Le banche brillano in Borsa,
ma non è vera gloria

Redazione Web
Le banche brillano in Borsa, ma non è vera gloria

Ha brillato in Borsa tutto il comparto bancario in questa settimana: dopo la maxi offerta del fondo Intrum per rilevare gli NPL di Intesa Sanpaolo il mercato ha scommesso su un effetto positivo a cascata sugli altri istituti italiani. La proposta riguarda due operazioni distinte: la prima riguarda l’acquisizione del 49% della piattaforma di servicing di Intesa (valutata 500 milioni) e la seconda quella di 10,8 miliardi lordi di crediti in sofferenza, che saranno oggetto di cartolarizzazione e vengono valutati 3,1 miliardi (cioè il 28,7% del valore lordo). E’ questo il punto: contro il 18/19% medio delle ultime cartolarizzazione di Npl registrate, qui il valore dell’acquisto di innalza a livelli un poco più decenti. Il tutto genererebbe per Intesa una plusvalenza di 400 milioni di euro. La cessione dell`attività di servicing di Intesa fa da apripista ad altri deal simili anche perché la regolamentazione aumenta gli standard di performance richiesti dal regolatore sul recupero degli Npl. Al momento, Unicredit, Intesa e Mps hanno già ceduto le piattaforme di recupero, mentre altri istituti quali Banco Bpm, Ubi e Bper gestiscono ancora  internamente l'intero processo. E’ probabile che anch’esse decidano di dismettere i rispettivi business in modo da realizzare capital gain, accelerare il processo di derisking e ridurre ulteriormente il rischio regolamentare: secondo i primi calcoli in diffusione, ipotizzando un pricing per l`attività di recupero degli Npl simile a quello annunciato da Intesa Sanpaolo, la valutazione dei business in questione potrebbe risultare di circa 200 milioni per Banco Bpm e 90 milioni per Ubi e Bper.

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