stati Uniti, il gettito fiscale che Google e compagni evadono in Italia, in Francia, in Germania ma oggi, appunto,…anche negli Usa. I commercianti tradizionali, quelli che hanno negozi, supermercati e ipermercati “fisici”, sono stati messi al tappeto da questa concorrenza sleale fatta dai dettaglianti on-line proprio grazie al fatto di non pagare tasse. E il commercio elettronico negli Stati Uniti, che ormai intercetta complessivamente il 9% delle vendite e si stima che arriverà al 30% entro 5 anni, continua a crescere – diciamo meglio: è cresciuto finora – proprio grazie a quest’asimmetria fiscale.Ora la pacchia è finita, o meglio: potrà finire se gli Stati Usa si sveglieranno, ma c’è da giurare che lo facciano. E siccome gli Stati Uniti dettano legge sulle tendenze mondiali, anche l’Europa che – onestamente – qualche tentativo sia pur fallimentare di far pagare le tasse ai big del digitale ha già cominciato a farlo, probabilmente si adeguerà.

Lascia il tuo commento

Condividi le tue opinioni su Economy

Caratteri rimanenti: 400