Avviso Usa: macchè quota 100,
in pensione a 69 anni

Redazione Web
Avviso Usa: macchè quota 100, in pensione a 69 anni

Poi uno si meraviglia se lo spread non scende giù da quota 250. Ieri State Street Global Advisors, divisione di asset management del colosso bancario americano State Street Corporation si è preso la briga di mandare un messaggio da paura agli amici italiani. Ha pubblicato infatti uno studio intitolato Global Demographics & Retirement Implications. Che ci bastona.

Gli ultimi dati disponibili sul mercato italiano evidenziano che oggi nella popolazione attiva i pensionati sono 41 su 100 unità, presupponendo che l'età lavorativa vada dai 25 ai 64 anni (presupposto edulcorato perché ad oggi l’età media dei pensionati è più bassa dei 64 anni…). Il dato è salito rispetto a quello del 1980, quando c’erano 27 pensionati ogni 100 lavoratori. In base ai trend demografici, si prevede che tale percentuale continuerà ad aumentare. Estendere la vita lavorativa a 69 anni farebbe scendere il rapporto di dipendenza a un livello più sostenibile, i nuovo pari a 27 pensionati ogni 100 lavoratori.

E altro c’è da fare, secondo gli americani, per raddrizzare la baracca? Al di là della soglia maledetta, i 69 anni, i consigli sono banalotti: introduzione di cambiamenti alle politiche di pensionamento, genere, istruzione, immigrazione e tecnologia per ottenere dei mercati del lavoro dinamici ed efficienti: è necessario (a) abolire l’età pensionabile obbligatoria, prevedendo la possibilità di introdurre un pensionamento flessibile e l’uso della tecnologia per favorire l’apprendimento costante; (b) eliminare i gap di genere nella partecipazione al lavoro e quelli salariali; (c) riconsiderare l'immigrazione per colmare i gap di competenze e rivedere il rapporto costi/benefici dell'immigrazione, sia nel breve che nel lungo termine; e (d) esternalizzare i lavori non rientranti nel core business aziendale. I sistemi pensionistici statali devono diventare più flessibili: rendere più facile per i beneficiari andare in pensione più tardi - qualora possibile - e adottare nuovi modelli di lavoro come la combinazione tra il lavoro part-time e il pensionamento parziale. Infine, migliorare i sistemi di risparmio previdenziale: attraverso l'introduzione di una partecipazione obbligatoria o semi obbligatoria a tassi di contribuzione adeguati e l’adozione di soluzioni di investimento predefinite e integrate che consentano una transizione agevole dalla fase di accumulo a quella di pensionamento.

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