La ripresa rallenta,
ma San Mario Draghi ci protegge

Redazione Web
La ripresa rallenta, ma San Mario Draghi ci protegge

“La Bce continuerà a seguire gli andamenti del cambio e le condizioni finanziarie in relazione alle loro possibili implicazioni per le prospettive di inflazione. Nel complesso permane la necessità di un ampio grado di stimolo monetario affinché le spinte inflazionistiche di fondo continuino ad accumularsi e sostengano la dinamica dell’inflazione complessiva nel medio periodo”: se non siete riuscite a decifrare queste parole del presidente della Bce Mario Draghi, che le ha pronunciate in “banchierese” stretto, proviamo a spiegarle noi. Significano che la Banca centrale europea continuerà a foraggiare (stimolo monetario) la nostra debole ripresa. Sollievo. Ma da che deriva questo stimolo? Semplice: “Il perdurare del sostegno monetario - ha aggiunto Draghi - deriva dagli acquisti netti di attività, dalle notevoli consistenze acquistate e dai prossimi reinvestimenti, nonchè dalle nostre indicazioni prospettiche sui tassi di interesse». Gli acquisti di titoli proseguiranno al ritmo di 30 miliardi al mese fino a settembre «o oltre se necessario». Quest’”oltre, se necessario” è la chiave per capire che Supermario non molla (e non “ci” molla)! Fa ripensare a quel “whatever it takes”, quel “qualsiasi cosa comporti” che nel momento peggiore della crisi finanziaria, il 26 luglio del 2012, fece capire alla speculazione internazionale che non c’era trippa per gatti. E ancora non ce n’è.

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