Federmanager: Ilva resti fuori dalla speculazione politica

Il presidente Cuzzilla avverte: c'è il rischio di blocco impianti

Redazione Web
«Serve subito un piano di lavoro 4.0»

«In questo momento di impasse politica, la peggior cosa da fare è strumentalizzare il caso Ilva. La sospensione del negoziato al Mise rischia di pregiudicare una trattativa che si protrae ormai da troppi mesi e di compromettere l’esistenza stessa del Gruppo siderurgico». 

Queste le dichiarazioni del presidente Federmanager, Stefano Cuzzilla, di fronte alla bocciatura opposta dai sindacati metalmeccanici allo schema di accordo avanzato oggi dal Ministro Calenda, che si riproponeva di mantenere l’occupazione alle stesse condizioni economiche e normative per tutti i lavoratori attualmente in Ilva in A.S.. 

«Quello che ci preoccupa maggiormente – chiarisce Cuzzilla – è la consapevolezza che le risorse finanziarie disponibili per l’Amministrazione Straordinaria non consentono di garantire la produzione oltre il prossimo mese di giugno, per cui si corre il rischio concreto dello spegnimento degli impianti: questo, tradotto, significherebbe chiudere gli stabilimenti».

«Da parte nostra – aggiunge il presidente Federmanager – in tutti gli incontri avuti al Mise abbiamo espresso una valutazione positiva sull'offerta di acquisto presentata da Arcelor Mittal: un interlocutore affidabile, leader mondiale dell’acciaio, che ha dimostrato di credere nel rilancio industriale dell’Ilva, impegnandosi a effettuare investimenti per 2,4 miliardi di euro, che si aggiungono a 1,8 miliardi necessari per l’acquisizione».

Cuzzilla sottolinea che «il piano presentato da Mittal ormai è l’unica alternativa credibile, in termini industriali e ambientali, per il rilancio del principale Gruppo siderurgico italiano e per i suoi 14 mila lavoratori. Per questo motivo – chiarisce - formuliamo un appello al senso di responsabilità di tutte le parti coinvolte: va ristabilito subito un vero tavolo di confronto sindacale che entri nel merito della trattativa e chiuda il negoziato in tempi brevi».

 

«Il nostro appello, naturalmente, è esteso anche alle forze politiche che si accingono a governare il Paese e che raccoglieranno l’eredità di questo delicato dossier», specifica il presidente dei manager. «Devono tutti essere consapevoli che in questa partita è in gioco la credibilità stessa dell’Italia di fronte agli investitori stranieri e ai player industriali globali».

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