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Sono gli imprenditori i veri nuovi influencer

Andrea Barchiesi
Sono gli imprenditori  i veri nuovi influencer

Con le loro scelte i capi delle grandi aziende fanno tendenza. Cucinelli ha compreso la nuova regola e riesce ad affermarsi con le sue idee

Prima dell’estate, Elon Musk, capo di Tesla, ha lanciato un tweet dove annunciava l’idea di privatizzare l’azienda (grazie ai finanziamenti di un fondo sovrano saudita) togliendola dal mercato azionario. Il titolo è subito salito, per poi tornare rapidamente sui suoi passi in un giro di rialzi e ribassi. Solo poche settimane prima, a luglio, lo stesso Musk aveva fatto crollare il titolo con un tweet in cui dava del “pedofilo” al soccorritore dei ragazzi thailandesi intrappolati in una grotta. Negli stessi giorni Jean Pierre Mustier, ad di Unicredit, ha annunciato che la banca, per sua decisione, avrebbe sospeso ogni rapporto commerciale con Facebook perchè “non etico”, a seguito della vicenda Cambridge Analytica. Sono due esempi che ci fanno toccare concretamente un fenomeno che rappresenta una vera e propria svolta culturale con impatti diretti sul mondo economico e sulla società: manager e dirigenti non sono più solo coloro che guidano l’azienda ma sono più che mai il suo volto e la sua anima, coloro che con la propria personale etica sono in grado di direzionare la reputazione del brand e anche i suo i risultati. Infatti la personale inclinazione del capo d’azienda a certi valori, può avere impatti diretti su una porzione di mercato molto più ampia dell’azienda stessa, arrivando a coinvolgere investitori, altre aziende, autorità.

Sembra averlo capito benissimo Brunello Cucinelli, fondatore e Ceo dell’omonima azienda, che ha costruito la sua reputazione e conseguentemente quella della Brunello Cucinelli S.P.A su valori individuali apparentemente lontani dal contesto aziendale, riuscendo a farli diventare l’identità del suo brand, che oggi si presenta al mondo come “A Humanistic Company”, in una visione “agostiniana” del business (Sant’Agostino è tra i pensatori più citati da Cucinelli). Abbiamo provato ad analizzare la sua “matrice valoriale” ovvero la mappa dei valori che emerge dai contenuti che lo riguardano presenti sul web. L’identità digitale di Cucinelli presenta un’ottima articolazione di valori, tutti quelli su cui un top manager dovrebbe investire: Socialità (29,3%), Managerialità (24,1%), Imprenditorialità (17,2%), Cultura (15,5%), Istituzionalità (14%). Un connubio praticamente perfetto tra valori morali e competenze tecniche, che fa emergere l’impatto che la sua etica ha sui risultati dell’azienda: il 17,2% dei contenuti è riferito alle sue capacità imprenditoriali e ai risultati ottenuti dal brand grazie alla sua guida. I casi citati ci mostrano che costruire e gestire la reputazione di un manager è molto complesso, perché ogni aspetto della sua identità impatta in modo diretto anche sull’azienda che guida. Nondimeno questi nuovi influencer devono tenere in considerazione che l’immagine digitale non è automaticamente lo specchio di ciò che comunicano fuori dal web, anzi, capita spesso che il web distorca ciò che il manager cerca di comunicare sui canali tradizionali. Per costruire la reputazione online è indispensabile comunicare seguendo i paradigmi del digitale, che hanno regole proprie, diverse da quelle della comunicazione tradizionale.

Analisi a cura di Reputation Manager, principale istituto italiano nell’analisi e gestione della reputazione online di brand e figure di rilievo pubblico, che ha preso in esame gli account social delle principali banche presenti in Italia, analizzando il servizio di assistenza fornito ai clienti attraverso questi canali.

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