Banche e Pmi: le nuove tecnologie rinsaldano il rapporto

Con intelligenza artificiale e nuove piattaforme si riducono i rischi e si accelera l'accesso al credito

Francesco Megna
Banche e Pmi: le nuove tecnologie rinsaldano il rapporto

Sono numerose e con esigenze specifiche, ma costose da servire. Le piccole e medie aziende, e soprattutto le piccole e micro imprese sono da sempre un segmento particolarmente seguito dal settore bancario e le tecnologie digitali stanno aprendo nuove possibilità di elevare e differenziare il livello di servizio. D'altra parte agilità del servizio e capacità di sviluppare nuovi prodotti e servizi e migliorare quelli esistenti sono considerati gli elementi fondamentali per avere successo nel nuovo modello della banca digitale. A cambiare sotto l'incalzante  fenomeno della digitalizzazione è soprattutto la gestione del credito. Piattaforme on line per il mondo business rendono più veloce l’erogazione di prestiti e crediti alle imprese.

C'è in primis il mondo delle piattaforme alternative di finanziamento, dal crowdlending - uno strumento che consente alle imprese di ottenere un finanziamento direttamente da investitori privati e istituzionali in modo semplice e trasparente, senza ricorrere al canale bancario. Gli investitori dal loro canto, hanno l'opportunità di far fruttare i risparmi scegliendo personalmente su quali progetti investire in base alla tipologia di rendimento più adatta al loro profilo -, all'invoice trading (ovvero la cessione di fatture commerciali attraverso un portale internet), fino a partnership tra banche e startup per innovare la user experience nel finanziamento alle imprese.

Nel primo trimestre del 2018 il P2p lending ha toccato i 126mln di erogato: una crescita importante rispetto allo scorso anno e anche se i numeri restano bassi rispetto alle banche tradizionali, le aspettative per il futuro sono alte. Soprattutto perché sul segmento PMI si stanno posizionando sia diversi nuovi player con un'offerta digitale aggressiva, sia realtà bancarie e assicurative che vedono nella specializzazione sulle micro, piccole e medie imprese un modello di business capace di garantire redditività anche nel nuovo scenario di mercato, in cui a fianco di un  ristretto numero di grandi gruppi dovrebbe esserci spazio (e redditività) anche per player specializzato su business specifici. 

Perchè il rapporto tra banche e imprese sarà sempre più digital? Alcune risposte provengono dalle aziende, dalle “sfide”  devono affrontare: più velocità, più efficienza e generazioni digitali come futuri consumatori e imprenditori . Anche perchè già oggi nel ricambio generazionale dell’utenza, le aspettative digitali sono alte: servizi disponibili 24/24 via web; risposte rapide e velocità di accesso al credito; sistemi di AI che simulano e prevedono fabbisogni e rischi; servizi personalizzati; accesso omnichannel, così come già avviene in altri comparti retail. Occorre quindi costruire un'offerta completa, capace di estendersi anche al di fuori del perimetro finanziario grazie a partnership ad hoc, in modo da qualificarsi come referente privilegiato della piccola impresa.

La relazione tra tecnologia e banche quindi può venir considerata come di carattere strumentale e abilitante; questo significa che la tecnologia deve essere quel mezzo che permette di migliorare la fruizione di beni dei servizi e dei processi bancari. Come per esempio il servizio per gestire automaticamente incassi e pagamenti di fatture; oppure l'utilizzo di applicazioni basate su big data e AI per analizzare e prevedere il fabbisogno di credito delle imprese; o il chatbot, un primo livello di interazione online con la clientela, gestito da un software di intelligenza artificiale in grado di rispondere alle domande del cliente e, se necessario, di inoltrarle agli addetti bancari.

Il 2018 è proprio l'anno di svolta per il mondo bancario, poiché con l’entrata in vigore della nuova direttiva europea 2015/2366 (conosciuta come PSD2– Payment service directive 2) la tanto attesa digital transformation della finanza ha potuto avere inizio. Un’evoluzione-rivoluzione che è destinata a cambiare il nostro modo di intendere e gestire i pagamenti, il modo di fare banca (la cosiddetta Open Banking più aperta, più accessibile, più facile, tanto per i clienti quanto per le imprese) e, soprattutto, di favorire lo sviluppo di un nuovo panorama competitivo. 

Domani poi potrebbe essere un computer a decidere se concedere o no un finanziamento o basandosi sugli algoritmi. La tecnologia può essere utile a valutare meglio a chi concedere fiducia. Le tecnologie potrebbero dare una mano agli istituti di credito e potrebbero renderli più efficienti e veloci. Anche per evitare che in futuro si ripresenti il problema del credito deteriorato: c'è chi spera che la tecnologia possa aiutare a prevenire gli errori affinando la scelta di coloro a cui concedere denaro. Alcune realtà della finanza hanno invece puntato sulla digitalizzazione per semplificare il rapporto con i debitori acquistando portafogli Npl ed entrando in contatto con centinaia di migliaia di soggetti sul territorio per cercare di recuperare i soldi dal debitore.

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