La camorra ringrazia i legislatori del 2015 e del 2016

Giovanni Pastore
La camorra ringrazia i legislatori del 2015 e del 2016

All’inizio degli anni 90 la Camorra fiutò il grosso affare delle aste immobiliari.

In Campania iniziò ad impedire il decorso naturale delle aste con metodi violenti e, dopo una serie di aste fatte andare deserte, si aggiudicava gli immobili ad un prezzo irrisorio.

Gli stessi immobili venivano poi venduti a 3-4 volte il prezzo di aggiudicazione. Contro questo lucrosissimo malaffare, utile anche per ripulire i proventi dell'attività criminale, intervenne prima la magistratura e poi lo Stato con la legge n. 203/91. Lo Stato riuscì ad arginare il fenomeno, salvaguardando gli interessi di tutti e rallentando l’impoverimento delle famiglie.

Questa legge è stata poi applicata in diversi tribunali per le esecuzioni immobiliari che non avevano  più  alcuna  utilità.  Ogni qualvolta i giudici ritenevano che gli interessi economici del debitore e del creditore venissero frustrati dal prezzo troppo basso di aggiudicazione dell'immobile, potevano, a discrezione, "sospendere la vendita". Prevaleva, a livello giuridico, un concetto: il NECESSARIO processo esecutivo deve avere una sua utilità, soddisfare il creditore e liberare il debitore dai suoi debiti.

Oggi le Leggi 132/2015 e 119/2016 hanno rivoluzionato le modalità e la gestione dei tempi delle esecuzioni immobiliari e sgretolato il lavoro fatto in quegli anni. Le abitazioni in cui vivono centinaia di migliaia di famiglie rischiano di cadere tra le braccia di speculatori. La malavita può arrivare ad ottenere gli stessi risultati del ‘91, questa volta senza neanche bisogno di sporcarsi le mani.

I tecnici vengono indotti a redigere perizie in forte ribasso rispetto al valore di mercato dell'immobile pignorato, i magistrati SCELGONO di applicare queste norme e non la 203/91 obbligando così all’abbattimento del 25% del valore ad ogni asta successiva alla prima. Le esecuzioni immobiliari sono ?forse? velocizzate, non considerando però il conseguente abbattimento di valore delle case di famiglia. Viene demolito il concetto dell’utilità del processo esecutivo di cui parlavamo sopra: si assiste sempre più spesso a situazioni in cui alle aste non vi è alcuna proposta di acquisto, almeno fino a quando il prezzo dell'immobile rimane congruo. Poi la casa viene venduta (quasi esclusivamente a speculatori che la rivenderanno moltiplicando per 3 o 4 volte quello che hanno pagato all’asta) ad un prezzo irrisorio, la famiglia si ritrova contemporaneamente senza casa e con ancora i debiti da saldare.

Si crea un rancore, una violenza repressa che li seguirà per tutta la vita e sta permeando la nostra società.

Di fronte a tutto questo, come possono difendersi le famiglie con la casa pignorata e in esecuzione immobiliare?

Abbiamo illustrato i due orientamenti della legge all'interno dei quali il giudice dell'esecuzione può, purtroppo a sua totale discrezione, operare nel corso del procedimento. È fondamentale impostare fin da subito la difesa delle famiglie sulla conoscenza di questi orientamenti.

Ecco cosa possono fare le persone di buona volontà: sollecitare, tramite il legale a cui è affidata la difesa della famiglia, il magistrato a scegliere, fra due opzioni ugualmente possibili, quella che garantisce un equilibrio fra i diritti del creditore e la dignita’ del debitore, interrompendo la spirale al ribasso che favorisce soltanto gli speculatori.

È importante capire che:

·        Non solo si può fare, ma alcuni magistrati già lo fanno.

·        È perfettamente compatibile, anzi è utile per l’economia, al punto che bankitalia sta chiedendo nel “documento per la consultazione, disposizioni di vigilanza investimenti in immobili” che, per gli immobili acquisiti dalle banche, sottratti grazie alla legge del 2016 agli eccessivi ribassi d’asta, siano concessi 4 anni prima di essere immessi nuovamente sul mercato, giudicando i 4 anni “un arco di tempo ragionevole e compatibile con l’esigenza di preservare il valore di realizzo degli immobili”.

Purtroppo, come si può evincere da questo scritto di Bankitalia, in Italia le banche contano più delle famiglie.

Segreteria.favordebitoris@gmail.com

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Commenti all'articolo

  • arianna 12

    05 Maggio 2018 - 13:01

    due anni fà più o meno su pressione tedesca fu deciso che i guadagni ottenuti da attività criminali dovevano essere parte integrante dei pil nazionali.Economia illegale legalizzata.Noi siamo una non nazione fin dalle orini ottocetensche.In più la nascita dell'Europa unita è nata con Istituzioni poco democratiche,il parlamento non ha vero potere,decidono la Commisione e pochi intimi.Che fare? Rit

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