Société Générale
ha le mani libere per Unicredit

Redazione Web
Société Générale ha le mani libere per Unicredit

La banca multinazionale francese Société Générale ha dichiarato lunedì di aver raggiunto un accordo con le autorità statunitensi per chiudere le indagini sulle sue irregolarità, potenzialmente spianando la strada a una fusione con la più grande banca italiana, Unicredit. Riepiloghiamo: la Société Générale è stata oggetto di indagine per corruzione e manipolazione del tasso interbancario offerto a Londra (Libor), il tasso di interesse che le banche accettano di addebitarsi reciprocamente per i prestiti a breve termine. La banca non ha detto quanto ha dovuto pagare nell’accordo (si dice fino a 1 miliardo di dollari), ma si sa che aveva accantonato allo scopo quasi 3 miliardi di dollari. Risolto questo problema, gli analisti pensano che SocGen possa adesso riprogrammare la propria strategia di crescita. Al primo posto tra le opportunità di sviluppo ci sarebbe dunque una maxifusione internazionale: per esempio con Unicredit. Ma dopo l’accordo di SocGen con la giustizia fiscale americana i titoli del colosso francese sono saliti, quelli di Unicredit discesi. Perché? Forse perché gli investitori temono che una concentrazione del genere sarebbe molto forse troppo complicata e non gioverebbe all’aumento dei ricavi o al risparmio dei costi (tra l'altro sinergie) che entrambe le imprese sperano di raggiungere. Resta il fatto che nel mondo le “grandi manovre” per le maxifusioni bancarie sono riprese. Si parla di una fusione tra Barclays Bank e Standard Chartered. Lunedì scorso il gruppo britannico Clydesdale e Yorkshire Bank ha migliorato la sua offerta di acquisizione agli azionisti di Virgin Money. E molti altri matrimoni si profilano.

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