Covid-19, l'Ambasciatrice all'Onu Zappia: così lo sconfiggeremo

Prima donna in Italia a rivestire questo ruolo, sherpa al G7-G20, in esclusiva per Economy le risoluzioni delle Nazioni Unite per arginare l'emergenza sanitaria e umanitaria

Giovanni Pellerito
Covid-19, l'Ambasciatrice all'Onu Zappia: così lo sconfiggeremo

Il 14 dicembre del 1955 l’Italia ha aderito alla Carta delle Nazioni Unite, divenendo membro dell’Organizzazione. Da allora ha avuto inizio una lunga storia di collaborazione, sostegno e impulso alle attività dell’ONU, che è la logica conseguenza dell’approccio multilateralista che caratterizza la politica estera italiana. In questi decenni l’Italia ha contribuito all’elaborazione delle Risoluzioni dell’Assemblea Generale e del Consiglio di Sicurezza che hanno dato vita a grandi innovazioni sul piano delle norme internazionali.

Ad esempio, le campagne in favore della moratoria della pena capitale, quelle per promuovere l’uguaglianza di genere e i diritti delle donne e delle bambine, le battaglie contro ogni forma di discriminazione religiosa e in favore della libertà di opinione: insomma, l’Italia in questi 65 anni è sempre stata protagonista ed in prima fila nelle grandi sfide per la sicurezza, lo sviluppo, il progresso e la cooperazione internazionale.

Oggi la comunità internazionale ha di fronte la sfida più grande, la più ardua dalla nascita delle Nazioni Unite, e cioè la pandemia Covid 19! Come le Nazioni Unite stanno affrontando la pandemia? In quali iniziative è impegnata nello specifico la Rappresentanza Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite? Abbiamo avuto il privilegio di porre queste domande all’Ambasciatrice Mariangela Zappia, Rappresentante Permanente d’Italia presso le Nazioni Unite a New York.

Diplomatica di carriera con oltre trent’anni di esperienza, assume il suo incarico a New York il 31 luglio 2018, dopo aver svolto le funzioni di Consigliera Diplomatica e Sherpa G7 – G20 del Presidente del Consiglio dei Ministri (2016 – 2018). L’Ambasciatrice Zappia è la prima donna in Italia a rivestire questo ruolo, nonché a ricoprire la carica di Rappresentante Permanente presso il Consiglio Atlantico e presso le Nazioni Unite.

 

Ambasciatrice Zappia, a circa 100 giorni dall’inizio della pandemia, quali iniziative sono state messe in campo dalle Nazioni Unite e nello specifico dalla nostra Rappresentanza?

Le Nazioni Unite si sono subito mobilitate per far fronte all’emergenza. È in atto uno sforzo su scala globale per assistere i Paesi colpiti nel far fronte alla pandemia e continuare nel contempo ad assicurare l’attuazione del mandato dell’ONU nei contesti più fragili: pace e sicurezza, diritti umani, assistenza umanitaria, sviluppo. Una sfida duplice e senza precedenti, in un anno in cui l’ONU compie 75 anni. Non dimentichiamo che le Nazioni Unite fanno la differenza sul terreno,

ogni giorno, per milioni di persone, portando cibo, medicine, vaccini, conducendo operazioni di pace. Tutto questo non si è fermato. Anzi, il Segretario Generale Guterres ha lanciato un appello per un cessate il fuoco globale e per una risposta internazionale coordinata e solidale a fronte della pandemia, chiamando tutti i Paesi a rispondere al piano di risposta umanitario dell’ONU a sostegno dei paesi più vulnerabili.

Ci sono già delle risoluzioni in merito?

L’Assemblea Generale ha già adottato due Risoluzioni in merito, che l’Italia ha co-sponsorizzato. L’azione oggi si concentra sull’emergenza sanitaria, ma senza dimenticare che le sfide globali di ieri - dal cambiamento climatico alla lotta alla povertà e alle disuguaglianze - restano e vanno affrontate. In questo spirito, il Segretario Generale ha invitato la comunità internazionale a riflettere fin d’ora su come trasformare la ripresa in un’opportunità, adottando standard di maggiore sostenibilità e resilienza, in linea con l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile. L’Italia ha risposto immediatamente a questi appelli. La Rappresentanza Permanente in queste settimane sta lavorando senza sosta su tutti questi fronti. Alla luce delle misure per il contenimento del contagio, abbiamo trasferito tutte le nostre attività e riunioni online. Seppure in remoto, il lavoro è molto intenso e non si è mai fermato.

Dove si focalizza maggiormente la vostra attenzione?

Siamo stati tra i primi ad affermare l’esigenza di una risposta internazionale coordinata, fondata sui principi di unità e solidarietà. L’Italia si è ritrovata nella linea più avanzata della lotta al virus. Sappiamo di cosa stiamo parlando perché lo stiamo vivendo in prima persona, nel nostro Paese. Abbiamo immediatamente aderito all’appello del Segretario Generale affinché le armi vengano messe a tacere e gli sforzi di tutte le parti in conflitto si concentrino sul contrasto al Coronavirus. Pensiamo alla Libia, così vicina a noi, ma anche alla Siria o allo Yemen, ad esempio, dove l’azione diplomatica internazionale prosegue con ancor maggiore intensità. Vinceremo il virus se riusciremo a sradicarlo in ogni paese del mondo. L’Italia è tra i primi sostenitori dell’iniziativa globale - lanciata pochi giorni fa dall’ONU e dall’OMS con il Presidente del Consiglio Conte, insieme, tra tanti altri leader mondiali, al Segretario Generale Guterres, al Presidente Macron, alla Cancelliera Merkel, alla Presidente della Commissione Europea von der Leyen, al Presidente sudafricano Ramaphosa, alla Bill & Melissa Gates Foundation - per accelerare la ricerca e l’accesso universale al vaccino per il COVID19: un’iniziativa che ha raccolto l’appello del Ministro degli Esteri Di Maio per una alleanza internazionale per il vaccino.

C’è anche un’emergenza umanitaria…

Sul piano umanitario, ci stiamo concentrando, in particolare ma non solo, sulla sicurezza alimentare: un ambito in cui le misure adottate in risposta al COVID19 rischiano di incidere negativamente, ostacolando o interrompendo le catene di produzione e approvvigionamento di cibo. Dobbiamo impegnarci per impedirlo, soprattutto in quelle aree del mondo - in Africa, nei piccoli Stati insulari in via di sviluppo - che soffrivano di malnutrizione e scarsità di cibo già prima della pandemia. L’Italia è da sempre in prima fila nella lotta alla fame ed ospita a Roma il polo agroalimentare dell’ONU (FAO, IFAD, PAM). A New York presiediamo il Gruppo di Amici per la Sicurezza Alimentare e la Nutrizione, entro il quale abbiamo avviato una riflessione per una risposta rapida ed efficace a questa sfida, in stretta collaborazione con il sistema delle Agenzie romane e, in particolare, la FAO che abbiamo proposto divenga capofila di una coalizione globale per il cibo. In una sessione virtuale, organizzata dalla Rappresentanza e presieduta dalla Vice Ministra degli Esteri Del Re, abbiamo messo assieme il Presidente dell’Assemblea Generale, la Vice Segretaria Generale, l’Inviata Speciale per il Food Systems Summit 2021, i vertici delle Agenzie romane e oltre un centinaio di partecipanti dagli Stati membri del Gruppo di Amici, per discutere priorità e azioni concrete.

Proviamo a guardare oltre l'emergenza...

In una prospettiva temporale di maggior respiro, stiamo lavorando per promuovere una ripresa socioeconomica che ci consenta di spingere l’acceleratore su azione climatica e raggiungimento degli Obiettivi di Sviluppo Sostenibile: quella che il Segretario Generale Guterres chiama “Recovery Better” e per cui il sistema produttivo italiano, già da anni orientato alla sostenibilità ambientale, all’economia circolare e alla responsabilità sociale, è ben posizionato. Promuovere il modello produttivo italiano e il Made in Italy - dalla filiera agroalimentare a quella dell’energia, fino all’industria dello spazio - è parte integrante dell’impegno della diplomazia italiana, anche in questo nuovo contesto di risposta al COVID19. Proprio pochi giorni fa, sono intervenuta ai FashInnovation Worldwide Talks - una piattaforma globale in cui settore privato, mondo dell’innovazione e della creatività hanno discusso di COVID19 e sostenibilità del fashion - per valorizzare quanto il settore tessile e moda italiano sta facendo. Spendo un’ultima parola sull’importanza per l’Italia di un approccio che ponga sempre al centro la persona e i suoi diritti fondamentali.

Prego...

Questo oggi, alla luce della crisi globale, è più importante che mai, soprattutto quando si guarda alle persone più vulnerabili. In veste di Gender Champion, parteciperò nei prossimi giorni a un seminario virtuale dedicato alla fase di ripresa e al ruolo delle donne. Le misure restrittive, indispensabili per contenere il contagio, hanno aumentato drammaticamente la vulnerabilità di tante donne ad abusi e maltrattamenti domestici: un tema su cui il primo a suonare l’allarme è stato proprio il Segretario Generale Guterres. D’altro canto, le donne – scienziate, ricercatrici, infermiere, insegnanti, madri – stanno combattendo in prima linea la battaglia contro il virus, fornendo un contributo fondamentale. L’impatto differenziato per genere della pandemia va tenuto in conto. L’effettiva parità di genere sarà una delle chiavi di volta per ricostruire e prevenire meglio.

Quale messaggio vuole inviare ai tanti italiani che sono oggi impegnati in azioni umanitarie in varie parti del mondo?

Un messaggio di profonda gratitudine e sostegno a coloro che erano già impegnati sul campo e ai tanti volontari, molti giovanissimi, che con coraggio e abnegazione hanno risposto all’emergenza COVID19 mettendosi al servizio degli altri. I nostri italiani impegnati nel settore umanitario, all’interno del sistema ONU e non solo, rappresentano una risorsa per il nostro Paese e un esempio concreto dello spirito di solidarietà e della capacità di dialogo per cui l’Italia si distingue nel mondo e che ci è riconosciuto ed è apprezzato da tutti. Una situazione così nuova e difficile non ha fatto eccezione: lo dimostrano i tanti esempi di solidarietà con cui il nostro paese è stato contraccambiato in questi mesi. E anche in questa occasione, così come per la mobilitazione contro gli effetti del cambiamento climatico, i giovani si sono mostrati i più sensibili, pronti a far sentire la loro voce e ad agire. È ora di dar loro maggiore spazio e la risposta al COVID19 può fornirci l’occasione per farlo.

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