Pirelli torna in Borsa, la Cina c'è ma non si vede

Redazione Cognome

Neanche un cinese. Niente: l'azionista di maggioranza non c'era. Ma nessuna paura: si chiama discrezione orientale, non indifferenza, o distanza o peggio polemica. La vera notizia della cerimonia - pregevole in quanto dinamica e soprattutto breve e poco pomposa - di ri-quotazione della Pirelli è stata in fondo tutta qui. A riprova che l'autonomia gestionale del gruppo  guidato da Marco Tronchetti Provera non è uno di quegli "storytelling" belli da sentire ma vuoti di sostanza.

E' un fatto. La delega gestionale è piena, i patti sono chiari. La "testa" e le competenze di Pirelli sono e restano alla Bicocca, sono e restano fino al 2020 nelle mani di Tronchetti. E chi conosce la storia gestionale di altre aziende italiane importanti controllate da capitali cinesi - un esempio per tutti, H3g - sa che la delega della finanza di Cina quando c'è, è piena. Tanto più quando, come nel caso Pirelli, le aziende rendono e le strategie convincono.

Insomma, l'immagine dell'imprenditore cinese un po' pasticcione che sostituisce le "r" con le "l" è necessario che vada definitivamente in cantina (se mai ha avuto ragione d'essere) per lasciare spazio a un'industria che vuole essere partner di quella italiana, acquisendone il know-how e mettendo a fatto comune esperienze e capitali, un mix che nel calcio milanese sembra poter dare qualche frutto e che deve essere messo in atto anche nelle grandi aziende.

Il titolo di Pirelli è partito in rosso a Piazza Affari ma il debutto non preoccupa l'a.d Marco Tronchetti Provera. Il risultato della quotazione "lo vediamo tra qualche mese, sappiamo che l'azienda è solida e consegna risultati. I primi giorni c'è sempre volatilità".

"Gli investitori hanno già capito, in futuro vedendo i risultati saranno sorpresi solo in modo positivo" ha detto a caldo dopo l'avvio degli scambi in Borsa. Il ritorno in Borsa è "un obiettivo che abbiamo raggiunto in tempi da record, quindi una grande gioia per il futuro della Pirelli. Torna in Borsa più forte di prima con un grande progetto, molta tecnologia e tanta passione", sottolinea Tronchetti.

"Il mercato voleva rientrare per crescere insieme all'azienda. Quindi abbiamo dato una forchetta e abbiamo scelto di fare un'operazione cosiddetta market friendly. La domanda - aggiunge - è stata oltre due volte la richiesta, con investitori molto qualificati, importanti a livello internazionale e questo per noi è motivo di grande orgoglio".

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