Il futuro lavorativo? Te lo racconta l'algoritmo

L'università di Bologna ha messo a punto un sistema che può aiutare i giovani a orientarsi nel mondo del lavoro

Redazione Web
lavoro

Dimmi chi sei e – attraverso un algoritmo – ti aiuterò a capire cosa farai da grande. Il futuro lavorativo dei millennials non è ancora in mano a un robot, ma il sistema elaborato dall'università di Bologna è già in grado di affiancare genitori e docenti nel delicato mestiere dell'orientamento.

Il “cubo dell'accoglienza”, così l'hanno battezzato gli ideatori, ha fatto il suo debutto al Teen Parade, il festival del lavoro spiegato dagli adolescenti che per il terzo anno si è svolto a Bologna il 5 e 6 settembre. Ed è dentro a questo labirinto tubolare di 25 metri, che i ragazzi dagli 11 ai 17 anni, hanno potuto sostenere il loro primo colloquio di lavoro, accompagnati non dal responsabile del personale di un'azienda, ma da Hermione, l'amica di Harry Potter nella saga di Rowling, dal capitano Jack Sparrow del Pirata nei Caraibi, dalla Principessa Leila di Star Wars, e dal supereroe della Marvel Iron Man, che hanno incalzato gli adolescenti per conoscere le loro attitudini, passioni e idee.

Usciti dal cubo, i lavoratori del futuro hanno ricevuto un diploma personalizzato, una sorta di curriculum vitae da appendere nella propria cameretta: sei un pensatore, sei un viaggiatore solitario, sei un avventuriero, sei un risolutore di problemi, sei un trascinatore... «Abbiamo dovuto evidentemente utilizzare un approccio e linguaggi adatti agli adolescenti – spiegano gli organizzatori – ma in questo esercizio della durata di due minuti è racchiuso un messaggio importante: se sei per esempio un ragazzo avventuriero, puoi scegliere un percorso scolastico adatto ai tuoi talenti o alle tue aspettative». Una scelta che la maggior parte dei neo-maggiorenni preferisce delegare a mamma e papà, come risulta da sondaggio (su un campione di 300 teenager) realizzato da Radioimmaginaria.

Cosa spinge soprattutto gli adolescenti a preferire un tipo di scuola rispetto a un altro? Le possibilità di lavoro future sono considerate cruciali da quasi uno studente su tre (30,1%), mentre il dialogo con i professori viene reputato importante solo dal 6,9% degli intervistati. Il 14% sogna di fare “un mestiere che ancora non esiste” e altrettanti ambiscono a una professione in campo artistico (cantante/attore); il 9% vorrebbe fare il medico o l’infermiere e una quota identica desidera diventare ingegnere. «Scegliere – spiega Rita Chiesa, del dipartimento di Psicologia del lavoro e delle organizzazioni dell'Alma Mater – richiede la capacità di immaginare il proprio futuro. Il fatto che molti intervistati abbiano risposto "un lavoro che non esiste" alla domanda "che lavoro vorresti fare?" può essere interpretato non solo negativamente come poca fiducia nel riuscire a trovare un’opportunità che corrisponda ai propri desideri, ma in chiave positiva può indicare la motivazione dei ragazzi a contribuire attivamente alla costruzione del futuro che desiderano».

I bambini cominciano presto a farsi domande su cosa vogliono fare da grandi «ma sono confusi – conferma Alessia Speciale, arrivata alla Teen Parade con i propri figli –. La prima adolescenza è il momento giusto per cominciare a parlare di lavoro; lo dobbiamo fare prima di tutto noi genitori, incoraggiando le loro passioni, ambizioni che in futuro potrebbero trasformarsi in una professione».

 

Il cubo allestito a Bologna è un modo per promuovere la creatività, ma anche per cominciare a mettere un po' di ordine tra i “sogni nel cassetto”. Se l'algoritmo-verdetto ha stabilito che sei un pensatore o un viaggiatore solitario, probabilmente puoi seguire l'esempio di Valeria Cagnina, 17enne di Alessandria che ha fondato una sua scuola per insegnare ai ragazzini a programmare i robot, e parla già con il piglio di una donna in carriera: «Ho inventato un mio personale robot, programmandolo al pomeriggio dopo i compiti a casa. Ora con questa scuola voglio trasferire la mia esperienza agli altri e replicare il modello anche all'estero».

E se, invece, ti senti più un risolutore di problemi, ti puoi ispirare a Salvatore Aranzulla, il divulgatore informatico di 28 anni che ogni giorno “offre una soluzione” ai dilemmi informatici di 650 mila utenti di Internet e col suo sito (e i suoi tutorial) si è piazzato tra i primi trenta più visitati in Italia. «Ho cominciato a 12 anni con un sito amatoriale, per aiutare i miei amici in difficolta – ha spiegato prima del talk organizzato alla fiera di Bologna da Radioimmaginaria –, poi a 17 anni ho capito che era possibile produrre contenuti e ospitare sulle mie pagine banner pubblicitari. Internet offre opportunità lavorative, ma non tutte dureranno nel tempo. Sul fenomeno degli influencer, per esempio, ho dei dubbi legati al tipo di professionalità che ci sta alla base: che differenza c'è da un cartellone pubblicitario? E se il social modifica l'algoritmo? Il mio consiglio è di produrre sempre contenuti reali e di valore».

Inseguire il proprio sogno è anche il messaggio che il maresciallo Giovanni Cirmi, sommozzatore, e il tenente Damiano Andrulli, elicotterista, hanno affidato ai teenager: «La selezione in Guardia di Finanza è molto severa, ti devi addestrare per anni, ma quando capisci che il tuo sogno si può concretizzare, allora capisci anche che lo puoi realizzare. Ogni giorno mettiamo a rischio la nostra vita, in mare o in cielo, ma facciamo il mestiere più bello del mondo e sappiamo di essere utili agli altri e al Paese».

È lo stesso invito che ha rivolto ai ragazzi Davide Lanza, general manager di Eagle Sky Light, azienda nata nel 2017, attiva nel settore della sicurezza attraverso l'impiego di droni; droni come Aquila 100, un sistema in grado volare per 14 ore e comunicare a 14 km di distanza e di registrare immagini anche in condizioni proibitive, durante un incendio nel bosco o un terremoto. «Questo sarà il lavoro del futuro, spendibile in diversi settori dal cinema alla sicurezza, dall'agricoltura alla fotogrammetria».

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