Avvocati internazionali? Il futuro è oggi

Elisa Stefanati

Un convegno Aiga a Milano ha fatto il punto sull’esercizio forense in ottica transnazionale

“Per far uscire l’avvocatura dalla crisi occorre pensare in chiave transnazionale, adottare una formazione internazionale e agire in modo globale”. Non ha esitazioni Alfredo Serra consigliere nazionale Aiga sezione di Napoli, nell’incipit del proprio intervento nell’ambito del convegno “L’esercizio della professione forense in ottica transnazionale: il futuro della giovane avvocatura” che si è tenuto ieri a Milano.

“L’avvocatura italiana ha tre possibilità per spendersi in chiave internazionale- ha proseguito l’Avvocato in corsa per la presidenza Nazionale AIGA (Associazione giovani avvocati)- si deve preparare per affrontare mercati stranieri, in secundis l’avvocato si può posizionare fisicamente all’estero, e la terza opportunità è che l’avvocatura nel mercato italiano intercetti ambiti prevalentemente stranieri. L’ambito della contrattualistica e dell’assicurazione internazionale offre in Italia ampi margini di Business per la professione – prosegue Alfredo Serra- è impossibile ad esempio  approcciare l’ambito tessile senza conoscere il diritto asiatico, oppure operare nel campo del brokeraggio marittimo senza conoscere la legislazione Inglese. Bisogna operare secondo un approccio globale perché in breve tempo il mondo del diritto verrà uniformato in ottica internazionale- ha concluso l’avvocato del Foro di Napoli- perdere questa opportunità significa restare fuori mercato”.

Azioni e non parole è il must di Aiga che nel primo semestre 2017 ha messo a segno un doppio assist vincente fissando due date a due capitali Europee di rilievo: a Maggio Londra, a Luglio Parigi. AIGA ha siglato la sottoscrizione di un protocollo d’intesa per la costituzione di una rappresentanza della giovane avvocatura italiana nella capitale britannica prima e francese poi.

L’intento- ha rimarcato Marta Savona consigliere nazionale di Aiga a Bergamo –è quello di trasformare gli studi londinese e francese, in una sede “consolare” AIGA, punto di riferimento per i giovani avvocati Italiani che desiderano svolgere un’esperienza professionale specialistica e linguistica in Inghilterra e Francia, fungendo da collettore di informazioni e di esperienza”.

Le iniziative che collegheranno l’Italia agli avamposti di Londra e Parigi punteranno all’organizzazione di un sistema di networking e scambio con colleghi stranieri, di eventi formativi, campagne di informazione sulle modalità di accesso alla professione in altri paesi; aprendo quindi nuovi mercati, e percorsi inediti di studi per ottenere l’ abilitazione.

Questo percorso è solo all’inizio – tiene a precisare Isabella Lavezzari coordinatore area Nord di Aiga e moderatrice del convegno- a breve infatti è in programma un convegno a Brindisi sul tema ed un secondo convegno a Londra a Dicembre per affrontare il tema del delicato raffronto tra il sistema legale italiano e quello inglese. Ad esempio in Inghilterra esiste una separazione della professione forense tra SOLICITOR E BARRISTER che in Italia non sussiste. I barrister discutono i casi in tribunale, ma non hanno di norma rapporti con i clienti; i solicitor invece preparano la causa insieme ai clienti, ma poi passano la documentazione ai barrister per la discussione (salvo che in alcune corti inferiori) Intervenendo in due fasi diverse del processo”.

Quando gli avvocati Italiani operano a Londra devono abilitarsi alla figura del Solicitor, come ha spiegato  Alessandro Gaglione avvocato del foro di Roma e che ha raccontato -nell’ambito del convegno- la propria esperienza come Solicitor a Londra ove risiede e svolge la professione forense da oltre 17 anni. Il convegno di Dicembre a Londra- ha concluso l’avvocato Lavezzari- avrà molteplici obiettivi: spiegare in cosa consiste il percorso di abilitazione in Inghilterra e Galles, l’effetto della Brexit sulla professione legale, le opportunità per i giovani avvocati Italiani nel ruolo di solicitor e l’uso dell’inglese legale”.

Nell’intervento infine dell’avvocato Pietro Traini, consigliere dell’ordine degli avvocati di Milano e coordinatore della commissione Rapporti Internazionali; una riflessione sui profili deontologici nella globalizzazione della professione legale in rapporto al tema del marketing legale. E se la matematica non è un’opinione, l’alta adesione al convegno organizzato da AIGA E AGAM a Milano è una conferma: i Giovani Avvocati Italiani sono pronti alla sfida internazionale!

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